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Cultura

Incunabolo di Cicerone rarissimo nel Fondo antico della Biblioteca di Città di Castello. Ne esistono solo altre 9 copie in tutto in mondo. La scoperta durante la tesi on line in Biblioteca del tifernate Giulio Pasqui.

Di Redazione Umbria Notizie Web 3 Maggio 2021 – 17:00 3 min di lettura

old book 1179262 1920Il Fondo antico della Biblioteca di Città di Castello si arricchisce di 3 incunaboli e 7 cinquecentine finora non catalogate. Tra questi uno dei primi libri stampati a Città di Castello del 1491

(UNWEB) Città di Castello. Si è conclusa con una buona notizia la prima sessione di tesi on line nella Sala Conferenze delle Biblioteca comunale “G. Carducci” di Città di Castello: dall’ultima tesi in programma dedicata proprio alla storia della Biblioteca tifernate, è emerso che nel Fondo antico risultano 3 incunaboli e 7 cinquecentine finora non catalogate e tra queste un incunabolo delle Orazioni di Cicerone che risale alla seconda metà del Quattrocento di cui ne rimangono in tutto il mondo solo 10 copie e un volume del 1491 curato da Angelo da Tiferno, uno dei più importanti umanisti della Città. Questi le novità emerse nella tesi “Incunaboli e cinquecentine della Biblioteca comunale di Città di Castello” di Giulio Pasqui, tifernate laureato con 110 e lode in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche all’Università di Firenze, grazie ad un lavoro di ricerca nell’archivio storico della Biblioteca di Città di Castello, che nel 2020, durante il periodo del lock down, ha compiuto praticamente in solitudine dentro Palazzo Vitelli a San Giacomo.

“Incunaboli e cinquecentine della Biblioteca comunale di Città di Castello”, relatrice prof.ssa Maria Enrica Vadalà, correlatore esterno Graziano Ruffini, è solo “il primo passo di una ricostruzione più ampia e profonda, che gli stessi docenti della commissione di laurea hanno auspicato per l’importanza degli elementi emersi e per gli interessanti sviluppi che potrebbe avere tracciare la storia di volumi rarissimi” dichiara l’assessore alla Cultura Vincenzo Tofanelli, che ha sottolineato come “su Fondo antico e Archivio storico ci sia un nuovo interesse sia da parte dei tecnici che degli studiosi mentre è imminente il trasferimento dell’attuale sede e la valutazione su un eventuale sito definitivo che tenga insieme tutto il patrimonio che Città di Castello conserva. La tesi di Giulio Pasqui, valorizza questo patrimonio e insieme la storia della Biblioteca, un’istituzione culturale da sempre centrale nella vita pubblica della città”. “In effetti - spiega Giulio Pasqui, sintetizzando la sua tesi – la prima parte della ricerca parla di come la Biblioteca si è formata per aggregazione di lasciti privati, a partire dal primo nucleo costituito dal fondo donato nel 1746 dall'avvocato Lorenzo Smirli Mori. Soltanto 90 anni dopo però verrà aperta al pubblico, allestita al primo Piano del Palazzo Comunale. Approfondendo lo studio su incunaboli e cinquecentine da metà Quattrocento a metà Cinquecento, ho scoperto 10 volumi non catalogati, principalmente testi legali, diritto canonico e civile, un testo di Seneca, altri di Letteratura latina, ma tra questi anche un incunabolo delle Orazioni di Cicerone di cui ne rimangono solo dieci copie censite in tutto il mondo e uno del 1491 curato da Angelo da Tiferno, uno dei più importanti umanisti della città”.

 
“L’idea di tesi on line nella Biblioteca, lanciata dal capogruppo della Lega Giorgio Baglioni, integrata dalla consigliera Letizia Guerri del PD e raccolta dal consiglio comunale, funziona. Molti studenti stanno facendo domanda on line sul sito del comune, www.comune.cittadicastello.pg.it, per approfittare di questa possibilità che per ora rimane aperta anche nelle sessioni future” conclude Tofanelli “Credo di parlare a nome del consiglio, siamo riusciti a dare una cornice adeguata ad un momento comunque storico nella vita di tanti giovani, mettendo a leva le potenzialità del nostro patrimonio e dei contenitori di pregio che abbiamo rifunzionalizzato”.
 
Riapre in presenza la Biblioteca Carducci di Città di Castello. Ecco come.  A partire da domani, martedì 4 maggio 2021, la Biblioteca comunale Giosuè Carducci di Città di Castello riattiva, in via sperimentale per questo mese, anche il servizio consultazione dei libri della Biblioteca su prenotazione, adottando le necessarie misure di sicurezza volte a tutelare la salute di tutti.Per prenotarsi occorre telefonare al n. 075 8523171 oppure scrivere a biblioteca@cittadicastello.gov.it. Gli orari al pubblico sono dal martedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00; sabato chiuso. Gli utenti potranno sempre usufruire dei servizi di prestito, restituzione ed iscrizione alla Biblioteca.  
La prenotazione dei libri può avvenire anche tramite il catalogo Umbria Cultura:
http://opac.umbriacultura.it/SebinaOpac/.do.

Foto di José Manuel de Laá da Pixabay

Nota della Redazione

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