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Cronaca

L’ospedale di Perugia capofila del nuovo percorso “gravidanze a basso rischio” a gestione ostetrica. Il servizio attivo da due giorni, Agnese la prima nata.

(UNWEB) Perugia. La struttura di Ostetricia e Ginecologia dell'Azienda Ospedaliera di Perugia ha messo a punto un percorso assistenziale per gravidanze a “Basso rischio ostetrico”.

Di Redazione Umbria Notizie Web 1 Febbraio 2018 – 08:31 3 min di lettura


“ L’obbiettivo –dice il responsabile della struttura Giorgio Epicoco- è quello di garantire alle donne che hanno avuto un decorso “fisiologico” della gravidanza di giovarsi di un’assistenza esclusivamente ostetrica, per ridurre al minimo indispensabile la cosiddetta “medicalizzazione” del parto, come prevedono le Linee guida ministeriali e le Società scientifiche nazionali e internazionali”.

All’arrivo in ospedale il medico di guardia controllerà che la gravidanza sia effettivamente a “basso rischio” e soddisfatti i criteri di accettazione, la paziente sarà seguita esclusivamente dal servizio delle Ostetriche e solo in caso di anomalie rilevate durante il travaglio, si ricorrerà allo intervento di uno specialista, che in quel caso potrà decidere di assumere personalmente la conduzione del caso.

“ Il percorso è iniziato da due giorni e sono già stati eseguiti 5 parti con sola gestione ostetrica- sottolinea il Dr. Epicoco -. Una ulteriore possibilità che si aggiunge al percorso delle e “Stanze di Lucina” che prevedono in ultima analisi un parto “ come a casa propria. il percorso a “basso rischio” – aggiunge Epicoco- vuole restituire pienamente alle donne il loro “luogo del parto”, un atto dovuto in un momento in cui le donne stanno sempre più riscoprendo la necessità di essere parte veramente attiva durante il travaglio, valorizzare la professionalità dell’ ostetrica e sostenerne il binomio solidale con la gestante per un parto sempre più “dolce e sicuro”. La prima nata seguendo questo progetto è Agnese, peso kg 3.480 (nella foto con la mamma Rita e le ostetriche ).
La sola differenza tra il nuovo percorso e le Stanze di Lucina riguarda la presenza di familiari e gli orari di visita . Il progetto prevede comunque che sarà accolto la richiesta di partoanalgesiain qualsiasi momento la donna dovesse richiederlo, richiesta che comporterà l’uscita dal percorso inizialmente intrapreso. Oltre all’allineamento alle “buone pratiche cliniche” affidandosi all’alta professionalità ostetrica, il progetto vuole favorire la concentrazione di risorse specifiche all’assistenza alle gravidanze ad alto e altissimo rischio, provenienti da tutta la regione e dai Comprensori extraregionali limitrofi, attività che si è intensificata negli ultimi anni.
Questo modello avanzato di autonomia ostetrica è presente in Italia solo in ali quattro punti nascita :Centro dell’ospedale S. Martino di Genova, S. Anna di Torino, S.Margherita Ospedale Careggi di Firenze e Policlinico di Modena. Due rappresentanti ostetriche dell’Azienda ospedaliera di Perugia , Ivana Baldassarri e Simona Freddio, sono state chiamate a far parte della commissione nazionale attiva presso il Mini stero della Salute per la stesura di un piano nazionale per uniformare tali percorsi negli ospedali di tutta Italia.
La partenza del nuovo percorso è stata anche l’occasione per il direttore della struttura Dr Epicoco di ricordare come il tasso dei “ cesarei” nel 2017 , sceso al 25,9% con l’evidenza del 16,5% nei primari).

“Risultati di rilievo – fa sapere il Dr. Epicoco- vengono ottenuti anche in campo chirurgico dove, grazie a tecnologia e innovazione, circa l’85% dell’ attività viene eseguita con tecnica mininvasiva attraverso la laparoscopia e con l’utilizzo del robot di ultima generazione, anche e soprattutto nella cura dei tumori, per i quali, anche attraverso la tecnica del “linfonodo sentinella”, la degenza si limita a 24-72 ore con breve convalescenza delle pazienti per consentire l’inizio delle eventuali terapie, chemio o radio, in tempi brevissimi, aumentandone l’efficacia”.

Nota della Redazione

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