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Si è concluso il convegno internazionale dedicato alla diffusione della lingua italiana.. Il gotha delle scienze linguistiche e storiche riunito al Gallenga: luminari a confronto sulle migrazioni dell’italiano

Il viceministro Mario Giro: “La lingua vero vettore di internazionalizzazione del paese”

Di Redazione Umbria Notizie Web 7 Maggio 2018 – 15:15 3 min di lettura

(UMWEB) Perugia, – Un convegno internazionale per fare il punto sui ruoli dell’Italia nel mondo continentale e mediterraneo si è concluso a Palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri di Perugia. Si è trattato di un incontro internazionale con il gotha delle scienze linguistiche e storiche per dibattere sulle migrazioni della lingua e sui nuovi studi sull’italiano fuori d’Italia. Ad aprire le due giornate di studio, ideate e organizzate dalla professoressa Francesca Malagnini, docente di Linguistica italiana alla Stranieri di Perugia, una riflessione sulla certificazione della lingua italiana di qualità (CLIQ) e sulle buone pratiche del sistema cui hanno preso parte, tra gli altri, il rettore della Stranieri, prof. Giovanni Paciullo, il viceministro degli Affari esteri Mario Giro e il segretario generale della Società Dante Alighieri, Alessandro Masi.
«Voglio sottolineare in questa sede – ha detto il rettore Giovanni Paciullo – il ruolo determinante che il prof. Francesco Bruni ha avuto nella costruzione di quest’Università non soltanto per lo spessore del contributo scientifico – nel 1992 infatti è stato presidente del comitato tecnico della Facoltà di lingua e cultura italiana – e come comunità accademica gli siamo grati. Sottolineo uno dei tanti contributi di questo studioso per richiamare l’importanza della lingua italiana, delle parole italiane fuori dall’Italia, della loro diffusione per ambiti molto più ampi che un po’ la retorica del luogo comune ha spesso voluto ridurre ad ambiti ristretti. Questo convegno non soltanto un incontro di una qualificatissima comunità scientifica, ma è un privilegio di figure eminenti, riferimenti storici di una ricerca che ha orientato tutta la comunità accademica internazionale. La tematica di oggi abbraccia un ambito d’interesse vastissimo e vi siamo grati che quest’approfondimento possa avvenire in questo ateneo che ha scelto come missione quella che è la traccia del vostro approfondimento».

«È importante partecipare a questo congresso sulla lingua italiana – ha dichiarato il viceministro agli Affari esteri Mario Giro – perché penso ci sia bisogno di riflettere e di lavorare di più su questi argomenti. Da quando mi sono interessato del settore cultura all’estero ho trovato nella lingua un vero vettore di internazionalizzazione del paese. Quindi sono convinto che sia possibile aprire un mercato e in questo senso parlo di business della lingua. Dalle nostre osservazioni abbiamo notato che c'è molta richiesta all’estero di cultura e di insegnamento soprattutto dalla nuova classe media. Proporre il modello dei licei italiani potrebbe essere sicuramente un business di successo. In questo contesto la certificazione diventa però importantissima perché bisogna avere la certezza della qualità. La CLIQ (certificazione lingua italiana di qualità), deve essere generalizzata ed estesa come un sistema che dà certezza di qualità».

Per il segretario generale della Società Dante Alighieri, Alessandro Masi il convegno sull’italiano fuori dall’Italia «è un incontro fondamentale perché tende a fare il punto della situazione che in parte è codificata e in parte è in piena evoluzione. I dati che abbiamo a disposizione di italofoni fuori dal nostro paese – ha aggiunto – si aggirano intorno ai due milioni e l’italiano diventa la quarta lingua più studiata al mondo per motivi culturali ma quello che ancora non abbiamo registrato è il movimento in ascesa che c'è verso il nostro paese per motivi di studio. Questo incontro di storici e linguisti – ha continuato Masi – è un bilanciamento tra politica della cultura e politica della politica, tutto quello che sarà il nostro futuro dovrà dipendere da questo settore specifico e dalle scelte che saranno compiute proprio per sviluppare questo settore vitale non soltanto per la cultura ma anche per il commercio e per la nostra industria culturale italiana. Il caposaldo della cultura del merito, la certificazione – e qui ringrazio Giuliana Grego Bolli sempre attenta a questi temi – è una conquista recente come la scelta della CLIQ di unire i 4 maggiori certificatori nazionali con un'unica sigla è stato un passo notevole nella politica linguistica italiana».

Nota della Redazione

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