StopviolenzaTanti i soggetti istituzionali coinvolti per rafforzare la rete e fornire risposte alle vittime

(UNWEB) Perugia. Il Comune di Perugia conferma il proprio impegno nell’ambito delle azioni di contrasto alla violenza di genere. Nel corso della seduta del 6 ottobre, infatti, la giunta ha recepito la proposta dell’assessore alle politiche sociali di adesione dell’Ente al protocollo regionale per il contrasto alla violenza di genere, dando mandato allo stesso di procedere alla formale sottoscrizione.

Il protocollo originario, previsto dalla legge regionale n. 14 del 2016, è scaduto; per tale ragione la Regione dell’Umbria, con Dgr 479 del 27 maggio 2021, ha predisposto il nuovo documento la cui durata, questa volta, sarà quinquennale.

Il protocollo regola, in sostanza, le modalità di relazione tra i diversi soggetti della rete, la metodologia basata su un approccio di genere e di gestione integrata multidisciplinare e gli impegni di ciascun soggetto firmatario. La rete, in particolare, è costituita come prevede la L.R. dagli enti locali, dalle aziende ospedaliere, dalle aziende unità sanitarie locali, dal CPO, dai centri Antiviolenza e dalle Case rifugio; possono altresì sottoscrivere il Protocollo anche le Forze dell’ordine, la magistratura ordinaria e minorile, l’ufficio scolastico regionale, le associazioni di donne e di tutela ai bambini e i soggetti che hanno come finalità il contrasto della violenza degli uomini contro le donne.

Le finalità del Protocollo sono molteplici. Tra le tante spiccano: dare attuazione alla legge regionale n. 14/2016; costituire la Rete regionale e il Sistema dei Servizi di contrasto della violenza di genere, ponendo i diritti della vittima al centro delle misure e realizzando una collaborazione efficace tra tutti i soggetti della Rete; proteggere le donne da ogni forma di violenza; prevenire, contrastare, perseguire ed eliminare i fenomeni; proteggere e supportare le bambine e i bambini testimoni di violenza assistita;  garantire le misure destinate a tutelare i diritti delle vittime di violenza; contribuire ad eliminare ogni forma di discriminazione contro le donne e promuovere la concreta parità tra i sessi, rafforzando l’autonomia, ed aiutandole ad uscire dalla spirale di violenza,  promuovere iniziative per consentire e facilitare l’emersione del fenomeno; adottare le misure necessarie per istituire o sostenere programmi rivolti agli autori di atti di violenza.

Ai Comuni aderenti, oltre agli impegni condivisi con gli altri firmatari, è richiesto di coordinare le reti territoriali di contrasto della violenza contro le donne basata sul genere; assicurare, mediante convenzioni con associazioni di donne la gestione dei centri antiviolenza ed eventualmente degli sportelli e dei punti d’ascolto; assicurare sostegno e protezione alle donne vittime di violenza, valorizzare la pratica di accoglienza, individuare reti relazionali da attivare, mettere a disposizione le proprie reti di accoglienza, e assicurare sinergie e collaborazioni tra la rete dei servizi sociali e i centri antiviolenza – case rifugio a partire dalla gestione delle situazioni di emergenza; sostenere i figli minori vittime di violenza assistita, contribuire al sistema di finanziamento; promuovere e partecipare a corsi di formazione mirati, favorire e sostenere, insieme alle aziende sanitarie, il coordinamento funzionale da parte dei Cav dei servizi di fuoriuscita dalla violenza

L’assessore alle politiche sociali ha espresso soddisfazione per il rinnovo del protocollo che, nella sua versione aggiornata, conferma e rafforza il ruolo di tutti i soggetti istituzionali coinvolti nell’ambito di un tema sempre più attuale come è quello della violenza di genere.

Alla luce della crescita esponenziale dei fenomeni di violenza, favoriti dal lockdown e dalle restrizioni legate al contenimento del covid, le Istituzioni sono chiamate, in rete, a fornire alle vittime risposte concrete e servizi sempre più adeguati alle esigenze delle donne e dei minori.


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