255244895 3135971659973184 6826582594944886555 n(UNWEB) L’Aula di Palazzo Cesaroni ha rinviato alla prossima seduta, per mancanza del numero legale, la mozione promossa da tutti i consiglieri dei gruppi di minoranza che vuole impegnare la Giunta regionale a “chiedere al Governo di dare seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista e alla conseguente normativa vigente adottando tutti i provvedimenti di sua competenza per procedere allo scioglimento di Forza Nuova e di tutti i movimenti politici di chiara ispirazione neofascista artefici di condotte punibili ai sensi delle leggi attuative della XlI disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana”.

Nella presentazione dell’atto, la prima firmataria Donatella Porzi (Pd) ha ripercorso quanto verificatosi il 9 ottobre scorso in occasione di una manifestazione contro l’obbligo del green pass per i lavoratori nel centro di Roma, dove “per l’intero pomeriggio e fino a tarda sera, soggetti appartenenti a Forza Nuova e ad altre organizzazioni di estrema destra hanno tentato di assaltare le istituzioni dando luogo a duri scontri con la polizia, a numerosi episodi di violenza e di vandalismo culminati con il grave danneggiamento della sede della CGIL dove alcuni manifestanti hanno fatto irruzione al piano terra devastando diverse stanze. I leader di Forza Nuova, Roberto Fiore e Giuliano Castellino, erano a capo di quei manifestanti che si sono staccati dal corteo proprio per assaltare la sede della CGIL. Tra gli arrestati gli stessi Roberto Fiore, Giuliano Castellino e Luigi Aronica, un esponente dei Nar. Come dichiarato dalla Ministra dell’interno, Lamorgese, si è trattato di atti di violenza con ‘un’ inquietante carica eversiva’, in cui erano evidenti la matrice neofascista, la premeditazione nella scelta degli obiettivi e l’utilizzo della violenza quale ‘metodo’ di azione politica per realizzare un attacco alla democrazia, alle istituzioni e ai sindacati che della democrazia rappresentano un importante presidio. Si tratta solo dell’ultimo di decine di inquietanti episodi di violenza, verificatisi e intensificatisi negli ultimi anni, riconducibile a partiti e movimenti di estrema destra che si organizzano sui social network per infiltrarsi in manifestazioni organizzate allo scopo di alimentare la tensione sociale e compiere atti di violenza e vandalismo. La gravità delle azioni violente poste in essere da un partito politico come Forza Nuova e da altre organizzazioni di estrema destra è aumentata dall’evidente matrice fascista di tali azioni, troppo spesso derubricate a gesti di pochi e isolati individui violenti, con la volontà di minimizzare in modo colpevole, ambiguo e irresponsabile l’ispirazione di queste organizzazioni politiche all’eredità del ventennio fascista. La XII disposizione transitoria e finale della Costituzione vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. L’articolo 3 della suddetta legge prevede che ‘Qualora con sentenza risulti accertata la riorganizzazione del disciolto partito fascista, il Ministro per l’interno, sentito il Consiglio dei Ministri, ordina lo scioglimento e la confisca dei beni dell’associazione, del movimento o del gruppo. Nei casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo, sempre che ricorra taluna delle ipotesi previste nell’articolo 1, adotta il provvedimento di scioglimento e di confisca dei beni mediante decreto-legge. Sono tre, nel nostro Paese, i casi di movimenti politici sciolti in virtù della cosiddetta legge Scelba: il caso di Ordine Nuovo, sciolto nel 1973, quello di Avanguardia Nazionale, sciolto nel 1976, e quello più recente del Fronte nazionale, sciolto neI 2000, a tutela della legalità democratica e repubblicana sancita dalla Costituzione. È fuor di dubbio che Forza Nuova sia un’organizzazione politica di estrema destra che si ispira al fascismo, come stabilito da una sentenza della Corte di cassazione. Quanto avvenuto il 9 ottobre scorso a Roma rientra chiaramente tra le fattispecie previste dalla legge Scelba”.

INTERVENTI

Valerio MANCINI (Lega): “La violenza è sempre condannabile, ma la mozione viene posta all’attenzione del governo e mi chiedo come l’Assemblea legislativa dell’Umbria possa incidere su questa cosa. Inoltre sono da condannare tutte le dittature, anche quelle comuniste. Mi chiedo le ragioni dell’ammissibilità di questo atto, dire noi se un partito deve essere chiuso. Non sta a noi. Piuttosto condanniamo ogni forma di violenza e prendiamo le distanze da tutte le forme di dittatura”.

Tommaso BORI (PD): “È un tema serio, che non va banalizzato. Il giorno giusto per chiudere Forza Nuova era ieri, va fatto subito, per impedire altri assalti come quello organizzato alla sede di un sindacato con violenza non da esponenti anonimi ma dai capi del movimento, che poi sono stati arrestati. Non ci sono precedenti di un assalto alla sede sindacale, è un atto gravissimo e non siamo i primi, fra le varie istituzioni, che chiedono di intervenire. Umberto Eco nel saggio ‘Il fascismo eterno’ ricostruisce la storia del fascismo e avverte che si può ripetere nella storia, basandosi sui complotti, vedi la questione no vax, e basandosi sulla frustrazione della classe media. Questa è l’unica realtà da combattere, non ve ne sono altre di differente matrice”.

Al termine degli interventi, essendo venuto a mancare il numero legale di presenti in Aula, l’Assemblea ha deciso di rinviare il voto sulla mozione alla prossima seduta.


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