Ceri di Gubbio: “il Covid non ferma la passione" - il presidente dell'assemblea legislativa, Marco Squarta: “sono il simbolo della nostra Umbria”
(UNWEB) Perugia. "In questo strano 15 maggio, con la Piazza Grande vuota, esprimo vicinanza alla comunità di Gubbio in quanto la Corsa dei Ceri rappresenta per l'Umbria uno straordinario patrimonio di valori in termini di fede, passione, radici, tradizione e devozione". Lo scrive in una nota il presidente dell'Assemblea legislativa, Marco Squarta.
"I Ceri - spiega Squarta - animano lo spirito di fratellanza e di solidarietà della città di Gubbio che ogni 15 maggio si apre al mondo per ricordare la propria grandezza. Dal 1.160 è la prima volta che la festa di piazza non viene celebrata, esclusi i motivi bellici - ricorda Marco Squarta -. Quest'anno le emozioni forti e indescrivibili della corsa sono state impedite a causa del Covid, sono convinto che la condivisione e l'amicizia torneranno ancora più forti il prossimo anno quando l'Umbria tornerà a stringersi attorno al patrono Sant'Ubaldo, a San Giorgio e a Sant'Antonio”.
“Sarà, come sempre, determinante – continua il Presidente - la collaborazione del Comune, della Diocesi, dell'Università dei Muratori, dell'associazione Maggio eugubino e delle famiglie dei Ceraioli, tutti alle prese quest'anno con un impegno se vogliamo persino maggiore rispetto a quello sempre dimostrato. L'importanza dei Ceri per la nostra Umbria è testimoniata anche dal fatto che dal 1973 gli stessi rappresentano il simbolo della Regione, stilizzati nel gonfalone e nella bandiera ufficiale”.
“Per tutti noi – conclude - rinunciare all'edizione 2020 della Festa dei Ceri è stata ragione di tristezza e di amarezza. Gubbio, come sempre, saprà trovare la forza di guardare avanti".
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