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Politica

Depositate le sentenze corte costituzionale sul decreto sicurezza. Bartolini “accolto il ricorso dell’umbria sui poteri dei prefetti”

(UMWEB) – Perugia- “Siamo particolarmente soddisfatti delle sentenze 194 e 195 del 24 luglio 2019 con cui la Corte costituzionale, si è pronunciata su numerosi ricorsi regionali avverso il Decreto Legge 113 del 2018 cosiddetto “decreto sicurezza”. E’ quanto ha affermato l’assessore regionale Antonio Bartolini, dopo aver conosciuto le motivazioni contenute nelle sentenze della Corte.

Di Redazione Umbria Notizie Web 25 Luglio 2019 – 10:06 2 min di lettura

“È stato pienamente accolto soltanto il ricorso della Regione Umbria, che aveva lamentato l’illegittimità costituzionale delle norme relative ai poteri prefettizi straordinari sugli enti locali. La Corte, condividendo le argomentazioni della Regione, ha duramente stigmatizzato l’indeterminatezza delle norme censurate e ha contestato l’assenza di meccanismi di coordinamento fra Stato e Regioni. Una volta di più, la Corte ha stabilito un punto fermo per il rispetto del principio di legalità. Bisogna anche rilevare – ha proseguito Bartolini - come le disposizioni in materia di immigrazione non sono state pregiudicate nel merito e soprattutto il tema, di particolare rilievo, dei poteri prefettizi nei confronti degli enti locali, contenuto nell’art.28 del Decreto, sono state esaminate nei termini presentati nel nostro ricorso, e le nostre tesi, così come sviluppate egregiamente dal professor Massimo Luciani, che ringrazio per il suo patrocinio, sono state accolte dalla Corte Costituzionale che in questo modo ha assestato un primo duro colpo al decreto, con la cancellazione dei poteri speciali ai prefetti, ovvero di un disegno che puntava a invadere le autonomie e le competenze degli enti locali, subordinandole di fatto al ministero dell’Interno”.

“È un risultato importante raggiunto grazie all'Umbria, unica Regione tra quelle che hanno presentato ricorso alla Corte, ad aver impugnato l’art. 28 del decreto legge e dunque ad ottenere un risultato positivo nel giudizio – ha sottolineato l’assessore Bartolini -. Quasi tutte le censure relative alle norme in materia di immigrazione, infatti, sono state dichiarate inammissibili per difetto di interferenza tra quelle norme e le competenze regionali. La motivazione offerta dalla Corte, tuttavia, tiene ampiamente conto delle argomentazioni prospettate dalla Regione Umbria e dalle altre ricorrenti, sia perché mette in luce la limitata portata innovativa del decreto sicurezza (che per quanto riguarda il trattamento degli stranieri è comunque tenuto, come già aveva rilevato il Presidente della Repubblica, “al rigoroso rispetto della Costituzione e dei vincoli internazionali”), sia perché afferma che, nonostante le nuove norme, le Regioni mantengono pur sempre tutte le competenze necessarie per l’erogazione di servizi sociali agli immigrati, quale che sia la loro condizione giuridica”.

Nota della Redazione

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