DSC 0022 I chiarimenti di mons. Boccardo alla popolazione a seguito di una mail firmata “Dalla parrocchia di Cortaccione”. La preoccupazione del Presule circa l’attuale incertezza politica «che potrebbe ritardare ulteriormente la ricostruzione post sismica».

(UNWEB) Spoleto. Domenica 18 agosto 2019 è stato un giorno particolare, di grande festa, per la parrocchia di S. Gabriele dell’Addolorata a Cortaccione di Spoleto: è stato inaugurato, con una Messa presieduta dall’arcivescovo Renato Boccardo, un prefabbricato che d’ora in poi fungerà da luogo di culto per la popolosa frazione spoletina. La chiesa parrocchiale, infatti, è inagibile a seguito del sisma che ha colpito l’Italia centrale nel 2016 e ciò è sancito dall’Ordinanza Sindacale n. 696 del 9 giugno 2017 emessa dal Comune di Spoleto. Ora, grazie al contributo della Caritas nazionale e diocesana e ad alcuni fondi della stessa parrocchia, i fedeli di Cortaccione avranno uno spazio adeguato, chiaramente provvisorio, per dare lode a Dio. Alla celebrazione eucaristica c’erano diversi fedeli. Col Vescovo ha concelebrato l’amministratore parrocchiale di Cortaccione mons. Giampiero Ceccarelli.

La preoccupazione di mons. Boccardo per la difficoltà dei cristiani a pensare secondo il Vangelo. Nell’omelia il Presule, commentando il brano del Vangelo di Luca (12,49-53) in cui Gesù dice ai discepoli “non sono venuto a portare la pace sulla terra, ma divisione”, ha parlato delle tante divisioni che ci sono anche nelle famiglie spoletine e che creano tante sofferenze: figli contro i genitori, fratelli contro fratelli, suocera contro nuora e via dicendo. «Il primo messaggio che Gesù ci lancia in questo brano del Vangelo – ha detto il Presule - è quello di impegnarci ad essere operatori di pace, a partire dalla famiglia. So che non è facile, ma neanche impossibile. Poi, il Figlio di Dio ci esorta ad essere cristiani non per tradizione, ma capaci di misurare le azioni con i criteri del Vangelo. Oggi questo – ha sottolineato l’Arcivescovo – non accade. Noi cristiani, purtroppo, spesso misuriamo tutto con l’opinione della maggioranza, non siamo più capaci di pensare con la nostra testa. Teniamo un livello basso di vita, alla quale a volte diamo qualche pennellata di cristianesimo, partecipando magari ad una processione. Ma non è sufficiente. Se non rimettiamo il Vangelo al centro del nostro agire il pensiero cristiano sarà sempre più debole e sempre più portato, ad esempio, a considerare il forestiero uno straniero e non invece un fratello. Gesù ci chiede di essere adulti responsabili, capaci di dire parole di verità».

Ricompattare la parrocchia. Nelle preghiere dei fedeli mons. Boccardo ha chiesto che la comunità cristiana di Cortaccione, dopo i disagi per la chiusura della chiesa, si ricompatti e riprenda con slancio le varie attività pastorali. E il ritornello scelto dal coro della parrocchia che ha animato la liturgia – diceva: “La voglia di cantare e di ricominciare...” - ha fatto da eco alle parole del Presule.

Chiarimenti dell’Arcivescovo ad una mail giunta in Curia. Al termine della Messa, prima della benedizione finale, l’Arcivescovo ha voluto condividere con la comunità, leggendola, una mail firmata “Dalla parrocchia di Cortaccione” e giunta in Curia il 31 luglio 2019. «Il fatto – ha detto il Presule - che chi l’ha scritta non abbia avuto il coraggio di firmarsi porta a dare allo scritto la considerazione che merita. Ma va comunque fatta chiarezza su alcuni punti». C’è scritto nella mail indirizzata ai signori della Curia spoletina e in particolare mi rivolgo al Vescovo: “...avreste dovuto provvedere a non lasciare scoperta una parrocchia per così tanto tempo, togliendo il parroco e tutti i servizi...”. «La parrocchia – ha chiarito il Presule - non è mai stata un giorno senza parroco. Dalla partenza di don Floribert Avonyma, che dopo nove anni di presenza nella nostra Chiesa è tornato a disposizione del suo Vescovo in Africa (quindi non è né scappato, né tanto meno è stato cacciato), ho nominato mons. Giampiero Ceccarelli amministratore parrocchiale. E lo vorrei qui pubblicamente ringraziare: nonostante l’impegno nelle parrocchie di Eggi e di Bazzano e i numerosi incarichi a livello diocesano e regionale (è Cancelliere della Curia, Canonico del Duomo, Vicario episcopale per la ricostruzione post sisma 2016 e referente per la Conferenza episcopale umbra dell’edilizia di culto), con generosità ha accolto il mio invito a prendersi cura per un periodo anche dei fedeli di Cortaccione. Vorrei tranquillizzare tutti: la parrocchia di Cortaccione c’è, rimane e spero presto di poter annunciare il nome del nuovo parroco». Ancora nella mail c’è scritto: “...chiudendo la chiesa dall’oggi al domani, come a dire arrangiatevi il Signore è anche nelle altre chiese...”. «Basta leggere l’ordinanza – ha detto il Vescovo – 696 del 9 giugno 2017 firmata dall’allora Sindaco di Spoleto e affissa alla porta della chiesa per rendersi conto che il complesso parrocchiale non è stato chiuso dall’oggi al domani. Speriamo, burocrazia permettendo, di poter riavere la chiesa e i locali attigui il prima possibile». Al termine delle delucidazioni fornite dall’Arcivescovo, la gente presente si è recata dal Presule dissociandosi dal contenuto della mail e ribadendo ancora una volta la volontà di impegnarsi per ricompattare la parrocchia.

La preoccupazione del Presule circa l’attuale incertezza politica. Nell’occasione dell’inaugurazione del prefabbricato-chiesa di Cortaccione l’arcivescovo Renato Boccardo ha confermato la preoccupazione riguardante il complesso tema della ricostruzione. «Si tema, infatti, - afferma il Presidente della Conferenza episcopale umbra – che l’attuale incertezza politica possa ritardare ulteriormente l’apertura dei cantieri necessari per restituire alle popolazioni ferite dai terremoti del 2016 le case e i luoghi della vita sociale e religiosa».


Tv ASI

 

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