254277128 3132865703617113 8158254835917869191 n(UNWEB) L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal consigliere regionale Vincenzo Bianconi (Misto) – sottoscritta da Stefano Pastorelli (Lega) ed Eleonora Pace (FdI), emendata dall’assessore Paola Agabiti - che chiede all’Esecutivo di Palazzo Donini di “intervenire presso il Governo e il Parlamento al fine di sollecitare un’azione di revisione della normativa fiscale, prevedendo che le detrazioni possano spettare anche a studenti iscritti ad un corso di laurea presso una università ubicata in un comune diverso da quello di residenza, distante da quest'ultimo anche meno 100 chilometri, qualora i tempi e le modalità di percorrenza dovessero essere particolarmente disagevoli e qualora non dovessero essere serviti da mezzi di trasporto pubblico in grado di assicurare che lo studente possa raggiungere la sede universitaria sia al mattino, che nel primo pomeriggio prima dell’inizio delle lezioni, e possa tornare a casa al termine delle lezioni mattutine e pomeridiane.

Ma anche a predisporre la ricognizione dei comuni umbri dai quali non è possibile raggiungere con mezzi pubblici i poli universitari situati nella stessa provincia con meno di 2 ore, ed in grado di garantire l’accesso in tali fasce orarie. Ad introdurre, infine, eventuali agevolazioni economiche e in servizi a questi studenti in materia di diretta o indiretta competenza regionale, al fine di colmare almeno in parte il divario nell’accesso ai servizi primari”.

Vincenzo Bianconi ha illustrato la mozione rimarcando che “gli studenti che abitano in alcune aree interne o disagiate dell’Umbria necessitano di tempi molto lunghi per raggiungere le sedi universitarie regionali e spesso sono costretti a farlo utilizzando mezzi di trasporto privati, lungo strade tortuose e con significativi costi. Qualora la distanza tra l’abitazione e la sede universitaria dovesse essere inferiore a 100 chilometri, tali studenti si troverebbero nella scelta di doversi muovere ogni giorno in modo molto disagevole oppure trasferirsi nella località dove è situata l’università, senza poter tuttavia beneficiare di agevolazioni fiscali per la locazione. Tale situazione paradossale è ulteriormente aggravata dal progressivo calo del servizio di trasporto pubblico, in termini di riduzione del numero di linee di autobus o treni, e della frequenza delle corse. Infatti, a causa della forte crisi che ha colpito il trasporto pubblico in Umbria negli ultimi anni, verrebbe lamentata in alcune aree la carenza di adeguati servizi di trasporto pubblico in orari compatibili con la frequenza delle lezioni e degli esami universitari. Tale situazione è ulteriormente peggiorata a seguito della pandemia Covid-19 e delle conseguenti necessarie misure di prevenzione e contenimento, che, seppure necessarie per finalità sanitarie, in alcuni casi avrebbero tuttavia reso ancora meno fruibili i mezzi pubblici. Tali studenti sarebbero pertanto nel dilemma di doversi spostare con mezzi di trasporto privati o doversi trasferire nella località della sede universitaria. Questa ingiusta e paradossale situazione potrebbe anche scoraggiare tanti studenti dall’iscriversi all’università oppure spingerli a scegliere un ateneo diverso dall’Università degli Studi di Perugia (nelle sue diverse sedi regionali). Nell’ottica di salvaguardare la ratio legis di tale normativa fiscale, finalizzata alla promozione del diritto allo studio per studenti distanti, apparirebbe opportuno un intervento del legislatore nazionale, affinché tale normativa sia migliorata per poter adeguatamente tenere conto delle legittime esigenze di tali studenti, prevedendo non soltanto il criterio della distanza chilometrica dalla sede universitaria, ma anche altri fattori quali ad esempio i tempi medi di percorrenza e la disponibilità di adeguati servizi di trasporto pubblico”.

IL DIBATTITO

Valerio Mancini (Lega): “Non è chiaro l’obiettivo di questo documento. Il limite delle due ore mi sembra troppo alto e al tempo stesso poco indicativo. Ci sono molti studenti, anche dell’Alto Tevere, che impiegano tempi anche superiori per raggiungere le Facoltà. Bisognerebbe mappare la platea degli interessati”.

Donatella Porzi (Pd): “Importante mappare i bisogni, fare una fotografia dell’esistente in termini di servizi, utenza e di fuga degli studenti verso Atenei fuori regione che risultano più facilmente raggiungibili”.

Paola Agabiti (Assessore): “La Regione si è attivata, soprattutto in seguito al Covid, per sostenere il diritto allo studio in termini di abbattimento delle rette che di miglioramento dei servizi di trasporto. Ora si potrebbe procedere a mappare le condizioni degli studenti delle aree interne e marginali della nostra regione, dalle quali ci sono maggiori difficoltà per raggiungere gli Atenei. Alla luce di ciò si potranno valutare le azioni da mettere in atto”.


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