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Politica

“Eliminare i Ceri di Gubbio dal marchio promozionale dell’Umbria? La giunta regionale smentisca” - nota di Bori e Bettarelli (Pd)

Di Redazione Umbria Notizie Web 10 Giugno 2021 – 13:17 2 min di lettura

Bori Betarelli(UNWEB) “La Giunta regionale smentisca di voler eliminare i tre Ceri di Gubbio dal marchio promozionale dell’Umbria”: è quanto chiedono il capogruppo Pd all’Assemblea legislativa, Tommaso Bori, e il consigliere Michele Bettarelli. “Per fugare ogni dubbio, visto che si continua a giocare strumentalmente sulla differenza tra marchio e stemma - aggiungono - sarebbe opportuno che il bando di gara da oltre un milione e mezzo di euro pensato a tale scopo, venga ritirato o quanto meno integrato con una opportuna precisazione, ovvero, che il nuovo logo-marchio promozionale, cosiddetto ombrello, non potrà comunque prescindere dagli elementi grafici contenuti nello stemma riportato nel gonfalone della Regione”.

“I Ceri di Gubbio, infatti, - precisano i due consiglieri - grazie all’opera mirabile degli architetti Alberto Anselmi e Gino Anselmi, fin dal 1971 sono parte integrante dell’identità di questa Regione e della sua comunità, quindi sono un ineguagliabile strumento di promozione dell’anima autentica di questa terra da cui non si può e non si deve prescindere, anche sotto il profilo del marketing territoriale. D’altro canto proprio una regola del marketing stabilisce che il successo di un prodotto è determinato in larga parte dal senso di appartenenza che esso è in grado di suscitare su chi sarà chiamato a lavorarci, ovvero a venderlo o a promuoverlo. Lo stemma della Regione Umbria, rispetto a quelli delle altre regioni italiane, trae origine infatti da una festa autenticamente popolare, fatto che ne ha determinato da subito il successo e il gradimento degli Umbri. Riteniamo dunque che non si debba disperdere questo valore. Peraltro, dopo aver avallato una campagna come quella sul ‘Mare dell’Umbria’, in cui si è tentato di fa passare un banale ‘nonsense’, già utilizzato da una agenzia di Milano negli anni ‘80, per una grande trovata pubblicitaria. Non vorremmo  che l’assessora Paola Agabiti adotti anche per il marchio promozionale gli stessi criteri estemporanei, dato che il ‘logo ombrello’ rappresenta uno degli strumenti di branding più importanti di cui disponiamo, essendo molto più diffuso, visibile e conosciuto, quindi già un brand, rispetto allo stesso stemma-gonfalone della Regione”.

“L’identità di una terra – concludono Bori e Bettarelli - non è certamente un fatto di moda o di gradimento personale e non può essere modificata ad ogni cambio di stagione”.

Nota della Redazione

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