convegnouniversita politicasociale(ASI) Perugia. "Nulla su di noi senza di noi", una piccola frase per esprimere un concetto grande e profondo: ovvero, non esiste democrazia senza politiche realmente inclusive che garantiscano pari opportunità a tutti i cittadini.


Queste parole oggi illuminavano il maxi schermo dell'Aula Magna dell'Università degli Studi di Perugia, dove fino a tardo pomeriggio è in corso l'incontro "Il diritto allo studio delle persone con disabilità: l'analisi delle pratiche", organizzato dall'Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, in collaborazione con la Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica e l'Università di Perugia. All'incontro partecipano esperti e rappresentanti delle istituzioni, tra questi sono intervenuti la vicepresidente della Regione Umbria con delega al Welfare, Carla Casciari, il Rettore dell'Università degli Studi di Perugia, Franco Moriconi, il presidente delegato, dell'Osservatorio regionale, Raffaele Goretti, la professoressa Laura Arcangeli dell'Università di Perugia, l'assessore al Welfare del Comune di Perugia, Edi Cicchi. Inoltre, ha portato il suo contributo Giovanna Vignola, l'interprete del film "La Grande Bellezza" di Paolo Sorrentino, che, a partire dalla sua esperienza personale, ha illustrato l'attività della Onlus "Acondroplasia - "Insieme per crescere", nella quale è fortemente impegnata.
"L'iniziativa di oggi – ha detto Raffaele Goretti – rappresenta un momento importante in quanto vogliamo rimettere al centro i diritti delle persone con disabilità a partire dal diritto allo studio e alla formazione. A tal fine, inviamo un messaggio dall'Aula Magna dell'Università, luogo simbolo della cultura stessa, con il desiderio di far crescere l'impegno su questo tema e per assicurare e restituire così alla nostra comunità, la possibilità di vincere questa sfida di civiltà".
Una sfida raccolta in pieno dall'Università di Perugia che , come ha testimoniato con grande slancio il Rettore Moricone "parte da lontano, da quando il Rettore di allora, Giuseppe Calzoni, oltre alla delega sull'orientamento mi affidò le competenze sul tema della disabilità, un argomento anni fa poco sentito, ma verso il quale l'Ateneo ha manifestato da sempre grande disponibilità, affinché tutti gli studenti potessero essere uguali".
Il Rettore ha anche raccontato alcune esperienze vissute in prima persona tra cui quella di una studentessa ipovedente che a Perugia si è laureata ed ha anche ottenuto un dottorato di ricerca: "La nostra volontà è quella di proseguire e migliorare questo impegno con la consapevolezza che il percorso avviato si compie creando una rete di relazioni e lavorando insieme".
In proposito la professoressa Arcangeli ha ricordato che nel Piano strategico triennale dell'Università sono previste varie azioni finalizzate proprio all'inclusione delle persone con disabilità:"Per l'anno accademico 2014-15 sono 200 con oltre il 60 per cento di disabilità, gli studenti iscritti ai corsi universitari e verso i quali l'attenzione è massima – ha evidenziato la professoressa – Il Rettore ha nominato un delegato in materia e, per garantire i servizi, in ogni dipartimento è presente un referente. E' stato avviato uno sportello che conta la presenza di tre amministrativi. Molte azioni – ha aggiunto – sono favorite dalla sinergia con l'Università per gli Stranieri, in particolare per quelli riguardanti i progetti Erasmus e l'orientamento. Inoltre, sono state assegnate risorse per l'istituzione di due assegni di ricerca per studi sulle tematiche della disabilità". Tra le iniziative dell'Università anche un piano per la formazione dei docenti e un counseling psico- pedagogico per gli studenti.
L'assessore al Welfare del Comune di Perugia, Edi Cicchi, ha ribadito l'impegno dell'ente locale, ricordando anche l'attività che su queste tematiche svolte dall'Anci.
Del rischio di emarginazione dei giovani con disabilità, a partire dagli anni della scuola, ha parlato Giovanna Vignola, che ha portato la su toccante esperienza di bambina affetta da acondroplasia che, da un ambiente protetto come quello dei primi anni delle scuole elementari, è passata a frequentare un istituto che l'ha avviata all'adolescenza con le ferite lasciate dalle discriminazioni, come quella di essere esclusa dalle recite: "Alcune di queste ferite sono rimarginate – ha detto - mentre altre sono ancora vive e quando vi parlo sanguinano. E nessuna di queste ferite è stata provocata da miei coetanei. Al contrario, sempre da adulti. A partire dal preside del liceo classico della città in cui abitavo allora, che non permise ai miei di iscrivermi".
Nel tempo Giovanna ha raccontato di aver "indossato una corazza per andare avanti" e intraprendere il cammino che l'ha portata a iscriversi all'Università di Perugia, la città in cui ha trovato lavoro e le ha permesso, "non solo di crescere", ma – sono sue parole - "di nascere come donna".
Ricordando il suo impegno nella Onlus "Acondroplasia - "Insieme per crescere", Giovanna Vignola ha reso noto che ancora oggi i ragazzi con disabilità si trovano a vivere momenti come quelli che ha vissuto lei molti anni fa. Questi ragazzi dalla loro parte hanno delle mamme 'guerriere', che denunciano questi fatti e ci permettono di venirne a conoscenza. In proposito mi sento di dire che la formazione dei docenti è fondamentale".
"L'Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità è uno strumento di partecipazione finalizzato a rendere effettivi i diritti delle persone disabili e delle loro famiglie": è quanto riferito dalla vicepresidente della Regione Umbria con delega al Welfare, Carla Casciari, intervenendo all'incontro "Il diritto allo studio delle persone con disabilità:l'analisi delle pratiche".
"L'Ossevatorio – ha detto – è un organismo giovane che ha mosso i primi passi nel febbraio di quest'anno dopo l'istituzione a fine 2013. L'Umbria è la prima Regione italiana che ha previsto l'istituzione di un organismo permanente in materia. La costituzione dell'Osservatorio è infatti definita nell'articolo 41 bis della legge regionale '26/2009' con l'obiettivo di raggiungere livelli di partecipazione e di condivisione tra le rappresentanze delle persone con disabilità e le loro famiglie, con le istituzioni pubbliche, i protagonisti del terzo settore e con le realtà della società civile".
"In questa delicata fase storica – ha concluso – la Regione è fortemente impegnata in un percorso che ha alla base l'avvio di politiche trasversali che vedono dialogare il sociale e il sanitario, con il coinvolgimento di tutti gli attori sociali, ognuno a proprio titolo e per le proprie competenze, con la consapevolezza dell'importanza di portare avanti gli interessi delle persone con disabilità, a partire dal diritto allo studio. Un diritto fondamentale, per rendere effettivo il quale stiamo sperimentando nuovi percorsi".
La vicepresidente ha quindi annunciato che "il nuovo Piano regionale per la non autosufficienza promuove nell'ottica dell'autonomia della persona, sperimentazioni su tutto il territorio di progetti di vita indipendente. In questo contesto la cultura rappresenta una componente importante".

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