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Politica

Coronavirus: assessore Coletto, “tracciare i rientri in Umbria è la parola d’ordine, allo studio un programma di screening”

(UNWEB) – Perugia – Continuare a mantenere alta l’attenzione sui rientri e i nuovi ingressi in Umbria in modo da effettuare, al momento dell’arrivo sul territorio regionale, i test su quei soggetti che potenzialmente potrebbero essere portatori del virus: non ha esitazioni sul da farsi l’assessore alla Salute della Regione Umbria, Luca Coletto, che annuncia di voler tenere alta la guardia per classificare il livello di rischio del propagarsi dell’infezione prodotta dal Covid in Umbria e, di conseguenza, predisporre le misure adeguate.

Di Redazione Umbria Notizie Web 19 Agosto 2020 – 16:02 3 min di lettura

“Al momento – spiega l’assessore ‘il pericolo’ arriva dall’esterno e, per fortuna, ci troviamo di fronte a cluster chiusi e d’importazione. Aver deciso di tracciare all’aeroporto di Perugia anche i passeggeri in arrivo da nazioni per le quali è previsto solo l’isolamento di 14 giorni, ha permesso di individuare pochissimi soggetti positivi che però, potenzialmente, avrebbero potuto generare nuovi contagi evitati grazie all’isolamento di tutti i contatti”.

“Nelle prossime settimane – aggiunge - ‘testare’ sarà la parola d’ordine. Non possiamo permetterci di stare fermi – prosegue l’assessore - perché intercettare da subito un caso, soprattutto se asintomatico, significa preservare la nostra comunità e soprattutto scongiurare un nuovo lockdown che, al momento, sarebbe improponibile per tutta una serie di fattori sociali ed economici. Isolare da subito i casi positivi inoltre, significa anche contribuire a non aumentare il lavoro dei servizi territoriali, già sotto pressione da mesi”.

“Credo sia importante sottolineare che queste misure non dovranno essere interpretate come una sorta di caccia alle streghe e non devono ingenerare nessun tipo di pressione sui soggetti che arrivano in Umbria - una regione che è, e rimane, aperta e ospitale e che in questi giorni ha visto un numero elevato di presenze-, ma l’auspicio è che incida sul senso di responsabilità che, in questa fase, in molti casi, è venuto a mancare soprattutto tra i giovani.

“Lo dimostra il fatto che, anche in Umbria, la maggior parte dei nuovi positivi hanno meno di 50 anni, con un innalzamento dei casi positivi nella fascia d’età compresa tra i 17 e 25 anni”.

Non ricette miracolose quindi, “ma se vogliamo preservare la nostra comunità – dice Coletto - bisognerà investire su interventi mirati e un programma dettagliato di screening. Un programma questo che avrà una ricaduta positiva anche per i costi, visto che l’effettuazione di un test/tampone ha un’incidenza economica minore rispetto a quella di ospitare per 14 giorni in appositi alloggi i soggetti che non possono stare in isolamento nella propria abitazione o in quella di coloro che li ospitano”.

“Questo – sottolinea l’assessore Coletto - non esclude il fatto che la Regione stia comunque lavorando per individuare nuovi alloggi da utilizzare per l’isolamento dei nuovi arrivati fino all’esito del tampone o per altri periodi stabiliti dai servizi sanitari”.

Concludendo l’assessore ricorda ancora una volta a tutte le famiglie che ospitano soggetti provenienti dalle nazioni fortemente interessate dal Covid “di informare i servizi di prevenzione dell’Usl Umbria, onde evitare la convivenza con persone potenzialmente infette, in particolare con i familiari più fragili come i nostri anziani”.

Nota della Redazione

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