117536432 2774634922773528 852109539912038649 oIl capogruppo regionale della Lega, Stefano Pastorelli, ha scritto una lettera di protesta ai vertici Rai “per il modo allarmistico di confezionare le notizie sulla positività al covid-19 di alcuni frati nei telegiornali nazionali”. Per Pastorelli bisogna “smettere di fare terrorismo mediatico, perché così si penalizza una città bella e sicura come Assisi”.

 

(UNWEB) Perugia,  – “Basta fare terrorismo mediatico, così si penalizza una città bella e sicura come Assisi”. È quanto dichiara il capogruppo regionale della Lega, Stefano Pastorelli, annunciando di aver “scritto una lettera di protesta ai vertici Rai per il modo allarmistico di confezionare le notizie nei telegiornali nazionali”.

“Ritengo doveroso per il servizio pubblico radiotelevisivo – spiega Pastorelli – fare informazione e raccontare la realtà dei fatti circa la positività al covid-19 di alcuni frati in ritiro spirituale presso una struttura conventuale. Tuttavia non vedo l’utilità di questa sovrabbondante esposizione mediatica sui Tg nazionalidella Rai, con lunghi ed approfonditi servizi, se non quella di fare audience, giocando sul nome e sulle peculiarità di Assisi. Con questo bombardamento mediatico si fa solo un danno alla città, considerando che i casi sono stati prontamente isolati e che non c’è alcun pericolo di contagio per chi vuole visitare le basiliche Francescane”. 

“Ho inviato una lettera ai vertici della Rai – prosegue Pastorelli - per manifestare tutto il dissenso, non solo mio, ma quello di partite iva, commercianti, ristoratori, albergatori, che vengono penalizzati dal ridondante ripetersi di questi servizi tv. Nella lettera ho chiesto ai vertici Rai di adoperarsi affinché non si ripetano simili errori di valutazione, sull'opportunità di confezionare notizie in modo allarmistico, massivo e reiterato h24 in piena stagione turistica e per evitare che il servizio pubblico metta ancora a repentaglio la sopravvivenza di attività di ogni tipo e settore del commercio, turismo e attività produttive umbre, con tutto il loro indotto. Soprattutto in questo delicatissimo momento storico dove la situazione è già difficile a causa delle conseguenze socio-economiche del virus. I comuni umbri stanno ripartendo, facendo registrare significativi aumenti nei flussi di visitatori e turisti e questo anche grazie all’impegno della Regione Umbria che ha investito e investirà risorse importanti per la promozione dell’immagine dei territori. Ma che ora rischia di vedere parzialmente vanificato questo sforzo”.

“Un servizio pubblico radiotelevisivo degno di tale nome – conclude Pastorelli - dovrebbe promuovere le regioni e non penalizzarle. Si dovrebbe parlare più spesso della bellezza delle città umbre in fatto di storia, cultura, arte, tradizione, enogastronomia. E si dovrebbe parlare di più degli sforzi profusi da una Regione come l’Umbria che si è contraddistinta per la lodevole gestione dell'emergenza sanitaria, sicuramente coadiuvata dal grande senso civico del popolo umbro, pronto ad accogliere pellegrini, turisti e visitatori di tutta Italia e di tutto il mondo”.


 

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