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Cultura

Associazione ‘Nel nome del Rispetto’: “anche quest’anno ci saremo”, al via concorso nazionale per scuole

Di Redazione Umbria Notizie Web 29 Ottobre 2020 – 16:56 5 min di lettura

Media 30801 Maria Cristina Zenobi e Cristina ViriliIl tema: ‘Rispetta te stesso e l’altro diventando un soggetto attivo della società. Giunto alla quinta edizione, si arricchisce di due tematiche, una per gli studenti universitari

 

(UNWEB) Con il patrocinio della Provincia di Perugia, della Regione Umbria, della Prefettura di Perugia, dell'Ufficio scolastico regionale e della Federazione nazionale dei diritti umani è stata presentata in streaming dall’Associazione ‘Nel Nome del Rispetto’ la V edizione del concorso-sondaggio nazionale, rivolto alle scuole di ogni ordine e grado, che ha per tema ‘Rispetta te stesso e l’altro diventando un soggetto attivo della società’. L’edizione 2020-21 si arricchisce dei temi: ‘Il rispetto attraverso il linguaggio musicale’ e, indirizzato esclusivamente agli studenti universitari, ‘L’intelligenza artificiale nel rispetto dell’intelligenza emotiva’.

Il progetto, hanno spiegato la presidente e la vicepresidente del sodalizio, Maria Cristina Zenobi e Cristina Virili, vuole promuovere lo spirito critico da parte dei giovani perché siano parte attiva della società, spirito critico e non passivo ponendo il rispetto per se stessi e per gli altri come linea guida. “Non permetteremo al Coronavirus di fermarci – ha chiarito Zenobi – anche quest’anno ci saremo, consapevoli che il rispetto rende liberi, sostiene l’onestà intellettuale, la verità e la giustizia. Lo scorso anno abbiamo avuto la soddisfazione di aver visto famiglie intere coinvolte nel nostro progetto. Un’esperienza unica che ha permesso ai genitori e ai figli di instaurare un vero dialogo intorno a questo argomento”.

L’incontro si è aperto con i saluti della presidente della Regione Donatella Tesei che segue le attività dell’associazione sin dagli esordi condividendone le finalità al punto che quando era al Senato aveva sostenuto la proposta dell’associazione di istituire la ‘Giornata nazionale del Rispetto’, un progetto che si augura che possa concretizzarsi essendo questo argomento un patrimonio di tutti a prescindere dall’orientamento politico. “Il rispetto, declinato in ogni ambito – ha detto Tesei –, deve tornare a essere protagonista a partire dai bambini. La ‘Giornata del Rispetto’ non dovrà essere una festa, ma un momento di impegno vero”. Ha preso poi la parola il prefetto di Perugia Armando Gradone che, nel solco di chi lo aveva preceduto, ha aderito con grande convinzione e sensibilità al progetto dell’associazione. Il Prefetto ha ricordato come quando ha svolto il suo incarico in Sicilia avesse posto come cardine, durante le innumerevoli iniziative presso le scuole sul tema della legalità, il senso dell’amor proprio, ovvero il rispetto per se stessi, per vivere una vita sana e onesta; la fierezza di andare a testa alta senza piegare la schiena ai soprusi. “Il rispetto – ha detto Gradone – è aprirsi all’altro considerandolo il bene più prezioso che c’è”. Nel portare i saluti del presidente della Provincia di Perugia, Luciano Bacchetta, la consigliera Erika Borghesi, da sempre vicina all’associazione, ha evidenziato come la parola ‘rispetto’ ha la sua radice in ‘respicio” che in latino significa voltarsi a guardare e quindi non ignorare l’altro, ma anche costruire autostima, forza e determinazione. “Rispetto – ha aggiunto – è sentirsi essere umano unico, speciale e imperfetto riconoscendo le proprie debolezze per cercare di migliorare e relazionarci con gli altri. Viviamo un momento tanto difficile a causa della pandemia, ma questa può essere l’occasione per costruire una società migliore e il lavoro dell’associazione ne è uno strumento”. Parole alle quali si è associata la Dirigente tecnica dell’Ufficio scolastico regionale Maria Rita Pitone che, forte di un lungo percorso di docente in filosofia, ha accolto con grande interesse il progetto che, in un periodo durante il quale le relazioni umane sono ridotte, propone di non far perdere ai nostri ragazzi opportunità formative. “I punti forza della proposta dell’associazione – ha detto ancora – sono il fatto che copre tutte le fasce d’età trasferendo valori nel processo evolutivo che accompagna i giovani in tutto il percorso formativo; coinvolge gli istituti di pena minorili e degli adulti; ripropone con forza temi di educazione civica dentro i quali c’è un mondo”. Nuovo testimonial dell’associazione è il già procuratore generale e magistrato Fausto Cardella, molto interessato da anni al percorso formativo del sodalizio al quale ha offerto sempre importanti spunti di riflessione sullo stretto rapporto tra diritto e rispetto. “Ho partecipato a quasi tutti gli incontri promossi dall’Associazione – ha dichiarato Cardella – e difficilmente ho trovato tanto interesse da parte dei ragazzi, non si distraggono. Evidentemente sono scelti gli argomenti giusti preceduti dalla proiezione di un film che stimola il confronto. Le volte che ho partecipato forse ho dato qualcosa, ma ho ricevuto tanto”. Cardella, presidente dell’Associazione ‘Umbria contro l’usura’, ha quindi auspicato di realizzare un’alleanza proficua con ‘Nel nome del Rispetto’. Idea subito accolta da Maria Cristina Zenobi che ha ricordato come i film di Gianfranco Albano sono una pietra miliare dell’Associazione. Dal generale Giuseppe Meglio storico testimonial del sodalizio è arrivata l’esortazione ai genitori e agli insegnanti di essere un esempio per i giovani: “No parole, ma precisi e forti punti di riferimento con cui rispecchiarsi e confrontarsi” si è quindi soffermato a valutare il gap comunicativo tra figli e genitori determinato da un cattivo uso dei mezzi tecnologici. “Va invece attivata l’intelligenza emotiva che aiuta ad acquisire empatia fondamentale per comprendere il punto di vista degli altri”. Paolo Maria Vissani, presidente dell’Associazione Adam, ha invece puntato l’attenzione sul rispetto della persona come chiave di volta per snocciolare tutti gli altri ‘rispetti’, si è soffermato quindi a considerare come “dobbiamo riappropriarci dell’arte di tacere che è poi l’arte dell’ascolto”. “Si assiste – ha aggiunto – all’inflazione delle parole che perde di significato quando abusata. Oggi tutti si parlano addosso, mentre esiste l’arte del parlare e di comunicare, del dialogo e del dibattito. Un rispetto che abbiamo dimenticato”. Uno dei temi del concorso, rivolto unicamente agli studenti universitari, è dedicato all’intelligenza artificiale di cui ha parlato Giuseppe Liotta, docente della facoltà di ingegneria dell’Università di Perugia, che ha spiegato come in collaborazione con colleghi della facoltà di filosofia stia lavorando sul tema. Ha spiegato, inoltre, come i giovani attratti dagli ambienti digitali rischino l’isolamento. “Per un corretto uso di questi mezzi – ha chiarito – occorre insegnare già dalle scuole primarie un pensiero computazionale, occorre aiutarli a ragionare utilizzando la logica affinché non rimangano intrappolati nel consumare tecnologia digitale inconsapevoli di quello che stanno facendo”.

Alla presentazione ha partecipato Mario Campagnuolo autore del libro ‘Niente è più come prima’ che ha offerto spunti di riflessione al concorso. È stata, inoltre, istituita la figura dell'ambasciatore di ‘Nel nome del Rispetto’. Già rappresentanti di dieci regioni d'Italia, tutti insegnanti e dirigenti hanno dato la loro adesione; aiuteranno con entusiasmo l'Associazione nella diffusione della cultura del rispetto.

Nota della Redazione

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