FORA(UNWEB) “Nella seduta odierna della Terza commissione ho votato convintamente a favore dell’ultima relazione delle attività svolte da Stefano Anastasia, Garante dei Detenuti della Regione Umbria, che termina il suo incarico. Voglio esprimere i miei più sinceri ringraziamenti per il lavoro svolto in questi anni da Anastasia, uno dei massimi esperti a livello nazionale di carcere e rieducazione, con il quale nel passato ho avuto l’onore di collaborare e che tanto si è adoperato anche in Umbria per migliorare la situazione delle carceri, dei detenuti e del personale penitenziario”. Lo dichiara il consigliere regionale Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria).

“Sulla situazione complessiva delle carceri umbre – sottolinea Fora - c’è ancora molto da lavorare, alla luce anche dell’emergenza Covid che ha aggravato molte condizioni. Come ha detto Anastasia, il sistema penitenziario, oltre al sovraffollamento, soffre di altre criticità: serve una più stretta integrazione tra servizi sanitari e servizi sociali e va completata la campagna vaccinale negli istituti di pena. Manca ancora, dopo molti anni, una residenza per le misure di sicurezza (Rems) e la gestione della salute mentale in carcere e soprattutto vanno rafforzati servizi e percorsi di formazione e reinserimento lavorativo volti a rendere effettiva la funziona riabilitativa della pena prevista dalla nostra Costituzione”.

“Veniamo da anni – ricorda Andrea Fora - in cui l’ondata giustizialista ha fatto fare passi indietro al sistema di pena, piegando anche i partiti formalmente riformisti al nulla di fatto. Nel 2018 il governo Gentiloni lasciò scadere la delega per la riforma del sistema penitenziario. Poi vennero i governi del ‘buttare la chiave’ di Salvini e di Bonafede, il ministro che si proponeva di abolire le pene alternative perché ‘l’unico modo per scontare una condanna è dietro le sbarre’. Durante l’emergenza Covid che sta martoriando le prigioni il precedente Governo ha fatto poco o nulla; il sovraffollamento non è stato sanato, le strutture sono quelle che sono e la violenza dentro le mura aumenta. Basterebbe ricominciare da qui, abbandonando ogni populismo penale. Sostengo con grande favore il lavoro avviato dal Ministro Cartabia che ha espresso ‘la convinzione che l’uomo può sempre essere salvato e che la pena deve essere volta a sostenere un cammino di recupero’. E, citando il Card. Martini, la fiducia in un sistema carcerario ‘che assicuri l’armonia dei rapporti sociali; una cura che salvi insieme assassino e città’. Sarebbe interessante anche solo provare”.

“Auguro buon lavoro al nuovo Garante dei detenuti, Giuseppe Caforio, con l’auspicio che le istituzioni tutte, l’Assemblea legislativa e la Giunta abbandonino i populismi e sostengano il lavoro del Garante e politiche e misure che migliorino le condizioni generali delle carceri umbre, favoriscano azioni volte a riabilitare i detenuti e migliorino le condizioni di lavoro dei tanti operatori, agenti e personale sociale che opera quotidianamente nei nostri istituti”.


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