(ASI) Lettre in redazione. La Regione Umbria svuota le nobili funzioni dei VVF, aprendo di fatto un conflitto con lo Stato. E' questo l'esito di un'iniziativa portata innanzi da Catiuscia Marini nelle ultime settimane del suo mandato, manovra pesantemente in odore di speculazione pre-elettorale.


Pochi giorni fa la Presidente della Giunta regionale dell'Umbria ha infatti siglato una convenzione con il Soccorso Alpino e Speleologico umbro (SASU) per possibili interventi di soccorso, recupero e trasporto sanitario e non sanitario, riservando al riguardo ben € 150.000 all'anno e per un intero quinquennio, il prossimo, generalmente indisponibile ad un politico uscente.
Così, anziché limitarsi a valutare assieme ai VVF l'utilità o meno di eventuali interventi complementari, in un quadro di autentico rispetto anzitutto delle assegnazioni costituzionali ex art. 117 e, dunque, dello stesso ruolo storico del Corpo, con questo atto la Regione Umbria umilia duramente i VVF, avviando una pericolosa duplicazione di competenze, con rischi di conflitti sui luoghi di soccorso pure derivanti da controversie in merito alle responsabilità dell'intervento, a totale detrimento delle vittime, ma anche degli operatori VVF: mentre il caposquadra dei VVF resterà infatti pienamente responsabile del coordinamento dei soccorsi sul piano legale, civile e penale, potrebbe accadere che un corpo estraneo ai VVF imponga il suo intervento, pregiudicando le stesse funzioni di Polizia Giudiziaria assegnate ai soli VVF (i volontari SASU non lo sono) col pericolo di pesanti contenziosi. A chi giova un simile caos?
Né si può tacere il fatto che la Regione sia stata fin qui assai avara verso i VVF, anche quando l'erogazione di risorse fosse legata a prestazioni aggiuntive assicurate dal Corpo al nostro territorio, come accade nel caso degli incendi boschivi oppure per la bonifica degli imenotteri aculeati cui versa appena € 10.000 all'anno: infatti, per questi essenziali compiti, la Regione Umbria oggi elargisce ai VVF una cifra ben inferiore a quella che ha riservato alla SASU con tale convenzione.
Un' autentica vergogna che offende la storia e la professionalità dei VVF e contraddice al contempo la linea governativa nazionale e locale, fatta di doverosi Patti di stabilità, spending review e necessari accorpamenti.
Chiediamo pertanto che la Presidente uscente di questa Regione torni a rispettare la Costituzione e il relativo riparto di competenze tra Stato e Regioni, facendo un passo indietro da questa assurda convenzione e scongiurando di impegnare le finanze pubbliche fino al 2020.
La SASU, finora associazione di volontariato dalla rilevante funzione sociale, recuperando pienamente la sua vocazione originaria rinunci alle ingenti spettanze promesse, evitando in tal modo l'addensarsi su di essa di ombre strumentali, cripto-clientelari e pre-elettorali da parte della Giunta regionale in scadenza.

Laura Alunni - Candidata Presidente Regione Umbria (MoVimento 5 Stelle)


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