(UNWEB) PERUGIA - Il tavolo dell'agricoltura regionale, incaricato di svolgere le trattative per il rinnovo dei due contratti provinciali degli impiegati agricoli di Perugia e Terni per il quadriennio 2026-2029, ha raggiunto l'accordo finale presso la sede regionale di Confagricoltura.

Il presidente di Confagricoltura Umbria Matteo Pennacchi ha ringraziato la delegazione dell'Organizzazione e gli incaricati delle altre organizzazioni agricole per la compattezza dimostrata nella gestione di un rinnovo contrattuale affrontato in un momento straordinariamente difficile.

L'intesa introduce inoltre specifiche figure impiegatizie destinate alle imprese agricole maggiormente impegnate nelle attività di promozione e commercializzazione dei prodotti, riconoscendo l'evoluzione organizzativa e professionale che caratterizza una parte sempre più rilevante del settore.

La delegazione di Confagricoltura Umbria al tavolo negoziale è stata guidata dal delegato alle relazioni sindacali vicepresidente Confagricoltura Umbria Rufo Ruffo, affiancato da Cristiano Casagrande, direttore Generale Confagricoltura Umbria, e dagli esperti in materia Daniela Corvi, Ambra Piermarini e Mario Liparoti.

"Abbiamo trovato una controparte compatta CONFEDERDIA, FLAI e FAA, e UILA – dichiara Ruffo – e da parte nostra abbiamo dimostrato senso di responsabilità nei confronti delle risorse umane, pur mantenendo forte la preoccupazione per la tenuta economica delle aziende. Le imprese umbre, in un momento di forte difficoltà, hanno assunto con notevole responsabilità l'impegno di mantenere il potere di acquisto degli stipendi. La scelta di modulare gli aumenti consentirà inoltre alle imprese di organizzarsi per affrontare il maggiore costo del lavoro, cercando ciascuna la soluzione più adatta alla propria realtà in linea con l'IPCA".

Confagricoltura Umbria ha acconsentito alla chiusura del contratto in linea con l'IPCA e con il rinnovo sottoscritto pochi mesi fa per il contratto nazionale degli operai agricoli.

"Il rammarico – sottolinea Matteo Pennacchi, presidente di Confagricoltura Umbria – è legato a un contesto congiunturale internazionale che ha esercitato una pressione costante sugli indici inflattivi, impedendo un rinnovo meno oneroso per le imprese. In un anno assolutamente da dimenticare, l'aumento complessivo del 5,5% decorrerà da gennaio 2027, mentre per il 2026 è prevista un'anticipazione del 3% a partire dal mese di agosto. È una soluzione che tiene insieme la tutela dei lavoratori e la sostenibilità economica delle imprese".

Casagrande richiama invece l'attenzione sulla necessità di rafforzare la competitività del settore primario: "Dobbiamo sostenere un percorso di crescita della redditività e della competitività delle imprese agricole. Occorre aumentare la capacità di produrre ricchezza attraverso l'introduzione di tecnologie che comprimano i costi, valorizzando personale sempre più competente e capace di utilizzare strumenti moderni. Servono, dove necessario, modelli aggregativi più efficienti, produzioni a maggiore redditività, contratti di produzione più remunerativi e con il rafforzamento della capacità di trasformazione e commercializzazione. Le imprese hanno bisogno di nuove traiettorie per prosperare e garantire reddito agli imprenditori e alle maestranze. Per questo non è più rinviabile un percorso condiviso, sostenuto anche da politiche pubbliche che rafforzino l'agricoltura imprenditoriale e favoriscano la creazione di maggiore ricchezza a parità di superfici coltivate".


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