IMG 20200322 WA0003(UNWEB) Perugia calcio. Intervista a Marco Carraro “Pensiero fisso all’emergenza. Perugia, allontànati dalla bassa classifica e poi pensa ai play off”.

Lui, lei e il  cane

La scena si ripete. Inevitabilmente. Come gli altri grifoni, anche Marco Carraro, centrocampista del Perugia e della Nazionale Under 21, resta chiuso in casa in questo periodo di emergenza. Fa attività fisica con attrezzi improvvisati, come scatole e bottiglie adattato a pesi. A fargli compagnia la fidanzata ed il cane, con il quale si permette le uniche uscite, ma solo davanti casa. La sua famiglia è in Veneto, dove la situazione è assai seria: “stanno tutti bene, ma sono segregati in casa col terrore del virus”. Lui non va più  nemmeno a correre all’aperto, per rispetto di tutti. E non riesce nemmeno a immaginare quando e come sarà la ripresa dell’attività agonistica -che vede assai lontana- tanto lo assorbe il pensiero della situazione in cui si trova il Paese. “È questa la cosa fondamentale, adesso, per la quale bisogna assolutamente rispettare le regole”.

Il 3/5/2 di Cosmi e Konate

La stagione di Marco Carraro è stata altalenante come quella del Perugia. “Eravamo partiti bene, dice, poi son venute a mancare alcune certezze a abbiamo cominciato a fare alti e bassi e questo andamento ha coinvolto tutti”. La vittoria con la Salernitana è stata “importante soprattutto per il morale” perché ha spezzato la serie nera e “ci ha fatto capire che ci possiamo riprendere”.

Ad un certo punto Cosmi gli ha preferito in regia Konate.  Marco la vede così: “in realtà, all’inizio con Napoli e Chievo io ho giocato; poi, quando mi ha messo per necessità centrale di difesa, Konate è stato schierato in regia e, dato che ha fatto bene, Cosmi lo ha confermato”.  La sua posizione naturale di mediano arretrato davanti alla difesa gli ha forse creato qualche problema col 3/5/2 di Cosmi, nel quale i centrocampisti sono chiamati a stare un po’ più avanti e ad essere un po’ più aggressivi. Marco ammette di dover lavorare per affinare queste caratteristiche, ma pensa anche  “di avercela messa sempre tutta per rispettare le consegne del tecnico” di cui ha stima, perché “è  di Perugia e  ci trasmette il suo attaccamento per il Grifo”.

Gli stimoli della concorrenza. E quelli del ritiro

Carraro non teme la concorrenza, l’arrivo in mediana di Greco col mercato di gennaio lo vede anzi come un pungolo a far meglio: “quando si sta fuori qualche partita, si ha uno stimolo maggiore per migliorare le cose in cui si è carenti”. E stimoli dello stesso genere sono anche arrivati dal ritiro di Cascia, decisivo per la vittoria sulla Salernitana: “è servito a conoscerci meglio e a fare gruppo, aldilà del fatto che le cinque sconfitte ci avevano toccato nell’orgoglio personale e di per sé avrebbero potuto spingerci a dare qualcosa in più”.

Il suo futuro e quello del Perugia

Carraro è in prestito dall’Atalanta (rinnovato per questa stagione) ma si trova benissimo a Perugia, dove, dice, “la gente è sempre positiva”. A gennaio qualche sondaggio di altre squadre per prelevarlo dal Perugia c’è stato, ma niente di concreto. E lui, comunque, ha voluto fortemente restare a Perugia. Gli piacerebbe rimanere anche in futuro, ma le dinamiche di mercato a fine stagione per ora non si possono prevedere. Si vedrà, anche se non nasconde che, qualora a luglio  l’Atalanta dovesse chiamarlo, “un pensierino” ovviamente ce lo farebbe. “Ma, conclude, per ora è importante pensare a far bene il finale di stagione col Perugia”. Un finale in cui la squadra di Cosmi dovrà trovare continuità di risultati perché, con la classifica corta di quest’anno (“il Perugia è a metà tra la zona play off ed i play out”, osserva) con due vittorie di fila  si possono cambiare le prospettive. Prioritario per lui è tirarsi fuori dalle zone a rischio, “perché non siamo una squadra abituata a lottare nella bassa classifica”. Poi, si potrà pensare ai play off.

Daniele Orlandi - Agenzia Stampa Italia


 

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