Afas giornata lotta contro Aids 1Informare e sensibilizzare per diminuire la discriminazione: questo è l'impegno  di Afas e delle associazioni nella lotta contro la diffusione del virus HIV

(UNWEB) PERUGIA, - L'impegno di Afas non si ferma e anche quest'anno in occasione della Giornata Mondiale per la Lotta all'AIDS, fissata per domani 1 dicembre, ha organizzato una conferenza stampa che potesse essere occasione di scambio e di confronto sul tema della lotta e prevenzione all'AIDS.

Conferenza stampa che si è svolta martedì 30 novembre presso la sede di Afas, in via Filzi, 16/i alla presenza di Antonio D'Acunto Presidente di Afas, Raimondo Cerquiglini Direttore Generale di Afas, Dr. Daniele Rosignoli Presidente di Anlaids Perugia e Medico Infettivologo della Clinica Malattie Infettive di Perugia, Titina Ciccone Presidente Associazione Spazio Bianco, Dr. Vincenzo Sclafani del Coordinamento regionale di Cittadinanzattiva Umbria - Tribunale per i diritti del malato.

In occasione della Giornata Mondiale per la Lotta all'AIDS del 1° Dicembre, Afas ha ogni anno organizzato una conferenza stampa, per ribadire l'impegno a favore della lotta all'Aids che rientra nella funzione sociale dell'azienda. A tal proposito, Afas diffonde una brochure dedicata alla tematica delle principali malattie a trasmissione sessuale ed il corretto utilizzo del profilattico, quale strumento di prevenzione dal titolo "Non abbassiamo mai la guardia".

La brochure vuole essere uno strumento utile e concreto in cui si spiega come fare prevenzione con l'intento primario di informare senza discriminare. L'impegno di Afas è infatti quello di divulgare in maniera chiara ed efficace tutte quelle informazioni che possano raggiungere anche le persone più svantaggiate della società.

Tra queste informazioni, fondamentale sapere che se si ha avuto un rapporto sessuale non protetto, c'è la possibilità di fare un test per rilevare la positività al virus dell'Hiv che è gratuito e per il quale non occorre l'impegnativa del medico. Il test viene effettuato, nelle modalità descritte, negli ambulatori delle malattie infettive degli Ospedali di Perugia (075/5783262) e Terni (0744/205573).

Ricordiamo che l'obiettivo fondamentale di questa giornata mondiale, istituita per la prima volta nel 1988, è la continua sensibilizzazione nei confronti di un'epidemia che ha raggiunto il picco nel 2004, ma che ancora nel 2019 contava ben 690.000 vittime per malattie opportunistiche legate all'AIDS nel mondo.

Numeri senz'altro in miglioramento e che lasciano sperare ma che non possono ancora rappresentare la sconfitta definitiva del virus. Sebbene la diffusione dei farmaci ha raggiunto altissimi livelli qualitativi quasi inimmaginabili solo fino a pochi anni fa, e lo stesso vale per la prevenzione, c'è sempre bisogno di mantenere alto il livello di attenzione.

«Con questo appuntamento - la dichiarazione di Antonio D'Acunto, Presidente di Afas - Afas rinnova il suo impegno per aumentare la sensibilizzazione dei cittadini verso tematiche importanti come la prevenzione e la non discriminazione di persone sieropositive, anche e soprattutto in un momento come questo in cui l'attenzione mondiale è rivolta principalmente all'emergenza Covid e ci si può dimenticare di avere comportamenti corretti in altri ambiti legati alla salute»

«Questa conferenza - spiega Raimondo Cerquiglini, direttore di Afas - nasce dal fatto che Afas ha nel proprio statuto l'impegno di organizzare iniziative in concomitanza con le giornate più importanti a sostegno della salute dei cittadini. A questo proposito un grazie va dal un lato all'associazionismo che tanto fa per combattere la discriminazione dei malati e dall'altro ai medici che combattono quotidianamente in prima linea. Ogni anno Afas vuole fare il punto sulla situazione relativa alla diffusione del virus dell'Hiv attraverso strumenti concreti come ad esempio la nostra brochure».

«Quello che fa Spazio Bianco - ha detto Titina Ciccone, Presidente dell'Associazione Spazio Bianco - è di lavorare fianco a fianco con i malati e il nostro principale obiettivo è quello di ridare dignità al malato di AIDS e alle persone sieropositive. Questo perché negli anni la malattia è stata demonizzata anche a causa di campagne di comunicazione errate che hanno veicolato messaggi sbagliati, senza ricordare mai abbastanza che combattere ignoranze e discriminazione è fondamentale per migliorare la qualità della vita del sieropositivo. La medicina ha fatto tanto, ma bisogna fare ancora molto dal punto di vista culturale. Colgo l'occasione per ringraziare i medici presenti e non perché durante la pandemia in corso, l'attenzione verso i pazienti sieropositivi non si è minimante allentata».

«La minaccia dell'Hiv - ha dichiarato Dr. Vincenzo Sclafani del Coordinamento regionale di Cittadinanzattiva Umbria - Tribunale per i diritti del malato - è presente anche quando non ce ne accorgiamo. Per questo va detto che giornate come quelle del 1° Dicembre, dedicate proprio a sensibilizzare e informare, passano mentre il virus resta e che l'unico modo per contrastarlo è non abbassare la guardia anzi, continuare con le campagne destinate a suscitare moti solidali sia nei cittadini che nelle istituzioni»

«In ambulatorio - ha concluso il Dr. Daniele Rosignoli Presidente di Anlaids Perugia e Medico Infettivologo della Clinica Malattie Infettive di Perugia - abbiamo in cura attualmente circa 800 pazienti. Nell'ultimo anno si è registrato un lieve calo ma il dato non è per forza da leggere in chiave positiva perché far pensare anche ad una minore attenzione verso il testing. Fare il test è infatti l'unico modo che abbiamo per conoscere e rilevare la presenza dell'Hiv e per questo, se si è avuto rapporti o comportamenti a rischio, è fondamentale che si decida di farlo. Ricordo che presso il nostro ambulatorio è possibile effettuare il test in maniera anonima e gratuita e senza necessità di ricetta medica».


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