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Politica

Idroelettrico: “la giunta apre timidamente sulla regionalizzazione ma dimostra mancanza di una visione. Necessaria nuova legge” - De Luca (M5S) sul question time di questa mattina

Di Redazione Umbria Notizie Web 26 Maggio 2020 – 16:37 2 min di lettura

DeLucaIl consigliere regionale Thomas De Luca (M5S) annuncia la presentazione di una proposta di legge volta a regionalizzare la gestione dei grandi impianti idroelettrici, riassegnando una quota dell’80 percento dei canoni annualmente incassati dalla Regione ai Comuni interessati.  

 

(UNWEB) Perugia, 26 maggio 2020 - “Valuteremo nei prossimi giorni i passi che farà la Giunta regionale e presenteremo nelle prossime settimane una proposta di legge volta a regionalizzare la gestione dei grandi impianti idroelettrici, riassegnando una quota dell’80 percento dei canoni annualmente incassati dalla Regione ai Comuni interessati dalla presenza di tali invasivi impianti”. Lo dichiara, facendo riferimento alla seduta odierna di Question time dell’Assemblea legislativa (https://tinyurl.com/yaca29ot (link is external)), il consigliere regionale Thomas De Luca (M5S).

“Questa mattina – spiega De Luca – rispondendo alla nostra interrogazione l'assessore Roberto Morroni, molto timidamente, ha aperto ad una gestione in house alla scadenza delle attuali concessioni, anche a quella di creare una società regionale che si faccia carico del parco idroelettrico locale citando il modello Bolzano. Apprezziamo e auspichiamo l'avvio di un percorso condiviso che riporti dopo un secolo dalla loro costruzione, l'Umbria a riprendersi le proprie potenti centrali idroelettriche e, con esse, le connesse e gigantesche rendite finanziarie ed energetiche. Tutto però è ancora in alto mare e manca da parte della Giunta una visione chiara su quello che si vuole fare. L'assessore – rimarca De Luca - ha chiarito oggi che in Umbria insistono 9 impianti di grande derivazione idroelettrica, a cui è stata data in concessione l'uso della nostra acqua, del nostro petrolio. La maggior parte degli impianti (7 su 9) sono gestiti dalla multinazionale ERG le cui concessioni scadranno nel 2028, per gli altri 2 impianti uno gestito da Acea e l'altro da Edison le concessioni sono già scadute. La sola ERG che produce il 95 percento dell'energia idroelettrica da grandi derivazioni in Umbria negli ultimi anni ha registrato utili che non sono mai scesi sotto i 100 milioni di euro con punte di 150 milioni. A fronte di questo le concessioni pagate non superano gli 8 milioni. Di questi 8 milioni ai territori interessati vengono girate le briciole”.

“Tutta questa storia non è più tollerabile. Non possiamo tollerare – conclude - che da sotto il naso si portino via le enormi rendite, finanziarie ed energetiche con cui potremmo garantire floridità e sviluppo se anche solo una parte venisse reinvestita nei nostri territori”.

Nota della Redazione

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