(UMWEB) – Perugia - In vista della imminente scadenza del termine per la presentazione dei progetti di riparazione dei danni lievi subiti dagli edifici residenziali e dalle attività produttive, prevista per il prossimo 30 giugno, il presidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli, nella sua veste di vice-commissario per la ricostruzione, ha inviato una lettera al commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, Piero Farabollini, in cui si chiede di valutare l’opportunità di concessione di una proroga, auspicando un allineamento temporale con la scadenza, attualmente prevista al 31 dicembre 2019, dei termini per la “ricostruzione pesante”.

“In questo momento – ha affermato Paparelli – le pratiche degli interventi di immediata esecuzione (danni lievi) presentate presso l’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Umbria risultano pari a circa un quarto della potenziale platea stimabile in relazione ai dati ufficiali del censimento danni. Nel frattempo però si è persa una grande occasione per adeguare le norme e le regole della ricostruzione. Gli annunci roboanti della maggioranza giallo-verde in occasione della conversione in legge del cosiddetto Decreto Sblocca-cantieri si sono rivelati una vera e propria beffa per i terremotati del centro Italia. Nonostante la Conferenza delle Regioni abbia approvato alla unanimità gli emendamenti al decreto, e che il Presidente Giuseppe Conte a Norcia il 20 maggio abbia assunto l’impegno di fare tutto il possibile per migliorare il processo di ricostruzione, la maggioranza che sostiene il Governo in carica, in sede di conversione li ha per la gran parte bocciati. Avevamo anche svolto, lo scorso 10 giugno, un incontro per sensibilizzare i parlamentari umbri, di maggioranza e di opposizione – ha proseguito il presidente -. I parlamentari della Lega non si sono presentati e quelli del Movimento Cinque Stelle che hanno partecipato e si erano assunti l’onere di far approvare un ordine del giorno vincolante per il Governo non hanno mantenuto l’impegno che doveva portare ad uno specifico provvedimento di legge che contenesse le richieste di adeguamento che provengono dai territori interessati per snellire, semplificare e dunque velocizzare il processo di ricostruzione. Senza un rafforzamento consistente del personale USR, senza semplificazioni e unicità dei procedimenti amministrativi e senza possibilità di utilizzare i 15000 professionisti in ottica di sussidiarietà, sappiano gli umbri – ha concluso Paparelli -, non c’è possibilità di accelerare la ricostruzione”.


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