B0000155(UNWEB) Perugia. Viene inaugurata giovedì 13 ottobre (alle ore 18,00) presso il Museo Civico di Palazzo della Penna la mostra dedicata all’artista, intellettuale ed educatore perugino Enzo Rossi, che aprirà al pubblico da venerdì 14 ottobre, fino al 4 dicembre prossimo.


Un evento che rappresenta la seconda tappaAlbanese di un itinerario espositivo iniziato a San Gemini, Palazzo Vecchio il 24 settembre e che, a Perugia vede esposte un più ampio numero di opere dell’artista (una sessantina, fra dipinti, ceramiche e disegni). Saranno, inoltre, allestite tre sezioni: i laboratori creativi dell’Istituto per l’Arte Sacra, l’omaggio a Lavinia Castellani e gli Artisti umbri a Villa Massimo, Roma.
Nel corso della presentazione alla stampa che si è tenuta questa mattina, a cui hanno presenziato anche Massimo Duranti e Orietta Rossi Pinelli, figlia dell’artista e tra i curatori della mostra, l’Assessore alla Cultura e Turismo Maria Teresa Severini ha tenuto a sottolineare come l’esposizione rientri nel più vasto progetto di valorizzare gli artisti umbri del novecento, con un occhio attento all’intero contesto, culturale e familiare, nel quale essi si muovevano. “Palazzo della Penna –ha detto- ritrova la sua vocazione museale di conoscenza e valorizzazione delle figure, degli artisti e dei momenti che ricompongono la storia della città in relazione ai movimenti culturali e artistici nazionali e internazionali che anche a Perugia hanno avuto eccellenti espressioni.”
Enzo Rossi è stato figura di spicco dal secondo dopoguerra in poi. Formatosi a Perugia, attivo a Roma dal 1948, ma presente spesso nella città natale, si caratterizzò oltre che per la sua attività artistica, per quella di promotore e organizzatore della formazione artistica nella Capitale (a lui è intestato il Liceo Artistico Statale di Roma, già Istituto Statale d’Arte Roma 2 da lui fondato e diretto con la denominazione “Istituto statale per l’arredo e la decorazione della chiesa“) e per quella di studioso dell’arte sacra dopo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II, risultandone il massimo teorico con il suo volume “L’arte sacra oggi”.
La mostra, curata da Enrico Crispolti, critico d’arte e amico di Rossi, Orietta Rossi Pinelli, figlia dello stesso artista e Massimo Duranti nella sede di Perugia si snoderà in un itinerario che rileggerà la stagione della formazione, quella neocubista astratta dello studio perugino di via Oberdan (inedita la presentazione dei ritratti che in contemporanea, Rossi, Mancini e Brunori fecero a Lavinia Castellani Albanese) e poi astratto-figurale, le opere di soggetto sacro che attraverseranno temporalmente gran parte della parabola estetica dell’artista, e poi una serie di bellissimi disegni dal vero, inediti, realizzati nel 1963.
Ci sarà poi un raro esempio di ceramica, tecnica alla quale l'artista si appassionò molto. Infine, si presenteranno alcuni esempi di muralismo attraverso bozzetti e riproduzioni, tecnica che Rossi praticò spesso in varie parti d'Italia, e fra questi un duplice intervento nell'ex Policlinico di Perugia e alla Spagnoli. Saranno anche presentati rarissimi esempi di disegni "dal vero" dei tanti che fece nel lavoro di ripresa dal microscopio di tessuti cancerogeni che il Prof. Lucio Severi, docente di Anatomia e Istologia Patologica, gli commissionava quando si era ben lontani dall'era digitale ed anche da immagini fotografiche di qualità.
Chiuderà la rassegna delle sue opere, doverosamente, un piccolo omaggio alla compagna della sua vita, Tina Rossi Fiori, valente pittrice di origini sarde, che arrivò a Perugia nel 1939 all'Accademia di Belle Arti per conoscere Dottori, che aveva appena avuto la cattedra di Pittura.
In esclusiva per la sede di Perugia la sezione dedicata agli “Artisti umbri a Villa Massimo” che metterà in mostra opere di Leoncillo, Romeo Mancini, Enzo Brunori, Vittoria Lippi e Ugo Rambaldi, che andranno a ricostruire il clima che si respirava in a Roma negli anni del dopoguerra.
Rossi fu raggiunto a Villa Massimo nel ’50 dalla famiglia e nel 1954 si trasferirono tutti nella limitrofa via di Villa Ricotti. Negli anni di villa Massimo trovarono ospitalità altri pittori perugini come Enzo Brunori, Vittoria Lippi, Romeo Mancini, Ugo Rambaldi che, con Leoncillo, formarono una sorta di ‘colonia’ umbra. Nella villa si trovavano anche gli studi-abitazioni di Guttuso, Mazzacurati, Emilio Greco, Guido La Regina ed altri artisti. Il luogo divenne punto di riferimento anche per molti critici d’arte: da Lionello Venturi (molto attento agli artisti umbri) a Cesare Vivaldi, G.C. Argan, Palma Bucarelli, fino ai giovanissimi Bruno Toscano, Corrado Maltese, Maurizio Calvesi ed Enrico Crispolti.
A compendio e dimostrazione del valore dei laboratori dell’Istituto Statale d’Arte romano fondato dallo stesso Rossi, si presentano brani dei laboratori di ebanisteria, oreficeria e architettura diretti dai giovani artisti che Rossi aveva chiamato a dirigere, poi divenuti importanti professionisti come Giovanni Dragoni, Nunzio, Paolo Pasticci, Felice Ragazzo, Giuseppe Uncini. Verranno così esposte diciotto lavori realizzati fra gli anni Sessanta e Settanta in quei laboratori, per lo più inediti, presentati insieme ad arredi sacri provenienti dalla Chiesa della Visitazione di Bolzano, progettati da Uncini negli anni Settanta.

 

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