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Economia

Confcommercio Umbria, “Stato di calamità per il turismo”.

70% le disdette nel breve periodo: le imprese turistiche umbre di tutto il comparto, assieme a quelle dell’indotto, le più colpite dalla psicosi coronavirus

Di Redazione Umbria Notizie Web 26 Febbraio 2020 – 12:19 3 min di lettura

(UNWEB) La psicosi da coronavirus si sta rivelando un nemico estremamente pericoloso e difficile da combattere. Lo sanno bene le imprese umbre del turismo e dell’indotto, le prime ad essere direttamente e drammaticamente colpite dall’emergenza che sta fronteggiando l’Italia.
“Le nostre stime – commenta Giorgio Mencaroni, presidente di Confcommercio Umbria – sono pesantissime. Gli alberghi umbri hanno registrato ad oggi oltre il 70% di disdette nel breve periodo, ma la situazione è estremamente fluida. Da maggio in poi, sappiamo solo che in molti stanno già verificando la possibilità di rinunciare a venire in Umbria, che c’è l’azzeramento del turismo scolastico, che molti grandi eventi sono stati già annullati e altri sono a rischio.
Le nostre agenzie di viaggio si trovano a fronteggiare una situazione pesantissima, tra disinformazione, rimborsi per viaggi mancati e difficoltà nel recupero dei servizi già pagati ai fornitori e mai utilizzati.
Bar e ristoranti stanno accusando pesantemente il colpo. Anche le guide turistiche sono in crisi come tutto l’indotto, esercizi commerciali di vicinato compresi, che ruota attorno al turismo: in Umbria una fetta importante dell’economia regionale. Tutte queste imprese, che in pochi giorni hanno visto crollare i loro riferimenti e ribaltare le loro prospettive di lavoro, hanno bisogno di interventi urgentissimi. Bisogna fare molto, molto presto, e bene.
Confcommercio – aggiunge il presidente Mencaroni – ha già chiesto il riconoscimento a livello nazionale dello stato di crisi. Ha costituito al suo interno una task force per fornire informazioni corrette e assistenza alle nostre imprese, di cui facciamo parte anche noi umbri, ed è in contatto costante con il governo in vista dei provvedimenti attesi.
Anche la Regione Umbria si è attivata subito per costituire il tavolo di lavoro che provvederà a monitorare costantemente la situazione delle imprese umbre dei diversi settori, al quale Confcommercio fornirà tutto il contributo necessario di analisi e di proposta. Perché le imprese si aspettano un aiuto concreto, nel più breve tempo possibile”.
Le richieste di Confcommercio
Confcommercio chiede misure straordinarie per fronteggiare una situazione di straordinaria gravità. Le linee di intervento dovrebbero riguardare: la proroga delle scadenze fiscali e contributive; la moratoria dei mutui e l’attivazione del fondo centrale di garanzia; l’utilizzazione degli strumenti di cassa integrazione e del fondo di integrazione salariale anche in favore dei dipendenti di micro e piccole imprese; un sistema di indennità per i lavoratori autonomi; una mobilitazione straordinaria dei piani promozionali per l’export e della diplomazia commerciale a tutela del Made in Italy e del turismo italiano.
Confcommercio Umbria chiede anche di calmierare il prezzo dei presidi di prima necessità.
A livello locale è urgente lo slittamento dei termini per la rendicontazione degli investimenti effettuati dalle imprese ricettive umbre, in questo momento in gravi difficoltà, relativi ai bandi regionali, a cominciare dal bando Charme.

I dati della crisi
L’Ufficio studi Confcommercio ha calcolato che il protrarsi dell’emergenza coronavirus oltre aprile-maggio potrebbe tradursi in una riduzione del Pil nazionale dello 0,3-0,4% con un pesantissimo impatto nel turismo – a rischio, tra marzo e maggio, 21 milioni 700 mila presenze con una riduzione di spesa di 2,65 miliardi di euro - e nel settore dei pubblici esercizi, con un rischio occupazionale già ora valutato in circa 100mila unità. Per questo Confcommercio ha chiesto il riconoscimento dello stato di crisi.

Nota della Redazione

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