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Cosenza-Perugia 2-1. Perugia alla deriva, classifica pericolosa, situazione critica.

Di Redazione Umbria Notizie Web 13 Luglio 2020 – 20:10 3 min di lettura

SR7 5809federico melchiorriASI(UNWEB) Cosenza. Adesso chiamate i bagnini. Il Perugia va alla deriva, ha bisogno di soccorso, ma nessuno sembra capire il verso delle correnti. Nell’ennesima occasione della stagione in cui è chiamata ad una reazione equilibrata, la squadra si scompone, si incarta, si complica la vita, e sempre nello stesso, desolante modo.  Inizia subendo l’aggressività avversaria, anziché essere aggressiva per provare a  mettere in difficoltà  una squadra  che veniva da una sconfitta sonora a La Spezia.

Ridà così fiato e coraggio ad un gruppo di potenziali sbandati e subisce il gol sull’ennesimo episodio da difesa scellerata. E, al tempo stesso, si deprime, si involve nelle sue fragilità mentali, non riesce a reagire. Subisce così il contropiede dei calabresi, che prendono puntualmente d’infilata gli smarriti biancorossi. Mentre in costruzione cincischia, sbaglia assist, cross e appoggi anche elementari. Non ha quell’anima, quel quid di testa e cuore che ci vorrebbe per non prendere sempre gol evitabili, per creare occasioni e per buttarle dentro con la determinazione che servirebbero. Quello che fa non basta, è un compito senza creatività che spesso svolge anche male. Non è in discussione l’impegno, anche stasera i grifoni hanno dato tutto. Ma è il come lo danno che non convince, perché gli altri sembrano sempre crederci di più dei grifoni. Che si svegliano – ma neanche troppo- sempre troppo tardi. A questo punto della stagione e contro avversari con l’acqua già più su della gola, le questioni tattiche passano in secondo piano. E persino gli interpreti, almeno in una certa misura. Stasera, le colpe sono di  tutti: dagli esterni poco incisivi, alle mezzali accademiche e mai decisive, ai difensori inguardabili, agli attaccanti che han visto poche palle e sporche, ma non hanno brillato, eccezion fatta  per Falcinelli. Tutti ad aspettare passivamente che qualcosa o qualcun altro cambi il verso delle cose, tutti senza lucidità, pochi con il briciolo di personalità che serve. Tutti a specchiarsi nelle proprie negatività. Se questo quadro non cambia subito, se non scocca la scintilla di testa capace di trasformare i ranocchi spaesati, fragili e disattenti in persone capaci di sfruttare con raziocinio, lucidità, continuità e cattiveria le proprie caratteristiche, sembra prospettarsi solo un Calvario nel cammino del Grifo. E siccome i guai non vengono mai da soli, anche stasera c’è un palo e un salvataggio sulla linea nel finale, e recriminazioni per un fallo in area su Iemmello. Episodi che avrebbero magari potuto cambiare le sorti dell’incontro, anche se non cambiano il giudizio sull’atteggiamento rassegnato e deconcentrato dei grifoni. Arriverà il tempo delle valutazioni approfondite sui giocatori, sui tecnici e, soprattutto, sulla società. Ma ora l’imperativo è sterzare a 180 gradi per salvare la stagione. Il rientro di Angella, per stare alle cose concrete, se il suo fisico reggerà, potrebbe essere un punto fermo per le speranze del Perugia. E anche il recupero degli squalificati. In tempi confusi, ci si aggrappa a ogni corda. Sperando che la fune sia quella del bagnino e non quella del boia.

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia

Nota della Redazione

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