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Economia

Fipe: “Urgente una nuova legge regionale sulle sagre. Stessa attività, stesse regole!”

Di Redazione Umbria Notizie Web 27 Aprile 2022 – 23:00 3 min di lettura

Romano Cardinali, presidente Fipe Umbria Confcommercio: “Abbiamo chiesto un incontro urgente alla Regione. Perse quasi 100 imprese in un anno: i ristoratori umbri non possono più aspettare!

(UNWEB) “Dopo dieci anni di crisi e due anni di pandemia, e ora l’eccezionale rialzo dei prezzi delle materie prime e dell’energia, la nostra categoria è in ginocchio. Non è più accettabile che attività analoghe abbiano regole diverse. E’ una questione di rispetto per una intera categoria di imprenditori e per migliaia di cittadini umbri, che in questi anni difficilissimi hanno continuato a resistere, hanno dato lavoro e lavorano nella ristorazione.”
Romano Cardinali, presidente di Fipe Umbria Confcommercio, torna sul tema sagre con toni accesi, esasperati dalla lunga attesa di una riforma della legge regionale sulle sagre che tarda ad arrivare, nonostante le promesse degli ultimi anni.
Per questo Fipe Umbria ha scritto all’assessore regionale allo Sviluppo economico Michele Fioroni, chiedendo un incontro urgente per affrontare nuovamente questa questione.
“Era il 1° luglio dello scorso anno quando abbiamo inviato alla Regione le nostre ultime proposte di modifica legislativa – spiega il presidente di Fipe Confcommercio.
“A distanza di tanti mesi, e nonostante le ripetute sollecitazioni, non abbiamo avuto ancora un risconto. Ne risulta il rischio che da questa stagione le sagre ripartano con le regole e la durata prevista dall’attuale normativa, che non tiene conto degli effetti della pandemia e che soprattutto non risolve i nodi centrali della questione.
Lavoro, igiene, fisco. Intorno a questi nodi centrali bisogna decidere finalmente da che parte stare: dalla parte della legalità e della concorrenza leale o dalla parte del far west, dove ad alcuni è tutto consentito senza alcun rispetto per gli imprenditori sottoposti a controlli di ogni tipo e dei cittadini consumatori ai quali è negata ogni forma di tutela.
E’ facile capire che quanto abbiamo dovuto sopportare per tanti anni oggi sia diventato del tutto intollerabile: è una questione di giustizia.
Non ci vengano a dire che siamo contro le sagre! Ci siamo stancati anche di dover spiegare che esistono sagre e sagre; ci sono sagre che raccontano un territorio ed altre iniziative che sono attività economiche come le nostre, solo non devono sottostare alle stesse regole e controlli di ogni tipo.
Noi riconosciamo il valore aggregativo delle vere sagre e il ruolo sociale importante delle Pro Loco, con le quali vogliamo dialogare e costruire un percorso condiviso.
Non possiamo invece più accettare ritardi e tentennamenti da parte della politica: soprattutto in un momento delicato come questo, ci vogliono nuove regole che facciano chiarezza e ci permettano di lavorare con tranquillità”.

I DATI DEL RAPPORTO FIPE CONFCOMMERCIO 2021
A dicembre 2021, in Umbria risultavano attive 4.757 imprese classificate come servizi di ristorazione.
Di questi, 2.698 sono ristoranti: nel 30% dei casi si tratta di imprese femminili (dato superiore alla media nazionale del 25,9%); le imprese giovanili sono oltre il 10%; oltre il 12% (di 2 punti il dato è inferiore alla media nazionale) quelle condotte da titolari stranieri.
Secondo l’ultimo Rapporto Fipe Confcommercio sulla Ristorazione, nel 2021 l’Italia ha perso quasi 14 mila imprese del settore.
L’Umbria ha perso nei servizi di ristorazione 158 imprese in un anno: 99 di queste erano ristoranti.
Per 6 imprese su 10 il ritorno ai fatturati pre-Covid non arriverà prima del 2023.
L'87% degli imprenditori intervistati da Fipe ha registrato un aumento della bolletta energetica fino al 50% e del 25% per i prodotti alimentari.
Rimangono tuttavia contenuti gli aumenti dei prezzi ai consumatori: nel febbraio 2022 lo scontrino medio è salito solo del 3,3% rispetto a un valore generale dei prezzi aumentato del 5,7%.

Nota della Redazione

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