foto spoleto 2(UMWEB) Spoleto. Nella mattinata del 26 febbraio u.s., presso l’Istituto per Sovrintendenti della Polizia di Stato di Spoleto “Rolando Lanari”, diretto dal Primo Dirigente Dott.ssa Maria Teresa PANONE, si è tenuta la XXXII cerimonia di commemorazione della medaglia d’Oro al Valor Civile Assistente della Polizia di Stato Rolando LANARI, ucciso nell’agguato terroristico avvenuto il 14 febbraio 1987 a Roma in via Prati di Papa, unitamente all’Assistente Giuseppe SCRAVAGLIERI, alla cui memoria è intitolato l’Istituto.

La cerimonia ha avuto inizio con la deposizione di una corona presso il monumento a lui dedicato da parte del Direttore dell’Istituto nonché dell’Arcivescovo di Spoleto-Norcia, del Prefetto, del Questore della provincia di Perugia e del Sindaco del Comune di Massa Martana, alla presenza della Signora Eugenia Vergari LANARI, madre della Medaglia d’Oro, oltre alla partecipazione delle Autorità militari e civili cittadine, di una delegazione delle varie Sezioni A.N.P.S. dell’Umbria, di uno schieramento composto dal personale del quadro permanente. Per questa occasione altresì, è stato rivolto l’invito a partecipare a due scolaresche del comune di Massa Martana, luogo di nascita della Medaglia d’Oro, accompagnate dal Sindaco.

La cerimonia è proseguita con la Santa Messa in suffragio dell’Assistente Rolando LANARI celebrata presso la Cappella dell’Istituto e officiata da S.E. Mons. Renato BOCCARDO unitamente al Cappellano Militare Regionale e al Cappellano dell’Istituto Don Mirco BOSCHI.

Al termine della Santa Messa gli ospiti si sono recati presso il locale Auditorium, ove, alla presenza degli studenti di Istituti superiori cittadini, si è svolto un toccante momento di “testimonianze e ricordi”.

L’evento ha avuto inizio con il saluto del Direttore, del Prefetto di Perugia e con un intervento del Questore di Perugia che ha tratteggiato la figura e la storia della Medaglia d’Oro.

Al termine del suddetto intervento è stato trasmesso un filmato che ha ripercorso le fasi del tragico evento del 14 febbraio 1987, anche con la visione della lettera di una giovane, oggi Vice Ispettore, che rivolgendosi al Capo della Polizia, esprimeva il suo cordoglio e la sua rabbia per la morte dei due giovani agenti, sottolineando l’esempio e la fonte d’ispirazione per una futura speranza di indossare la divisa della Polizia di Stato.

Particolare commozione hanno destato per l’intera platea, le testimonianze che si sono succedute, come momento pregnante della manifestazione, di Gaetano BRUNO, Ispettore in quiescenza e di suo figlio Roberto, Vice Ispettore della Polizia di Stato, che hanno raccontato la coincidenza e le conseguenze di una tragica casualità: il giorno dell’agguato, Gaetano BRUNO avrebbe dovuto effettuare l’itinerario di scorta al furgone postale al posto di Rolando LANARI se non si fossero accordati per un cambio itinerario e l’impatto che tale evento ha avuto sul figliolo, allora bambino, circa la scelta della sua futura attività professionale.

Altra testimonianza particolarmente sentita è stata quella del Vice Ispettore della Polizia di Stato Mina CENNAMO, all’epoca sedicenne, che quel 14 febbraio 1987, essendo nelle immediate vicinanze della zona dell’agguato, vi si recava, trovandosi di fronte una scena che porta ancora dentro di sé, facendole aumentare la passione per il lavoro del “poliziotto” che coronava sei anni dopo.

Si è trattato di momenti certamente di grande commozione con alto impatto sui giovani presenti che hanno potuto conoscere con esperienze di “prima mano” l’importanza di esempi quali punti di sicuro riferimento, della famiglia “Polizia di Stato”.

La suddetta cerimonia ha dato seguito a quanto lo scorso anno era stato realizzato, sempre nell’ambito dell’anniversario dell’eccidio, con il rendere note le lettere scritte da coloro che quest’anno hanno portato con la presenza, la loro forte testimonianza.


 

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