Falzerano210320Perugia calcio. Intervista a Marcello Falzerano: il Grifo può centare i play off se mantiene lo spirito dell’ultima partita.

Emergenza da solo, e anche senza il pianoforte.

È solo nella sua casa di Perugia in questo periodo difficile. La fidanzata è a Roma, e lui non ha nemmeno il suo pianoforte per esercitarsi e farsi compagnia: si è rotto proprio alla vigilia dell’emergenza. Per di più, il suo Maestro gli aveva proposto di fare lezioni con videochiamata, ma lui non se l’è sentita perché non sarebbe venuto bene. E allora Marcello Falzerano, centrocampista romano del Perugia, si dedica in parte all’attività fisica, guarda le serie tv -in particolare Vikings- e si prepara pure il pane in casa. “È una situazione incredibile, solo due settimane fa ero sul litorale romano con la mia fidanzata, poi sono arrivati i decreti che ci hanno blindato in casa. Però è giusto fare così, per tornare prima possibile alla normalità”. 

Le mancate convocazioni: “no comment, dico solo che io rispetto sempre i ruoli”.

Falzerano non era stato convocato per un paio di partite. La motivazione del presidente  era stata che “aveva mancato di rispetto” a mister Cosmi. Marcello non intende alimentare la polemica. “Non voglio commentare l’accaduto -precisa- dico solo come sono fatto io: ho sempre rispettato i ruoli, il Presidente, il direttore e il mister.  È il mio modo profondo di essere e tutte le mie scelte le ho sempre fatte per il bene del gruppo”.

“Inzaghi mi ha cercato, ma felice di restare a Perugia, sento il calore dei tifosi”

I tifosi perugini sono stati felici di rivederlo tra i convocati e in campo, anche perché, nell’altalenante stagione del Grifo,  il suo rendimento è stato tra i più costanti. “È mancato qualche gol, sottolinea, perché quest’anno arrivo meno al tiro e, poi, qualche rete l’ho proprio divorata, come quella nel finale con la Salernitana”. Qualcuno lo ritiene  elemento indispensabile del centrocampo biancorosso. Lui si trova a suo agio come mezzala nel 3/5/2 di Cosmi: “sono una mezzala atipica, ma non sono adattato nel ruolo”, anche a Venezia giocava in quel ruolo e fece una delle sue migliori stagioni e “Cosmi interpreta il modulo a cinque in maniera molto simile a quella del Venezia dì Inzaghi”. L’attuale mister del Benevento, rivela, lo aveva contattato l’estate scorsa per proporgli di seguirlo a Benevento e  Marcello un pensierino ce l’aveva fatto, viste le ambizioni della società campana. Poi non se ne è fatto nulla e lui è stato felice di rimanere a Perugia, perché avverte “il  calore dei tifosi che mi vogliono bene”.

Oddo più distaccato, Cosmi sempre lavoro con la palla.

Sempre parlando di mister, come ha vissuto Falzerano il passaggio da Oddo a Cosmi? “Le differenze tra i due, spiega, stanno soprattutto nel rapporto con lo spogliatoio e nei metodi di allenamento”.  Sul primo aspetto, “Oddo era un po’ più distaccato, mentre Cosmi tende a stare più in mezzo a noi, fa la chiacchierata, ci fa ascoltare la musica, dalla tekno, lla pop italiana anni sessanta, ai nuovi cantautori come Ultimo”. Quanto al modo di fare gli allenamenti, la differenza sta soprattutto nel fatto che “con Cosmi tutti i lavori, anche quelli per potenziare gli aspetti atletici, vengono fatti sempre con la palla, mentre con Oddo non era così”. Ma, aldilà delle differenze tra i due mister, Falzerano ci tiene a precisare che “sia quando le cose andavano male con Oddo, sia nelle cinque sconfitte con Cosmi, io ho sempre detto ai miei compagni che il problema non erano i tecnici, ma noi che scendevamo in campo”. A parte questa imputazione di responsabilità, Marcello non ha una spiegazione univoca per la crisi del pre-Salernitana. “Ne abbiamo parlato tanto tra noi, ma non siamo riusciti a chiarirlo, ci siamo solo detti che dovevamo tornare a lavorare più di prima. La cosa strana è che poi noi già eravamo un gruppo positivo, di bravi ragazzi”. 

Il ritiro, la giusta tensione e le motivazioni. Il Grifo  può arrivare ai play off.

Un gruppo che il ritiro ha compattato, mettendo davanti a ogni ambizione personale, per quanto  legittima, le ragioni della squadra. Marcello Falzerano, pur dicendo di non credere molto al ritiro come strumento, riconosce che i giorni passati a Cascia sono serviti a “ricreare la giusta tensione e a mettere a fuoco l’importanza della partita e cosa si deve fare per affrontarla al meglio”. Però, aggiunge, un gruppo e giocatori forti sono “quelli che sanno concentrarsi sugli impegni anche senza stare in ritiro”, cioè che hanno una forza mentale e “la capacità di trovare le giuste motivazioni” a prescindere, “e in questo, ammette, noi dobbiamo migliorare”.

Già, migliorare, ma per arrivare fino a dove? “Ai play off”, risponde convinto, “possiamo ancora rientrare nella zona spareggi e lì giocarcela alla grande, ma solo se manteniamo lo spirito e la mentalità che abbiamo avuto contro la Salernitana!” . 

Daniele Orlandi - Agenzia Stampa Italia


 

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