ManciniIl consigliere regionale Valerio Mancini (Lega) interviene nuovamente sulla caccia definendo “vergognosa la decisione del Governo di limitare l’attività venatoria nelle regioni in fascia arancione entro i soli confini del comune di residenza”. Mancini plaude “alla battaglia dei parlamentari umbri della Lega, Marchetti e Caparvi, che interrogheranno l’Esecutivo nazionale affinché rimborsi ai cacciatori delle regioni in zona arancione la tassa governativa che hanno versato a inizio stagione”.

 

(UNWEB) Perugia,  - “La decisione del Governo di limitare l’attività venatoria nelle regioni in fascia arancione entro i soli confini del comune di residenza è vergognosa, un provvedimento che peraltro nessuna delle Nazioni europee, eccetto l’Italia, ha adottato”, lo afferma il consigliere regionale Valerio Mancini (Lega) che fa sapere di unirsi “alla battaglia dei parlamentari umbri della Lega, Riccardo Augusto Marchetti e Virginio Caparvi, che interrogheranno l’Esecutivo nazionale affinché rimborsi ai cacciatori delle regioni in zona arancione la tassa governativa che hanno versato a inizio stagione”.

Per Mancini “è inaccettabile che i cacciatori abbiano pagato regolarmente e non possano praticare l’attività in maniera ordinaria all’interno di tutto il territorio dell’Atc (Ambito territoriale di caccia) di competenza. L’assessore regionale Roberto Morroni sostenga questa iniziativa di buonsenso dei due onorevoli leghisti”.

“La caccia si svolge in luoghi rurali, lontano da assembramenti e scongiurando quindi ogni possibilità di contagio – osserva Mancini - pertanto la decisione del Governo è del tutto immotivata. La caccia – aggiunge - non solo è una delle tradizioni più sentite della nostra terra, ma è anche un’attività che consente la tutela dell’agricoltura e della sicurezza pubblica. Esistono specie pericolose, come il cinghiale, che danneggiano i raccolti e causano incidenti stradali, talvolta mortali, che vengono contenute grazie all’intervento cacciatori”.

“Ci sono migliaia di cacciatori – continua l’esponente del Carroccio - che hanno pagato la quota per la caccia di appostamento, ma in seguito al provvedimento governativo si trovano impossibilitati a raggiungere il luogo, peraltro vi sono comuni che comprendono un territorio esiguo e i cacciatori che vi risiedono sono ancor più penalizzati poiché la conformazione del territorio impedisce totalmente la pratica venatoria. Non possiamo dimenticare che i cacciatori sono contribuenti, quest’anno ulteriormente vessati dall’ATC Perugia 1, che ha addirittura chiesto il pagamento di una sovrattassa e meritano pertanto di praticare ogni tipologia ammessa di caccia, spostandosi nell’interno del proprio ATC – conclude -, altrimenti è doveroso che vengano rimborsati del pagamento effettuato a inizio stagione”.


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