(UNWEB)– Perugia, – Il maltempo che ha interessato l'Umbria nelle ultime ore ha provocato a Fabro il crollo di una porzione delle mura del Castello. L'area era già stata interessata da interventi e, soprattutto, era sotto controllo grazie a un sistema di monitoraggio installato circa tre mesi fa, finanziato e disposto di concerto con la stessa: la rete di sensori ha consentito un'allerta preventiva, evitando il coinvolgimento di persone e mezzi, pur con detriti che hanno interessato la viabilità principale.
L'attivazione del monitoraggio si inserisce in un percorso avviato con uno stanziamento regionale pari a 550mila euro, destinato ai primi interventi di messa in sicurezza e all'avvio del controllo strutturale, con copertura integrale sia delle opere preliminari sia del sistema di sorveglianza. Le risorse rientrano nel Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit), assegnato alla Regione Umbria nel marzo 2025 e indirizzato a Fabro in ragione di criticità già note sul versante della stabilità dell'abitato.
"Il monitoraggio finanziato dalla Regione ha funzionato – dichiara la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti-. Ha evitato una tragedia, segnalando un'evoluzione critica che ha permesso di intervenire in anticipo, con il Comune ed il Sindaco, mettendo in sicurezza l'area. Ora la priorità – conclude la presidente - è accompagnare Fabro nel ripristino, con un lavoro rigoroso e rapido insieme al Comune e ai tecnici".
Sulla stessa linea l'assessore regionale all'Ambiente, Energia, Adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici, Politiche del paesaggio e Programmazione urbanistica, Thomas De Luca: "Questo episodio conferma quanto sia decisivo investire in prevenzione e in sistemi di monitoraggio continui, soprattutto dove esistono fragilità note e dove il cambiamento climatico rende più frequenti eventi meteo intensi. La rete di sensori ci ha consentito di leggere in tempo reale l'evoluzione del dissesto e di attivare, insieme al Comune, misure tempestive di tutela della sicurezza pubblica. Ora serve proseguire con una gestione integrata: messa in sicurezza e ripristino, ma anche valutazione puntuale delle condizioni del versante e dell'assetto idrogeologico, perché la ricostruzione sia coerente con la tutela del paesaggio e con una pianificazione urbana che riduca il rischio nel tempo".



