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"Creature umbre", dagli archivi il racconto delle città umbre che hanno celebrato san Francesco Terra Madre Salone del Gusto di Torino, assessore Meloni: "Vogliamo che la qualità delle nostre produzioni si traduca in reddito per le imprese e opportunità per chi sceglie di vivere e lavorare nelle aree interne" Terminal di Piazza Partigiani, la convenzione tra Regione e Comune prevede 4 milioni per la sua riqualificazione. Paolo Bazzica, Presidente del Gruppo Bazzica,è stato confermato alla Presidenzadella Sezione Territoriale Foligno di Confindustria Umbria per il biennio 2026-2028. Diramate le Nomination dei Premi Speciali della 64ª edizione del Palio de San Michele CNA: "autotrasporto, fermo dei mezzi inevitabile e imminente" ASD Collestrada, la prima gara casalinga si giocherà a Ponte Valleceppi: ecco il comunicato della società. Perugia: Controlli straordinari dei Carabinieri di Perugia presso le principali fermate degli autobus Sottoscritto il Protocollo d'intesa tra il COSC Polizia Postale Umbria e ARPA Umbria, per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici sui sistemi informativi. "Creature umbre", dagli archivi il racconto delle città umbre che hanno celebrato san Francesco Terra Madre Salone del Gusto di Torino, assessore Meloni: "Vogliamo che la qualità delle nostre produzioni si traduca in reddito per le imprese e opportunità per chi sceglie di vivere e lavorare nelle aree interne" Terminal di Piazza Partigiani, la convenzione tra Regione e Comune prevede 4 milioni per la sua riqualificazione. Paolo Bazzica, Presidente del Gruppo Bazzica,è stato confermato alla Presidenzadella Sezione Territoriale Foligno di Confindustria Umbria per il biennio 2026-2028. Diramate le Nomination dei Premi Speciali della 64ª edizione del Palio de San Michele CNA: "autotrasporto, fermo dei mezzi inevitabile e imminente" ASD Collestrada, la prima gara casalinga si giocherà a Ponte Valleceppi: ecco il comunicato della società. Perugia: Controlli straordinari dei Carabinieri di Perugia presso le principali fermate degli autobus Sottoscritto il Protocollo d'intesa tra il COSC Polizia Postale Umbria e ARPA Umbria, per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici sui sistemi informativi.
Cronaca

Festa della liberazione/al civico cimitero, in borgo XX giugno e all’Ara Pacis le cerimonie commemorative del 25 aprile

Di Redazione Umbria Notizie Web 24 Aprile 2019 – 22:37 3 min di lettura

0 30(UMWEB) Perugia. Si sono svolte questa mattina le tradizionali cerimonie del 25 aprile, a cui hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni e del mondo politico locale e nazionale, del Parlamento Europeo, nonché delle forze dell’ordine e delle associazioni combattentistiche e d’arme della città.


Come da programma, il corteo ha fatto tappa dapprima al civico cimitero per la deposizione delle corone sul Sacello dei caduti e sulle tombe delle medaglie d’oro della Resistenza, per poi raggiungere Borgo XX Giugno e concludere all’Ara Pacis di Via Masi, con la deposizione, anche in questo caso, di corone d’alloro in memoria di tutti i caduti.
E’ stato in Borgo XX Giugno, davanti al Poligono di Tiro, sulla cui lapide è stata apposta la corona d’alloro in memoria dei nove partigiani uccisi dai tedeschi nel 1944, che le celebrazioni hanno raggiunto il culmine con il discorso del Primo cittadino e il ricordo del 25 aprile 1945, testimoniato anche quest’anno da Mirella Aloisio e Francesco Innamorati, grazie alla collaborazione del comitato Anpi di Perugia, di fronte ad un pubblico numeroso e partecipe.
Il Sindaco ha, innanzitutto, ricordato come il 25 aprile, per storia e per legge sia festa nazionale e come tale vada celebrata. Una data spartiacque negli accadimenti italiani e internazionali, l’ha definita, e un tassello fondante dell’Italia repubblicana e del sentimento civile nel nostro paese.
A Perugia, il 25 aprile 1945 si lega al 20 giugno 1944, che di esso fu premessa; un giorno di festa e di riscatto per la libertà ritrovata, che è stato sottolineato con le parole di Ugo Baduel nel suo L’Elmetto inglese e di Corrado Sassi in Rose e latrine fra i cesari.
E’ stato sottolineato, altresì, come la Liberazione fu anche il culmine dell’impegno di tanti, in vari ruoli, e di un grande sacrificio di vite umane, dei tanti caduti umbri, morti per la libertà, che in questa giornata si vogliono commemorare tutti rivolgendo loro il pensiero più affettuoso e il grato ricordo per il sacrificio estremo che hanno fatto.
Come in Umbria in tutta Italia vi fu una reazione diffusa e corale, che fu la Resistenza, fatta di grandi e piccole storie di eroismo. Ma -è stato sottolineato- il 25 aprile 1945 segnò la fine di un’epoca e l’inizio di una stagione di ricostruzione, al tempo stesso materiale e immateriale, fisica e concreta, ma anche morale e civile. Quello sforzo, avviato oltre 70 anni fa, merita di essere rinnovato: non ci sono più le macerie delle bombe, ma nel nostro sentimento civile c’è ancora molto da ricostruire e riconciliare.
A chiudere il discorso del Sindaco, le parole di Aldo Capitini, scritte nel 1944: “l’antifascismo -scriveva Capitini- come liquidazione pratica del fascismo procederà abbastanza rapidamente in varie fasi... ma il miglior antifascismo è nel riprendere la formazione morale, la trasformazione istituzionale e sociale.”
Particolarmente vivo e sentito il ricordo di quel 25 aprile 1945 da parte dei due partigiani, che in prima persona lo hanno vissuto e oggi raccontato ai tanti presenti. Mirella Aloisio ha ripercorso quanto accadde a Genova, dove lei stessa si trovava: ore concitate di negoziazione tra il locale Comitato di Liberazione Nazionale e le truppe tedesche che minacciavano la città, che si incontrarono nella sede dell’arcivescovado per la resa di queste ultime. I rappresentanti del CLN si presentarono all’incontro -ha sottolineato- con vesti borghesi, piuttosto malmesse, ma con il fazzoletto tricolore al collo, a sottolineare che non è importante la divisa che si indossa, ma le idee che si portano. Ha, quindi, invitato tutti a tenere a mente che la costituzione italiana vieta il fascismo sotto ogni forma e l’importanza che può avere la scuola pubblica nella formazione dei giovani contro ogni idea di violenza e razzismo.
A sottolineare, infine, come la strada per la Liberazione non fosse una “processione trionfale su una strada cosparsa di rose e gigli” è stato lo stesso Innamorati, che ne ha ricordato piuttosto la fatica e le contraddizioni anche all’interno della Resistenza. Una fatica che, come ha detto, è stata fatta con la consapevolezza di compiere il nostro dovere di patrioti e di italiani, anche per quei fratelli che avevano sbagliato la strada.

Nota della Redazione

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