coldirettiumbriaWebinar, con Presidente e Direttore nazionali di Terranostra: autenticità, distintività e diversificazione, tra le parole d'ordine!

(UNWEB) Nonostante la "zona gialla" che classifica al momento la nostra regione tra le aree meno a rischio, permane la preoccupazione di tutto il mondo agricolo per un'emergenza che pesa anche sull'intera filiera agroalimentare. È quanto emerso, tra l'altro, dal webinar dal titolo "La resilienza degli agriturismi umbri al tempo del covid!", organizzato da Coldiretti e Terranostra Umbria, con la partecipazione on line di moltissimi imprenditori agrituristici, per i quali vige sempre la chiusura serale delle attività di ristorazione alle 18, salvo che per gli ospiti alloggiati, con la possibilità sempre della consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22 della ristorazione con asporto.


Nessuno meglio degli agricoltori è resiliente, basta ricordare sforzi e sacrifici imposti dal terremoto a cui ora si è aggiunta la pandemia - ha evidenziato Elisabetta Montesissa direttore nazionale di Terranostra, l'associazione che raggruppa gli agriturismi della rete di Campagna Amica. Gli agriturismi - ha proseguito - rappresentano un segmento basilare per la tutela e valorizzazione del nostro territorio, per l'ambiente e la comunità, con la pandemia che ha fatto emergere la forza delle rete, dei veri agriturismi, che sono innanzitutto aziende agricole che producono eccellenze ed allevano animali. Il 60% degli agriturismi italiani - ha precisato Montesissa - sono impegnati nella vendita diretta e costituiscono una componente fondamentale della rete di Campagna Amica che conta oltre 10mila imprese con al centro del proprio progetto la filiera corta, apprezzata ancora di più in questi mesi da tante famiglie. La resilienza degli agriturismi umbri sarà in grado di trasmettere oggi più che mai, valori importanti come distintività, fiducia, esperienze e coerenza, in una sfida che sconvolge la vita delle persone e di tutto il tessuto economico.
In questi mesi - ha sostenuto il presidente nazionale di Terranostra Diego Scaramuzza - gli agriturismi sono riusciti, grazie anche ai tanti spazi aperti a loro disposizione e alla scelta di un turismo di prossimità, a infondere un forte senso di tranquillità e benessere ai visitatori. Ci apprestiamo ora a vivere una nuova difficile condizione dopo un periodo di ripresa, ma gli imprenditori agricoli e agrituristici - ha aggiunto - non hanno mollato nella prima fase di pandemia e siamo certi che non lo faranno neanche ora, pronti ancora una volta a garantire produzioni sempre più strategiche per la collettività e per l'economia. Da parte nostra - ha concluso Scaramuzza - continueremo a mettere in campo tutte le azioni possibili per sostenere attività che rappresentano un modello di turismo sostenibile grazie ai nostri primati sul piano ambientale ed enogastronomico.
C'è fermento, volontà di essere attivi, nonostante un attento rispetto delle disposizioni per una fase difficile che ci ha chiamato a riorganizzare il nostro lavoro - ha affermato Elena Tortoioli presidente regionale Terranostra. Se distintività, diversificazione e offerta di qualità rimangono fondamentali - ha riferito Tortoioli - in un momento così complicato che ha cambiato il volto del turismo rurale, come Coldiretti e Terranostra proseguiremo nel nostro lavoro a fianco delle imprese agrituristiche, offrendo massimo supporto in un'ottica di resilienza e prospettive di ripresa. Occorre infatti - ha proseguito Tortoioli - continuare a tutelare le tante aziende agricole impegnate in campo ricettivo e nella ristorazione, in cui, tra l'altro, anche le attività di cibi da asporto e consegne di prodotti agricoli a domicilio svolgono un ruolo importante. Nel prossimo futuro - ha concluso - risulteranno vincenti quei sistemi di offerta che saranno rassicuranti nei confronti degli ospiti, sempre di più alla ricerca di esperienze e tipicità di aziende e territori, che sanno emozionare e far star bene.
Lo scenario attuale obbliga - ha spiegato Elisa Polverini vicedirettore Coldiretti Umbria e moderatrice dell'iniziativa - ad una valutazione sul futuro di un settore che ricopre un ruolo rilevante per il tessuto economico regionale. Occorre riflettere sulla necessaria metamorfosi e capacità di adattamento dell'agriturismo umbro, chiamato ancora una volta a rimodulare la propria offerta. E proprio la resilienza è una delle caratteristiche più distintive con cui una comunità affronta il cambiamento. A fare sempre più la differenza - secondo Polverini - dovrà essere l'autenticità della nostra attività: in una crisi come questa, è necessario continuare, nei limiti del possibile, ad avere un rapporto con i potenziali turisti; trasmettere che territori e ricchezze ambientali, culturali ed enogastronomiche, li aspettano comunque, visto che le destinazioni, con risorse ed attrattive, ci sono e ci saranno ancora in futuro.
In conclusione, dopo lo spazio dedicato ai contributi degli operatori agrituristici collegati, l'intervento del presidente Coldiretti Umbria Albano Agabiti, che ha partecipato al webinar insieme al direttore regionale Coldiretti Mario Rossi. Siamo in una situazione molto difficile - ha ribadito Agabiti - che ci impegna ancor di più per cercare di supportare tutto il settore e le imprese agricole. Dai momenti di crisi nascono cambiamenti: è aumentato in questi mesi, l'attaccamento al territorio, al nostro lavoro, insieme alla percezione della strategicità della filiera agroalimentare per l'intera società. Abbiamo puntato in questa emergenza - ha ricordato il presidente regionale Coldiretti - a tutelare con forza anche il settore agrituristico, rilanciando pure l'immagine della regione e la sua capacità di ospitalità. L'emergenza ha colpito un comparto che conta in Umbria 1402 strutture, con 417 dedite alla ristorazione, 236 alla degustazione e 1172 ad altre attività. Circa un agriturismo su cinque (255) si trova in montagna, mentre il 47 per cento è gestito da donne. I posti letto sono 24.212, mentre quelli a tavola sono 13.840.


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