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(UNWEB) Perugia,  – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato, con i voti favorevoli della maggioranza e l’astensione dell’opposizione, l’atto di programmazione in materia di sicurezza urbana per il 2020 proposto dalla Giunta.

IL RELATORE

Illustrando l’atto in Aula il presidente della Prima commissione, Daniele NICCHI, ha ricordato che “la sicurezza è un bene comune e come tale è e sarà sempre al centro del nostro interesse come politici e come cittadini. La Commissione ha accolto le osservazioni avanzate dal Consiglio delle autonomie locali. Abbiamo deciso di farle nostre perché è fondamentale ascoltare la voce di coloro che tutti i giorni lavorano in prima linea al servizio della sicurezza e del benessere dei cittadini. Tra queste proposte c’è la promozione di un monitoraggio sul territorio regionale per avere una visione d’insieme dei problemi della sicurezza che coinvolga i comuni; la previsione di protocolli con le Asl nei casi di Trattamento Sanitario Obbligatorio in modo tale che l’intervento della polizia locale sia supportato da personale sanitario professionalmente preparato; una maggiore vicinanza delle Forze dell’ordine ai cittadini, in particolare presso le scuole, anche implementando gli uffici mobili di Polizia locale e la videosorveglianza; favorire un maggior coordinamento tra la Giunta e gli Amministratori locali nella programmazione della sicurezza urbana; misure specifiche per contrastare le nuove criticità come le truffe informatiche dirette soprattutto agli anziani, la prevenzione del rischio di violenza contro le donne e minori e il sostegno al credito e al microcredito per contrastare estorsioni, usura e infiltrazioni della criminalità”.

SCHEDA

Con l’atto di programmazione della SICUREZZA URBANA per il 2020, la Regione Umbria ha rinnovato i PATTI PER LA SICUREZZA di Perugia e Terni, finanziati con 35mila euro e 25mila euro. 120mila euro finanziano i PROGETTI per migliorare la sicurezza dei cittadini stabilendo dei tetti massimi al contributo regionale in base al numero degli abitanti dei comuni. È stato approvato lo schema di CONVENZIONE tra la Regione Umbria e l’Università di Perugia per l’aggiornamento della banca dei dati regionale sull’andamento dei dati denunciati nel 2018/2019, la costruzione di un repertorio regionale delle ordinanze sindacali sulla sicurezza urbana, l’organizzazione di un evento pubblico e la pubblicazione di una raccolta degli approfondimenti prodotti con studi e ricerche. È stato definito un ACCORDO per la promozione della sicurezza integrata tra il Ministero dell’Interno e la Regione Umbria sull’interconnessione delle sale operative della polizia locale e delle forze dell’ordine, l’uso in comune dei sistemi di controllo tecnologico del territorio, lo scambio dei dati sull’andamento della criminalità e sistematizzazione informativa tra polizia locale e forze statali, l’aggiornamento professionale congiunto tra polizia locale, Forze dell’Ordine e altre professionalità specializzate nella prevenzione della devianza sociale e/o mediazione interculturale, progetti di prevenzione ambientale e rigenerazione urbana per la sicurezza degli spazi pubblici. La programmazione 2020 prevede inoltre di destinare 25mila euro agli interventi per l’assistenza e l’aiuto alle vittime dei fatti criminosi. 

INTERVENTI

Fabio PAPARELLI (Pd): “NON POSSO ANDARE OLTRE L’ASTENSIONE PERCHÉ IN QUESTO ATTO ci sono le stesse risorse e le stesse misure degli anni passati con tre punti che non sono soddisfacenti. Non c’è premialità per l’associazionismo dei comuni, non ci sono indirizzi più stringenti per l’uso dei fondi per i patti per la sicurezza, non c’è alcuna menzione su interventi per il sociale e la scuola quando invece sono convinto che la sicurezza investe anche il nostro welfare. Dopo tante campagne elettorali e promesse roboanti per cui la sicurezza era il punto cruciale delle politiche della Lega, avete presentato lo stesso atto con le stesse risorse che io ho presentato nel quinquennio precedente. O quello che facevamo prima non era poi così male, oppure s’è sbagliata la Giunta. Anzi anche meno, ad esempio nella formazione o nei patti per la sicurezza:  a Perugia io sarei per spostare il posto di polizia dal centro a Fontivegge. Questo atto rende giustizia delle buone pratiche del passato con alcuni problemi aggiuntivi. IL POPULISMO CHE CAVALCA LE PAURE NON PORTA FRUTTI. NOI CERCHIAMO DI DARE RISPOSTE AL SENSO DI INSICUREZZA DELLE PERSONE”.

Thomas DE LUCA (M5S): “CI ASTENIAMO PERCHÉ QUESTO ATTO HA RISORSE ECONOMICHE INSUFFICIENTI. I dati dell’Università di Perugia, allegati al documento, smontano qualsiasi tipo di propaganda su questo fronte, ponendo dubbi sostanziali anche sugli strumenti usati in questi anni: si continua a finanziare la videosorveglianza senza a potenziare la presenza dello Stato sul territorio. I dati mostrano che dal 2014 c’è una diminuzione per reati come rapine e furti, ma c’è una crescita preoccupante della violenza di genere e della cyber criminalità. Serve ricostruire la vivibilità degli spazi, eliminare i vuoti riempiti dalla criminalità, far si che lo Stato sia presente. Il centrodestra governa da sette anni Perugia e da due e mezzo Terni. Eppure la situazione non è stata affrontata adeguatamente, come dimostrano anche gli ultimi giorni”.

Valerio MANCINI (Lega): “Piena soddisfazione per l’intervento presidente Nicchi. Difendo le amministrazioni di Perugia e Terni, che quando erano governate dal centrosinistra avevano una situazione ben peggiore ed erano considerate capitali della droga. Quel passato non c’è più. Adesso c’è stato un miglioramento, purtroppo non ancora sufficiente. Queste amministrazioni di Terni e Perugia hanno avuto rapporti costanti con chi mette in atto la sicurezza. Va ricordato anche il problema della sicurezza legata agli immigrati, che costituiscono la maggioranza della popolazione carceraria in Umbria. Non vogliamo rivivere gli incubi della passata legislatura, dove l’atto di programmazione della sicurezza è passato solo perché l’opposizione ha mantenuto il numero legale, a dimostrazione che per noi questa è una priorità”. 

Tommaso BORI (Pd): “Su questo atto, che porta avanti scelte del passato, ci asteniamo. I PROBLEMI VANNO RISOLTI NON CAVALCATI. LA CAMPAGNA ELETTORALE PERMANENTE VA DISMESSA. Qui dobbiamo alzare il livello e non abbassarlo. Quando si interviene bisogna intervenire spendo quello di cui si sta parlando e conoscendo le realtà di cui si parla”.  

Enrico MELASECCHE (assessore): “ È vero che le misure e le risorse sono analoghe alle precedenti, con la differenza che questa Giunta è in carica da otto mesi dopo 49 anni di governo della sinistra. MI SEMBRA TROPPO PRETENDERE CHE CON LA BACCHETTA MAGICA SI ABBIA LA SOLUZIONE DI UNA SITUAZIONE COSÌ PESANTE SULLA SICUREZZA CHE È STATA EREDITATA DAL PASSATO. Dobbiamo tentare di riportare un tema fondamentale nei giusti termini. Perugia in programmi televisivi nazionali era additata come la capitale europea della droga. Nel corso degli anni c’è stato un declino pesantissimo del ruolo dell’Umbria. A Terni oltre il 50 per cento delle telecamere non funzionava. Un esempio del lassismo generalizzato con cui venivano affrontati questi temi. Il ruolo della Regione è principalmente di moral suasion. E lo stiamo esercitando soprattutto nei confronti del Governo per chiedere interventi chiari e precisi, con obiettivi da conseguire. Abbiamo aperto tavoli con le Prefetture e Forze dell’Ordine per far sì che i tanti problemi ereditati abbiano una risposta”.


 

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