PHOTO 2022 11 03 11 56 13(UNWEB) Orvieto. L’evento è il prologo degli appuntamenti top del 2023: 50° anniversario edizione estiva a Perugia e 30° anniversario di UJW a Orvieto


In programma gli omaggi a Bacharach e Charles Mingus. Tra i circa 120 musicisti presenti: Vinicio Capossela, Dianne Reeves, Ethan Iverson, Peter Washington e Dan Weiss, Allan Harris, Rebecca Martin, Larry Grenadier, Roberto Rossi, Piero Odorici e Javier Girotto. E poi: Kris Davis, Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti, Romero Lubambo, Jon Cleary e la coinvolgente marching band Funk Off
5 giorni di appuntamenti di un cartellone “inclusivo” dove il pubblico di ogni tendenza troverà il suo concerto
Nel pomeriggio di Capodanno “Giornata Mondiale della Pace”, UJW riporta in Duomo il concerto gospel
(ON/AF) – ORVIETO – 03.11.22 – Con Umbria Jazz Winter in programma dal 28 dicembre 2022 al 1° gennaio 2023 si rinnova ad Orvieto la magia della buona musica nel cuore di una delle più belle città dell’Umbria, dove il Festival mantiene come tratto distintivo l’equilibrio tra cultura e turismo, a sottolineare la storia e l’elevata qualità della vita che la città sulla Rupe e il suo territorio offrono a visitatori e residenti.
Umbria Jazz Winter 2022 si conferma così l’evento di punta della stagione turistica invernale a livello nazionale. Un’edizione che si preannuncia bella nella proposta artistica ma anche nel significato che riassume. Sarà infatti il prologo ideale di due grandi eventi del 2023: il 50° anniversario dell’edizione estiva di Perugia, ed il 30° anniversario della sessione d’inverno di Orvieto.
Con la 29^ edizione torna anche la consueta formula basata su un cartellone coinvolgente e sul fascino e l’accoglienza di una città d’arte come Orvieto che, oltre alle bellezze storico-artistiche e monumentali aggiunge quel tocco di buona cucina e le nobili tradizioni del vino, altre due eccellenze di questo lembo dell’Umbria.

La grande qualità musicale del cartellone di Umbria Jazz Winter #29 è il filo rosso che sottolinea la riscoperta dell’identità delle prime edizioni, con proposte originali rivolte ad un pubblico che ama esplorare aspetti meno frequentati del jazz ma non per questo meno attrattivi. Infatti, Umbria Jazz Winter 2022 esalta l’inclusività per offrire al pubblico di ogni tendenza il suo concerto ideale.
E’ così che nelle varie proposte musicali si alterneranno artisti famosi e giovani emergenti, tradizioni, mainstream moderno e jazz più di ricerca, musica per puristi e generi per tutti.

Piuttosto che sul numero degli eventi, che contano comunque circa centoventi artisti, la grande macchina organizzatrice della Fondazione Umbria Jazz e delle Istituzioni ha preferito puntare quest’anno su un programma meno dispersivo quanto di alto profilo mantenendo sempre alta l’attenzione al bilancio della manifestazione.
La formula del Festival prevede, come sempre, concerti dalla tarda mattinata a notte fonda nel cuore del centro storico di Orvieto. Il fatto che quasi tutti gli artisti siano residenti darà al pubblico la possibilità di scegliere ogni giorno il proprio itinerario.
I concerti si svolgeranno in due straordinarie location storiche del ricco patrimonio architettonico della città: il Palazzo del Capitano del Popolo e la sua Sala dei 400, e il Teatro Comunale “Luigi Mancinelli”. Altra location d’eccezione sarà però l’intero centro storico di Orvieto, da sempre ideale “teatro a cielo aperto” dei festosi cortei dei Funk Off.
Nel programma di Umbria Jazz Winter resta centrale l’evento strettamente legato al particolare momento dell’anno. Dopo l’eccezione dello scorso anno, infatti, nel pomeriggio di Capodanno “Giornata Mondiale della Pace” la 29^ edizione di UJW riporta in Duomo il concerto gospel. Dopo la Santa Messa, il gruppo Vincent Bohanan & The Sound of Victory, uno dei più celebrati cori degli Stati Uniti, canterà brani del repertorio religioso afroamericano. Il gospel, che di per sé è un messaggio di pace e fratellanza e rappresenta la profonda religiosità delle comunità cristiane degli Stati Uniti, è una particolarità del Festival che, assume un significato speciale soprattutto nell’anno che sta per concludersi, segnato da conflitti e nuove emergenze globali.
Proprio per dare l’addio al 2022, senza rimpianti, e festeggiare l’arrivo del nuovo anno con il calore della musica, dello stare insieme e la speranza che il 2023 sia un anno migliore, il Festival prevede altri eventi speciali. Infatti, dopo il successo nella edizione 2019 di UJ Winter e due anni di interruzione forzata a causa della pandemia, quest’anno torna ad Orvieto anche UJ4KIDS progetto finalizzato a favorire la didattica musicale fra i giovanissimi. Nelle giornate del 29, 30 e 31 dicembre dalle ore 10 alle 11:30 circa la Sala del Carmine ospiterà infatti iniziative che sono il risultato di attività laboratoriali svolte dalla Scuola Comunale di Musica “Adriano Casasole” con il coinvolgimento delle locali scuole primarie. La mattina del 29 dicembre in particolare, nei pressi di Piazza della Repubblica avverrà un simbolico “cambio della guardia” tra una giovanissima marching band, nata su iniziativa della scuola, e l’immancabile band dei Funk Off.
La formazione toscana che riesce sempre a coniugare spettacolo e buona musica, tanto da diventare una sorta di “cartolina musicale” di Umbria Jazz (sia nelle edizioni estive che in quelle invernali del Festival questi musicisti sono in assoluto i più presenti), oltre alle consuete street parade, darà appuntamento alla mezzanotte di Capodanno davanti al sagrato del Duomo per salutare con il pubblico l’arrivo del 2023.
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Tutti i musicisti di Umbria Jazz Winter # 29 (Fonte: Servizio Comunicazione UJW)
Questa edizione si caratterizza per il grande spazio dato alla canzone e alle voci. Torna a Umbria Jazz Vinicio Capossela, songwriter tra i più originali degli ultimi decenni, che propone una retrospettiva della sua straordinaria carriera.
Le canzoni di Burt Bacharach trovano in Dianne Reeves e nei nuovi arrangiamenti di Ethan Iverson un contesto ideale. È questo il più recente progetto che coinvolge la Umbria Jazz Orchestra. Lo stesso Iverson, con Peter Washington e Dan Weiss (la sezione ritmica dell’omaggio a Bacharach) si esibirà anche in trio. Un appuntamento che gli amanti del jazz più esigenti non possono mancare.
Torna un beniamino del pubblico di Umbria Jazz, Allan Harris, con una nuova storia da raccontare attraverso le sue canzoni. “Kate’s Soulfood” è uno spaccato della America che ruotava attorno a una popolare tavola calda di “home cooking” ad Harlem, gestita dalla zia Kate.
Un duo sulla scena e una coppia nella vita: sono Rebecca Martin, songwriter originale e cantante dalla voce espressiva, e Larry Grenadier, contrabbassista del trio di Brad Mehldau ma non solo.
Un capitolo particolare della vocalità è il coro The Sound of Victory guidato da Vincent Bohanan, complesso di voci fondato nel 2014 selezionando una cinquantina di giovani cantanti dell’area metropolitana di New York. Una importante opportunità professionale ma soprattutto una testimonianza di fede.
Umbria Jazz non ha dimenticato uno dei geni del jazz, che fu grande protagonista delle prime edizioni del Festival. Il centenario della nascita di Charles Mingus sarà celebrato con un sestetto composto da musicisti americani della Mingus Big Band e dagli italiani Roberto Rossi e Piero Odorici.
Nuovo il progetto “Legacy” di Javier Girotto, che ha ripreso sue partiture di qualche anno fa ma mai suonate. Lo fa ora con un quintetto di tre fiati (tra i quali i suoi sassofoni) oltre a basso e batteria.
Umbria Jazz Winter comincia con il jazz di domani. Il primo concerto del Festival - a ingresso gratuito - è dedicato ai giovani emergenti: sono i vincitori del Conad Jazz Contest Five Angry Men che si svolge ogni anno durante l’edizione estiva, e la band costituta dai migliori studenti dei corsi e vincitori dei Berklee Umbria Jazz Awards.
In questo contesto si colloca la Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti, diretta da Paolo Damiani, un progetto nato con lo scopo di valorizzare alcuni dei migliori nuovi professionisti della scena jazzistica italiana. Sono giovani e già affermati vincitori del Top Jazz di Musica Jazz.
Una pianista da seguire con attenzione è Kris Davis, una delle personalità più interessanti tra quelle emerse sulla scena del jazz negli anni duemila. Oggi la Davis, canadese da una ventina d’anni di base a New York, è molto stimata soprattutto nei circuiti del jazz e della musica più̀ innovativa.
Per naturalezza, creatività, energia, Romero Lubambo è in una classe a se stante. È l’opinione del magazine Jazziz, ma è solo una delle molte testimonianze di stima che vengono tributate al chitarrista brasiliano dal mondo della musica. Lubambo a Orvieto fa parte del progetto sulle canzoni di Bart Bacharach, vista la lunga partnership artistica con Dianne Reeves, ma si può ascoltare anche in una solo performance.
Jon Cleary, inglese cresciuto nella campagna del Kent, oggi è uno degli interpreti più stimati della musica di New Orleans, città in cui vive da decenni. L’artista affronta con estrema versatilità - ha vinto anche un Grammy Award - i generi che definiscono l’identità musicale di New Orleans, da quelli tradizionali a quelli più moderni: jazz, blues, rag, piano stride, gospel, funk, soul.


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