zuppi(ASI) Assisi - La Parola di Dioparlasemprea noi e di noi.Parla oggi e ci aiuta a capire i segni dei tempi e questi ci aiutano a comprenderla, perché non èmai fuori del tempo o in un tempo passato, ma nell’oggi, nella storia.

Il Libro del Siracide descrive San Francesco, che riparò “il tempio”, la casa del Signoreche è in rovina e,allo stesso temponon è forse proprio quantosiamo chiamatia fareoggi?  ,si mettein cammino perché lui per primo èFratello di tuttie non aspettachelo diventinogli altri: compie lui il primo passo versoil prossimo.

Èil nostro Patrono ed è una gioia particolare, in questo tempo così segnato datanta sofferenzapreoccupazione, trovarci qui contutteleChieseche sono in Italiaecon il Presidente del nostro Paese, che rappresenta tutti gli italiani e le italiane e che ringrazio di cuore per la sua presenza e per il suo servizio, pieno di saggezza e di convinta passione perdifenderegli idealicostitutividel
nostroPaese.  Grazieperché ci rappresenta e ci incoraggia a sentirci parte di questo nostro bellissimoPaese.
Fratelli tuttièilcontrario della pandemiadel COVID. San Francescoè innamorato di Gesù:ascolta e mettesemplicementein pratica il Vangelo, solo il Vangelo e con la sua umanitàci insegna ad amarlo,a scoprinela gioia, la fraternitàche genera, il senso personale e universale,la pace e il bene che accendono di amore tutto il creato e le creature. Il suo èun amoremolto realeperchéama l’altro sempre «quando fosse lontano da lui, quanto se fosse accanto a lui».

Così, mite e umile di cuore come il suo Gesù,San Francescoinun mondoche era echeèsegnato da lupie cittadini
violenti o paurosi,datorriespade,dacavalieriebriganti,daguerree inimicizia,inquinato da troppo odiotanto da rendere impossibileparlaredi paceprogettaun mondo fraterno,disarmato, dove c’è spazio perognuno, acominciaredai piùpoveri e fragili. Ecco,oggi sentiamo la consolazione di essere con lui e divederela sua stella(come è notole stellebrillanomaggiormentequando la notte è più fonda) che ci accoglie“come un astro mattutino fra le nubi. Abbiamo bisogno di luce, che vuoldiresperanza. E il nostro Patrono ci fa sentire a casa e ci aiuta a guardare anche le difficoltà con la forza dell’amore.Nella tempesta della pandemiaabbiamo sperimentatotantobuio,inatteso e prolungato.

Lodescrisse Papa Francesconella memorabile preghierainPiazza San Pietro: “Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzioassordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi.  Ci siamo trovati impauriti e smarriti.Nondimentichiamoquesto.Non vogliamo dimenticare,comequandosivinceil dolore rimuovendolo odivorandolonella bulimia di emozioni chenondiventanosentimenti, consapevolezza, scelte, umanità.Raccogliamooggi il testamento affidatoci dachi non c’è più per colpa del COVID.Alcunidei loronomi li deporremo accantoa questa lampada.

Li abbiamo raccolti proprio sapendo quanta amarezza e sconforto ha generato non poter essere vicini a loronell’ultimotratto della vita.Ricordiamotutti coloro i cui nomi portiamo nei nostri cuorie li affidiamo all’amore di Dio,perchésiamonella luce dell’amore che non finisce. Non sono più tornatia casaenon abbiamo potuto accompagnarli,come loro e noi avremmo desiderato.     Per molti solo levideochiamatehannorappresentatodei veri epropritestamentistruggenti.Resta l’amarezza laceranteper un discorso interrotto,lo sconforto chefa apparire tuttovano.In quella notteterribileabbiamovistoanche tante luci, tutte, consapevolmente omeno, riflessodi un amore più grande. Abbiamo capitochenon si può lasciarenessuno soloe anche che il buio può essere sconfitto,puresolo con una piccola lampada di umanità.
Sono state le luci cheil personale sanitario haacceso con i piccoli grandigesti di umanitàconsolando lacrime, stringendo mani,dando sicurezza, anchesolo una carezza o uno sguardo.
Ricordo quanti di loro come delle forze dell’ordine, dei farmacisti, operatori di caritàhanno perso la vita per motivo del servizio,continuandoad aiutarenell’emergenza. Essisono trai giusti che ascoltanoquelletenere parole di gratitudine di Dio: eromalatoe sei venuto a visitarmi,prendi parte allagioiache non finisce.Eccooggi siamo nella casa diSan Francesco,Patronodell’Italia, a ricordare, aringraziarema anche a scegliere perchénonvogliamodimenticare velocemente “le lezioni della
storia”.«Voglia il Cielo che alla fine non ci siano più “gli altri”, ma solo un “noi”. Che non sia stato l’ennesimo grave evento storico da cui non siamo stati capaci di imparare. Che un così grande dolore non sia inutile, che facciamo un salto verso un nuovo modo di vivere e scopriamo una volta per tutte che abbiamo bisogno e siamo debitori gli uni degli altri, affinché l’umanità rinasca con
tutti i volti, tutte le mani e tutte le voci, al di là delle frontiere che abbiamo creato»(FT 35).

Ci aiuta San Francescoche non scappa dalla sofferenza, ma laaffrontanon per amoredi essa, ma per amore della persona.Un amorecosìgrandedasconfiggere la morte guardandola negli occhi echiamandola “sorella”.A SanFrancescoin realtàsembravacosatroppo amara vedere i lebbrosi. Usò misericordia,racconta lo stessoFrancesco,e dopo essersi fermato con loro“ciò che mi sembrava amaro mi fucambiato in dolcezza di animo e di corpo”.Vorrei che tutti provassimo lostesso cambiamento e quello che prima ci sembrava pesante, una privazione,un sacrificio impossibile,
diventi invece motivo di dolce econsapevoleumanità.Aiutare gli altri ci fa trovare noi stessi!E’ questo il giogo dolce e soave che ci unisce a chi per primo si è legato a noi, Gesù: un legame di amore che ci libera dal giogo pesante e insopportabile dell’individualismo.Se ne esce solo insieme!
Le difficoltà non sonoaffattofinite. Lovediamo drammaticamente nelmondoe nelnostroPaeseAffidiamol’Italiaall’intercessionedel nostroPatrono. Sostenga,in un momento così decisivo, l’amore politico e di servizio alla casa comune, perchénella necessaria diversitàtutticoncorrano all’interessenazionale,indispensabileperrafforzare le istituzioni senza lequalinessun piano può
essere realizzato.
Il nostroPatrono, uomo universale,aiutil’Europa a essere all’altezza della tradizione che l’ha creata
eil mondointero a non rassegnarsi di fronte alla guerra.Lui, amico di tutti, ci aiuti asconfiggere ogni logica speculativa, piccola o grande,anonima e disumana,forma di sciacallaggiocheaumenta le ingiustizie e crea tanta povertà.
Fratelli tutti, ad iniziare dai più fragili, comeglianziani, che sonouna risorsa e non un peso,che vanno protettiacasa doveconservanotuttele lororadicie ci aiutano a trovarle.
Fratelli tutti che guardano al futuro, lo desiderano per gli altri lottandocontro ilprecariatodei giovani, dando loro fiducia esicurezza perché possanodimostrarelelorocapacità senza paternalismiinsopportabili.Futuro che chiede rispetto dell’unica casa, dell’ambiente,perché possiamo continuare a cantarela bellezza delcreato.Curiamo le feriteprofondenascoste nelle pieghe della psiche, con la competenza professionalema anchetessendocomunitàefraternitàche donanosicurezzae fannosentire protetti e amati.La nostra comunità è forte, ha tanta storia e umanità, per essa nessuno è straniero e insieme si trova il futuro che tutti desiderano.Viviamola benedizione che sempre è la vita, la sua bellezza perché sia appassionante trasmetterla e donarla,
garantendo la grandezza della maternità.
ConSanFrancescocrediamoche illupoterribile della guerra siaaddomesticatoe facciamo nostro l’accorato appello di Papa Francesco indirizzatocertoai due presidenticoinvolti direttamente,ma anche a quanti possono aiutareatrovare la via del dialogo e le garanzie di una pacegiusta. Come San Francesco tutti possiamo essereartigiani di pace. Eccola luce della lampadache l’Italia intera accendeoggicon il suo Patrono, perché tante lucirendanoumanaefraternaquestanostra unica stanza che è il mondo.«Beato l’uomo che offre un sostegno al suo prossimo per la sua fragilità, in quelle cose in cui vorrebbe essere sostenuto da lui, se si trovasse in un caso simile»(Ammonizione XVII).
Laudato Si’. Fratelli tutti.
Grazie San Francesco,prega per noi, per l’Italia e per il mondointero. Pace e bene.


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