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Economia

Più imprese in Umbria nel 2025, ma la crescita è lenta e resta lontana dalla media nazionale Terni fa meglio di Perugia

Di Redazione Umbria Notizie Web 24 Gennaio 2026 – 11:27 4 min di lettura

Infografica 1 5Tra i settori pesa il calo del commercio, che in un anno perde 462 attività.

Re(UNWEB) port Infocamere–Camera di Commercio dell'Umbria. Nel 2025 nella regione 273 imprese in più, con una crescita dello 0,3%, a fronte di una media nazionale dello 0,96%. Terni segna +0,35%, Perugia +0,28%. Prosegue l'irrobustimento delle imprese, ma a un ritmo inferiore rispetto al dato italiano. Continua l'arretramento del manifatturiero, frenano costruzioni e servizi immobiliari. A sostenere il bilancio è il resto dei servizi, con segnali positivi (+40 imprese) dal settore Attività professionali, scientifiche e tecniche, tra gli indicatori dell'innovazione.

La dichiarazione:

Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell'Umbria:

"I numeri ci dicono che l'Umbria cresce, ma lo fa con una velocità che resta insufficiente rispetto alla media nazionale. A pesare è anche una domanda dei consumi ancora debole, un tema che non riguarda solo la nostra regione ma che incide ovunque sulla capacità delle imprese di investire e consolidarsi. Il dato del commercio in difficoltà va letto in questo contesto e richiede attenzione e strumenti adeguati. Allo stesso tempo, segnali positivi arrivano dall'aumento delle imprese nei servizi professionali, scientifici e tecnici, che indicano una direzione chiara sul fronte dell'innovazione. È su questa capacità di rinnovamento che va costruita una crescita più solida e duratura per il sistema produttivo umbro",

***

Nel 2025 in Umbria tornano a crescere le imprese, ma a un ritmo decisamente inferiore rispetto al resto del Paese. È quanto emerge dal report Movimprese di Infocamere, su dati della Camera di Commercio dell'Umbria: nella regione si contano 273 imprese in più, pari a una crescita dello 0,3%, a fronte di una media nazionale dello 0,96%.

Il risultato, pur positivo dopo il segno meno del 2024 (-0,36%), conferma quindi una dinamica più debole rispetto al quadro italiano, che nello stesso periodo registra un saldo attivo dello 0,96% (+56.599 imprese), oltre al triplo rispetto all'Umbria. Nella graduatoria nazionale l'Umbria si colloca al 14° posto su 20 regioni. Nel Centro Italia il risultato non è il peggiore, ma resta inferiore a quello di Toscana (+0,43%) e soprattutto Lazio (+2,08%), mentre le Marche si fermano a +0,27%.

Tra le due province umbre, Terni segna un andamento migliore rispetto a Perugia+0,35% contro +0,28%. In termini assoluti, nel Ternano le nuove imprese sono 76, nel Perugino 197, per un totale regionale di 273 aziende in più. Complessivamente le imprese registrate passano da 89.958 a 90.231.

Va inoltre segnalato che le imprese attive crescono leggermente più di quelle registrate (+0,35% contro +0,30%), arrivando a quota 77.777. Il dato può riflettere sia una maggiore pulizia dei registri camerali sia il ritorno all'attività di imprese formalmente iscritte ma inattive negli anni precedenti.

Non basta il numero, conta anche la qualità

Prosegue, seppur lentamente, l'irrobustimento del tessuto imprenditoriale regionale. Le società di capitali aumentano anche in Umbria, ma meno che nel resto d'Italia. Nel 2025 le società di capitali attive crescono del 3,3% in regione, contro il +4,5% nazionale. La loro incidenza sul totale delle imprese umbre resta così più bassa della media italiana: 24,9% contro 29,3%.

Le imprese individuali e le società di persone continuano quindi a rappresentare una quota elevata del sistema produttivo regionale e mostrano maggiori difficoltà nel passaggio verso forme più strutturate. I segnali di miglioramento non mancano, ma l'Umbria nel 2025 non riesce a tenere il passo del resto del Paese, ampliando ulteriormente il divario.

I settori: pesa il secco calo del commercio

Dal punto di vista settoriale, al netto della crescita delle imprese non classificate, il dato più rilevante è il forte calo del commercio: tra il 2024 e il 2025 si contano 462 imprese in meno, di cui 315 in provincia di Perugia e 147 in quella di Terni. Le chiusure superano nettamente le nuove aperture.

A incidere sono la ristrutturazione in atto nel settore e una domanda ancora debole, nonostante la spinta del turismo. Nel 2025 in Umbria i consumi pro capite crescono dell'1,1% rispetto all'anno precedente: un aumento modesto se confrontato con l'incremento dei costi sostenuti dalle imprese, ma in linea con la media nazionale.

Continua anche la flessione del manifatturiero, che perde 172 imprese (-154 a Perugia e -18 a Terni). Frenano le costruzioni (-54 imprese) e arretrano i servizi immobiliari. A sostenere il bilancio complessivo è invece il resto del terziario, che registra un aumento delle attività.

In particolare, si segnala la crescita di 40 imprese nel settore delle Attività professionali, scientifiche e tecniche, considerato uno degli indicatori dell'innovazione. Un segnale incoraggiante sul fronte della transizione digitale ed ecologica, soprattutto in provincia di Perugia, che tuttavia non è ancora sufficiente a colmare il divario strutturale dell'Umbria rispetto alla media nazionale in termini di dinamica imprenditoriale.

 

Infografica 2 3

Tabella 1

Nota della Redazione

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