Il consiglio regionale al lavoro per dare maggiori tutele ai lavoratori in appalto: "Approvazione nei prossimi mesi". L'organizzazione sindacale, già impegnata nel promuovere una legge popolare nazionale sugli appalti, sostiene l'iniziativa ma chiede di accelerare

(UNWEB) – Perugia,  – "Cercate di accelerare i tempi e di dare il prima possibile risposte a migliaia di lavoratori che svolgono lavori essenziali all'interno della pubblica amministrazione, pur avendo meno diritti e minori salari dei dipendenti delle stesse e vivendo in una situazione di continua precarietà e maggior rischi". È questo l'invito che la segretaria generale della Cgil Umbria, Rita Paggio, ha rivolto ai consiglieri regionali Fabricio Ricci e Letizia Michelini, in occasione della tavola rotonda che la stessa organizzazione sindacale ha promosso a Perugia, venerdì 3 luglio. Un incontro che mirava a fare il punto sulla difficile situazione del mondo degli appalti in Umbria e a stimolare le istituzioni a intervenire rapidamente, "così come previsto dal programma elettorale della coalizione che oggi governa la Regione". Il riferimento è al lavoro che l'assemblea legislativa dell'Umbria sta portando avanti per modificare la legge che norma il settore degli appalti pubblici dell'ente regionale e delle sue partecipate. Settore in cui opera una buona parte dei circa 40mila lavoratori in appalto presenti attualmente in Umbria. Un comparto che riscontra molte criticità, come risulta dalle testimonianze che alcuni lavoratori hanno portato proprio durante l'iniziativa. "Già siamo stati auditi nei mesi scorsi dalle commissioni competenti – ha ricordato in merito la segretaria regionale Stefania Cardinali, che ha introdotto i lavori –. Le nostre richieste sono chiare: rafforzamento dell'Osservatorio appalti pubblici regionale; protocolli con le parti sociali in merito alla giusta applicazione contrattuale; previsione di una griglia di attività dell'appalto e, di conseguenza, individuazione del contratto da indicare nei bandi, che garantisca livelli salariali minimi, promuovano clausole sociali rinforzate e aumentino la responsabilità in solido dei committenti in caso di inadempimenti dell'affidatario. Non meno importante sarà prevedere la verifica dell'appalto durante l'esecuzione nel tempo affinché vengano mantenuti lo standard e i vincoli con il quale l'appalto è stato assegnato". 

A illustrare lo stato di avanzamento dei lavori e confrontarsi sul tema con il sindacato (era presente anche il responsabile nazionale appalti della Cgil, Alessandro Genovesi), come detto, sono stati i consiglieri Ricci e Michelini, che si stanno occupando del tema, i quali hanno dato, come tempo massimo per la nuova legge, la fine dell'anno, anche se auspicano di poter concludere l'iter un paio di mesi prima. "La situazione è a buon punto – ha affermato Ricci –. Da circa un anno stiamo lavorando a questa proposta di legge che vuole introdurre regole più stringenti sugli appalti della Regione e di tutti gli enti partecipati. È fondamentale accrescere la trasparenza e stabilire una serie di regole, anche in coordinamento con le organizzazioni sindacali, per far sì che ai lavoratori vengano garantiti diritti e applicati giusti contratti. Stiamo lavorando per cercare le coperture finanziare necessarie. Già nelle prossime settimane dovrebbe partire la fase di confronto e poi l'iter legislativo in commissione. Vogliamo che sia una legge largamente condivisa e partecipata e che risponda appieno alle sollecitazioni dei lavoratori". "Le modifiche alla legge – ha aggiunto Michelini – partono da un lavoro di concertazione con tutte le sigle sindacali per dare un nuovo indirizzo a questo settore. È importante completare questo lavoro e farlo bene, magari divenendo precursori a livello nazionale, come avvenne con il Durc di congruità. Vogliamo rendere gli appalti pubblici, e non solo, più sicuri per i lavoratori, ma anche garantire la qualità del lavoro svolto. I lavori sono a buon punto perché abbiamo una bozza definitiva che è passata al vaglio dell'ufficio legislativo dell'Assemblea regionale. Siamo in procinto di riconfrontarci con tutte le sigle sindacali, per poi farla approdare in Consiglio regionale e approvarla nel più breve tempo possibile". Questo impegno del sindacato a livello regionale si inserisce anche all'interno della campagna nazionale promossa dalla Cgil per sostenere una proposta di legge popolare sul tema degli appalti. "Stiamo raccogliendo centinaia di migliaia di firme – ha sottolineato Genovesi – e anche in Umbria chiediamo ai lavoratori, ai cittadini e ai pensionati di sostenere la nostra proposta di legge per garantire ai lavoratori in appalto stesse tutele e stesso salario dei dipendenti del committente, contro il massimo ribasso e contro il rischio sempre più alto di infortuni lungo la catena di appalti e subappalti".


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