7OZ 0253esultanza bianchimanoTG scaled(UNWEB) Fatica nel primo tempo, impone la propria qualità e dilaga nella ripresa. Così il Perugia compie la missione che aveva di vincere a Ravenna, in casa dell’ultima in classifica. Compito più difficile di quello che poteva sembrare, visto che i romagnoli dovevano far punti per evitare la retrocessione diretta.

E per questo hanno combattuto su ogni palla, chiuso ogni varco, costretto il Perugia, incapace di alzare i ritmi, a lanci lunghi mai preda degli attaccanti e ad errori di impostazione e di precisione. Con Elia che, accentrato, finiva nell’imbuto dei difensori ravennati e con Rosi e Crialese  che sulle fasce non riuscivano mai a trovare profondità. Insomma, una partita bloccata, un Ravenna attento e di battaglia, capace di mettere pressione al Grifo e anche di approfittare delle sbavature dei grifoni creando tre limpide occasioni per segnare, in due delle quali Minelli salva la baracca. Il Perugia, invece, fa il primo tiro in porta solo nel finale, con un colpo di testa di Negro che sfiora il palo su punizione da destra. Troppo poco per far valere la superiorità tecnica del Perugia. La ripresa però cambia tutte le carte in tavola.  Caserta passa alla difesa a tre,  Rosi, mai in evidenza nel primo tempo, avanza, crea a destra e segna il primo gol dopo un’azione innescata da quella parte, con  Elia finalmente decentratosi. Il Ravenna accusa il colpo, lo stress da ultimo posto pesa improvvisamente come un macigno. La partita si mette in discesa, Caserta mette dentro Burrai che nel finale finalmente si ricorda di saper battere le punizioni e sigla il 3/0 mettendola a fil di palo dal limite. Ma la partita era già stata chiusa da Bianchimano, entrato con  l’imperioso colpo di testa del 2-0. Ora la palla passa agli avversari, col Perugia che non può far altro che sperare negli inciampi altrui. Non molto probabili, a voler essere razionali. Anche se il calcio non sempre è governato dalla logica. E, comunque, la capacità del Grifo di credere nelle proprie qualità e far valere la propria superiorità alla distanza, restano un patrimonio da valorizzare anche nella eventuale coda del campionato. Insieme ad uno spirito gruppo che non aveva bisogno di conferme, ma che è comunque importante sapere che c’è ed è forte.

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia


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