255174579 3135989646638052 8655836267862768722 n(UNWEB) L’Assemblea legislativa ha approvato a maggioranza (favorevoli Lega-FDI-FI-Tesei per l’Umbria, contrari PD, Patto civico e Gruppo Misto) la proposta di legge di modifica della legge “23/2003” (Norme in materia di edilizia residenziale sociale), con cui la Regione promuove politiche abitative tese ad assicurare il diritto all'abitazione e il soddisfacimento del fabbisogno abitativo primario delle famiglie e delle persone meno abbienti e di particolari categorie sociali.

L’atto, scaturito dalla Terza commissione, deriva da due proposte di legge in materia di edilizia sociale, una da parte della Lega (prima firmataria Paola Fioroni) e una di Fratelli d’Italia (prima firmataria Eleonora Pace) che sono state riunite in un testo unico. Anche il Partito democratico aveva presentato una sua proposta di legge in materia di Edilizia residenziale sociale (primo firmatario Fabio Paparelli) e una Sottocommissione aveva cercato di coordinare tutte e tre le proposte, senza però riuscirvi. La proposta di legge del Partito democratico sarà dunque nuovamente esaminata dalla Terza commissione consiliare (Sanità e Sociale) per valutare la compatibilità di eventuali successivi inserimenti.

Discussi anche due Ordini del giorno, uno a firma Paparelli, Meloni e Bori sulla istituzione di un unico capitolo del bilancio di previsione su cui far confluire tutte le risorse annualmente disponibili dedicate alle politiche abitative impegnando almeno il 3 per cento delle risorse POR FESR 2021-27, che non è stato approvato; l’altro a firma Paparelli, Meloni, Bori (PD), Pace (FDI), Fioroni e Pastorelli (Lega) che è stato approvato all’unanimità. Quest’ultimo impegna la Giunta a porre in essere un tavolo di confronto, nella sede della Terza Commissione, con i sindacati degli inquilini per una verifica del calcolo dei canoni, ai fini di una più equa distribuzione degli stessi, senza modificare in alcun modo le entrate complessive di Ater, proponendo eventuali modifiche normative necessarie. 

Sono state ELEONORA PACE (FDI) e PAOLA FIORONI (Lega) a illustrare in Aula i dispositivi del testo di legge e le principali modifiche apportate: vi saranno contributi per l’adeguamento delle abitazioni anche per le persone con disabilità e non solo per gli anziani autosufficienti; possibilità di partecipare alle graduatorie per madri e padri separati che non hanno più la disponibilità dell’alloggio in quanto assegnato al coniuge; riserve di alloggi dovranno essere destinati a giovani coppie con figli minori, famiglie monoparentali, donne vittime di violenza, forze dell’ordine e vigili del fuoco, tutte misure aventi anche l’obiettivo di radicare le persone sul territorio e, nel caso di alloggi destinati a forze dell’ordine, anche aumentare la sicurezza negli edifici stessi. 

Novità anche per la gestione degli alloggi: nuovi regolamenti e criteri di premialità per chi ne fa un uso corretto. In caso di ristrutturazioni il beneficiario dell’alloggio popolare può provvedere anticipando le spese delle manutenzioni, che saranno decurtate dai futuri canoni di locazione. Ad ogni assegnatario viene attribuita una “Carta dell'inquilino” riportante un credito espresso da un punteggio pari a 30 punti. All’assegnatario è attribuito un incremento di 2 punti ogni due anni se durante tale periodo non sia incorso, lui o i componenti il nucleo familiare, in alcuna violazione del contratto di locazione o del regolamento per l’uso degli alloggi e parti comuni. In caso di violazione del contratto o del regolamento, l’Ater regionale invia all'interessato una lettera di contestazione della violazione assegnando un termine per la cessazione della condotta trasgressiva e la rimozione dei suoi effetti. Nel caso di inottemperanza, l’Ater dispone la decurtazione del credito.

Molte novità anche sul piano delle tutele e sui casi di decadenza: chi vuole contributi o l’assegnazione di un alloggio popolare non dovrà avere a suo carico condanne passate in giudicato per reati gravi come lo spaccio di stupefacenti, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione; le condanne in ultimo grado di giudizio sono fonte di decadenza per il beneficiario e il nucleo, a meno che non ci siano minori. Per i cittadini extra UE sarà necessario presentare documentazione reddituale e patrimoniale del Paese in cui hanno residenza fiscale; gli alloggi popolari saranno concessi a condizione che non si abbiano, in Italia o all’estero, case adeguate al nucleo familiare. Casi di ospitalità temporanea non potranno trasformarsi in occupazione, abusi e lavoro nero potranno comportare la perdita dell’alloggio. Avrà un maggiore punteggio chi risiede da più tempo sul territorio. Più punti per i Comuni, per attribuirli nelle graduatorie a seconda delle necessità del singolo territorio.

Il testo prevede anche la rilevazione della consistenza del patrimonio di edilizia residenziale sociale e dei fabbisogni abitativi, che saranno determinati e rilevati con cadenza annuale per ambiti territoriali. A tale fine, gli operatori trasmetteranno i dati sulle unità abitative entro il 30 aprile dell’anno successivo, comprese le unità abitative non immediatamente assegnabili per carenze manutentive, nonché quelle derivanti dalla realizzazione degli interventi previsti dai POA, ai Comuni capofila delle Zone sociali di appartenenza che ne curano l'inoltro all'Osservatorio della condizione abitativa.

INTERVENTI

Secondo Fabio PAPARELLI (PD) manca la consapevolezza che le politiche abitative non possono essere disgiunte dalle politiche sociali quindi dal Piano sociale vigente, che parla di “stretta integrazione tra le politiche per la casa e le politiche sociali” per contenere le maggiori fragilità, anche con azioni di supporto a carattere preventivo. La legge fa passi avanti, secondo Paparelli, ma i confini municipali appaiono un ambito troppo ristretto. In casi di un Comune piccolo, con risorse esigue, può risultare estremamente difficile accedere alle graduatorie e magari a qualche chilometro di distanza sarebbe più facile per le differenti condizioni economiche dei Comuni limitrofi. Bene invece la trasposizione di cose che sono incluse anche nella nostra proposta, come l’attenzione alle donne vittime di violenza. Necessario rendere effettivo e trasparente il Fondo per le politiche abitative perché in sede di bilancio ci vogliono risorse stabili e adeguate. Necessario anche rivedere i calcoli dei canoni affinché siano più equi per famiglie monoparentali e soggetti più deboli. La paventata esclusione dei cittadini stranieri che lavorano in Umbria non è poi entrata nella legge, ha detto Paparelli, ma ci sono altri aspetti contrari non solo ai nostri valori ma allo spirito della Costituzione, dal momento che le pene devono tendere alla riabilitazione del condannato e al suo reinserimento nella società. Inoltre c’è il controsenso che si decade dall’assegnazione di alloggi in caso di condanne per spaccio di stupefacenti o di favoreggiamento della prostituzione ma nulla viene indicato circa altri reati gravi, come l’omicidio o l’associazione mafiosa, solo per fare qualche esempio. 

Critica anche Simona MELONI (PD) secondo la quale il tema della rigenerazione urbana era da tenere maggiormente in considerazione e non è stato affrontato adeguatamente il tema delle famiglie fragili e monoparentali, mentre per la maggioranza, secondo Meloni, sembra più importante il tema delle persone condannate piuttosto che quello delle nuove povertà. La vicepresidente dell’Assemblea  auspica che nel Regolamento attuativo si tenga conto delle criticità esistenti e delle mutate esigenze dei cittadini.

GLI EMENDAMENTI

Numerosi gli emendamenti presentati dalla minoranza, a firma Paparelli, Meloni, Bori (PD), dei quali due sono stati approvati: quello che chiede l’introduzione nella Commissione per le assegnazioni degli alloggi di un membro supplente designato dall’Ater e un membro supplente designato dalle organizzazioni sindacali con le medesime modalità di designazione dei membri effettivi. L’altro prevede che la Commissione per le assegnazioni invii non soltanto alla Giunta regionale ma anche alla Terza commissione dell’Assemblea legislativa una relazione trimestrale riguardante le assegnazioni disposte in relazione agli alloggi disponibili.

La minoranza aveva chiesto anche di non penalizzare un intero nucleo familiare in caso di condanna di uno dei componenti, disposizione ritenuta in contrasto con la Carta costituzionale che tende a favorire un percorso di recupero e reinserimento sociale per gli autori di reati una volta scontata la pena e discriminatoria nei confronti degli altri componenti della famiglia. Nel testo – ha sottolineato Paparelli - vengono anche indicati i reati che comportano la decadenza, ovvero lo sfruttamento della prostituzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti, mentre nulla viene detto su reati come l’omicidio e l’associazione mafiosa. Con un altro emendamento poi bocciato a maggioranza si chiedeva di togliere il comma dell’articolo (41-69bis) in cui si statuisce che azioni di terzi o di altri componenti il nucleo familiare, di carattere occasionale e senza che il beneficiario dell’alloggio ne sia a conoscenza, pregiudichino in via permanente l’assegnazione per tutta la famiglia. Inoltre, la causa di decadenza per “attività illecite risultanti da provvedimenti giudiziari, della pubblica sicurezza o della polizia locale” appare, secondo la minoranza, definita in modo generico e di dubbia applicabilità, perché con tale dizione anche una multa stradale potrebbe teoricamente apparire come causa di decadenza.

Sempre da parte dell’opposizione si puntualizzava, con un altro emendamento bocciato, che le sanzioni relative alla morosità, su cui la nuova legge va ad intervenire, sono già disciplinate per tutti i cittadini dal Codice civile, con cui dunque si entrerebbe in contrasto e comunque se alla morosità si applicasse la decadenza ciò rappresenterebbe per le persone in gravi difficoltà economiche un pregiudizio per l’accesso a ulteriori successive possibili assegnazioni.

Bocciato anche l’emendamento all’articolo che prevede che gli alloggi di Edilizia residenziale sociale non assegnabili per carenza di manutenzione possano essere assegnati al beneficiario che si impegna ad anticipare le spese delle manutenzioni da fare, poi decurtate dai canoni di locazione. Secondo la minoranza in questo modo chi ha più possibilità economiche scavalcherebbe gli altri in graduatoria e comunque un criterio più equo sarebbe stato l’inserimento di un limite massimo corrispondente a 12 mensilità di canone.

Approvato l’emendamento della maggioranza (a firma Pace-Fioroni) sulla decadenza dall’assegnazione dell’alloggio anche in caso di sopravvenienza di condanne passate in giudicato per reati particolarmente gravi a carico dell’assegnatario o di altro componente del suo nucleo familiare: sono stati inseriti dei “correttivi” per salvaguardare quei nuclei familiari ove sono presenti minori oppure donne vittime di violenza domestica, prevedendo la possibilità, per questi ultimi, di permanere all’interno dell’alloggio, inserendo una clausola di salvaguardia generale e rimettendo la relativa valutazione in capo ai Comuni, nel caso in cui l’eventuale sussistenza di una grave situazione familiare o socio-economica in cui versa il nucleo familiare del condannato, anche in relazione alla presenza di anziani e disabili, determini l’inopportunità di procedere alla dichiarazione di decadenza nell’ipotesi di sopravvenienza di condanne ostative.


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