218224490 3047947722108912 2860257255942704722 n(UNWEB)  “Oggi asintomatici e paucisintomatici non vanno neppure in ospedale. I positivi possono diventare vettori del virus, è vero, ma la campagna vaccinale sta andando avanti a un buon ritmo”, così Marco Squarta (FdI-presidente Assemblea legislativa) suggerisce al Governo centrale di “modificare i parametri di che determinano il passaggio da una zona colorata all’altra”.

“I tamponi –spiega Squarta - sono una straordinaria arma per la prevenzione, ma grazie ai vaccini anti Covid la situazione che stiamo vivendo oggi è molto diversa rispetto alla scorsa stagione invernale. Anziché considerare il numero delle persone contagiate dal virus – osserva - sarebbe dunque certamente più opportuno misurare i ricoverati, perché ciò che conta per davvero è rappresentato dal carico degli ospedali e dal numero di morti, decisamente in picchiata rispetto ai mesi scorsi”.

Squarta sottolinea, infatti, che “nella stragrande maggioranza dei casi, in cui emerge la positività dei soggetti sottoposti a tampone, questi risultano innanzitutto più giovani d’età rispetto a prima, ma soprattutto sono paucisintomatici che presentano cioè sintomi paragonabili a quelli di una leggerissima influenza o addirittura asintomatici. Il rischio per loro, dunque, è piuttosto basso, si tratta di persone che hanno poco da temere e che il più delle volte non si recano neppure in ospedale, in quanto le loro condizioni fisiche non sono neppure lontanamente critiche. Possono essere vettori del virus per parenti e amici più avanti con l’età, è vero, ma non possiamo non tener conto del fatto che questi ultimi hanno già ricevuto il vaccino per proteggersi dal coronavirus”.

“Stando agli ultimi dati forniti dalla Regione – sottolinea Squarta -, in Umbria 354mila 341 persone hanno completato il ciclo e 534mila 980, ossia il 70 per cento, hanno già ricevuto la prima dose, questo lo ritengo un segnale incoraggiante. In questo modo, altrimenti, si soffre il ‘paradosso’ della situazione: Regioni come l’Umbria – aggiunge -, che svolgono un numero importante di tamponi, non possono venire penalizzate perché rintracciano i contagiati. I parametri andrebbero rivisti e modificati proprio perché un’incidenza maggiore dovrebbero averle il numero dei ricoveri e dei decessi”.

“In questa fase, per fortuna – commenta Squarta -, gli ospedali della nostra regione non stanno facendo registrare particolari criticità. Grazie alla speranza che ci viene offerta dalla scienza, attraverso i vaccini, questi continui allarmi non fanno che mettere ulteriormente a rischio la ripresa dell’economia dell’Umbria e, più in generale, del nostro Paese, danneggiando settori nevralgici già fortemente penalizzati nel 2020 come quello del turismo”.

“Tutte questioni – conclude Squarta - che vanno ad aggiungersi alla problematica della tenuta psicologica delle persone, fortemente compromessa. Tutti noi, da quasi due anni ormai, siamo sottoposti a un bombardamento di informazioni, troppe volte contraddittorie, e perciò dannose, quando non palesemente false”.


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