logo-univ-sapori1(ASI) Perugia - Da un lato un piccolo borgo nel cuore dell'antico Sannio, a prevalente vocazione agricola e vitivinicola, "terra elettiva" dell'Aglianico del Taburno Doc, importante dominio longobardo (XI sec) e sentinella della città di Benevento, all'epoca capitale del ducato. Dall'altra l'Università dei Sapori, Centro nazionale di Formazione e Cultura dell'Alimentazione, con tre sedi in Umbria ed una vocazione internazionale.

Due realtà unite da un comune obiettivo: fare della valorizzazione delle eccellenze agroalimentari un asset di successo per lo sviluppo e la promozione dei territori e da un progetto di trasferimento di buone prassi e know how, a valere sul programma Agire-POR, nell'ambito del progetto ministeriale PON Governance e assistenza tecnica 2007-2013. Al centro del programma la possibilità concreta di replicare il modello dell'Università dei Sapori presso la Scuola del Gusto di Torrecuso ma anche in altre località della Campania, presso strutture finanziate con risorse comunitarie o anche di proprietà diretta della Regione. Un gemellaggio che vedrà protagonista e coinvolta anche in seguito l'Università dei Sapori per il riconoscimento, la promozione e lo sviluppo della Scuola del Gusto di Torrecuso, con sede nel settecentesco Palazzo Caracciolo ex Castello Feudale, che sovrasta il centro antico già stazione enogastronomica dell'Aglianico del Taburno. La mission è quella di fare della scuola del Gusto un centro didattico e un luogo di valorizzazione e ricerca della cultura enogastronomica attraverso incontri, dimostrazioni, laboratori del gusto, mostre; un vero e proprio "laboratorio dei sapori" per la valorizzazione dei prodotti del territorio, la tutela della diversità e la promozione del "mangiar bene". Un percorso che si prefigge, a cascata, anche un altro obiettivo. Quello di essere motore trainante dell'economia dell'intera area e volano di sviluppo turistico. La pratica di successo è quella dell'Università dei Sapori, presa a modello dalla Regione Campania e dal comune di Torrecuso quale "attrattore" polivalente per un'ampia gamma di pubblico, dai professionisti, od aspiranti tali, ai gourmet. Il progetto, che si concluderà a febbraio 2015, ha previsto vari step di lavoro e sessioni operative alle quali hanno preso parte i vertici del comune di Torrecuso e dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Campania, quale soggetto che intende incorporare il know-how procedurale per eventualmente impostare tali azioni in altri territori della Regione. Tra questi, anche un briefing per valutare la trasferibilità del modello di gestione economica alla Scuola del Gusto di Torre Cuso che ha visto la partecipazione della Presidente dell'Università dei Sapori Annarita Fioroni e i rappresentanti della Regione Campania, l'Avv. Filippo Diasco e il Dott. Italo Santangelo che hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto sino ad oggi e per la qualità del modello espresso dall'Università dei Sapori. In particolare, del Centro umbro, si apprezza la capacità di generare valore sia in ambito formativo, grazie alla capacità di formare competenze professionali che favoriscono a loro volta la crescita del settore agroalimentare, sia a livello di crescita economica territoriale, in quanto la filiera agroalimentare locale ne esce rinforzata per quanto riguarda la sua conoscenza da parte degli esperti del settore. Il gemellaggio riguarderà perciò sia gli aspetti istituzionali, funzionali e gestionali dell'Università dei Sapori, attivando una collaborazione permanente con il Centro di formazione umbro, sia il piano della didattica, che quello della promozione e sviluppo territoriale.


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