Lanciato un questionario per raccogliere le esperienze delle donne e costruire una città più sicura e inclusiva
(UNWEB) Perugia. I Giovani Democratici di Perugia e il Partito Democratico cittadino hanno ufficializzato oggi, nel corso di una conferenza stampa presso Palazzo dei Priori, l’adesione alla campagna europea “Safe Place for Women”, promossa dal Partito del Socialismo Europeo (PES). Un impegno concreto per costruire una Perugia più sicura, inclusiva e attenta al benessere delle donne.
Presenti alla conferenza stampa: Sara Bistocchi, membro del gruppo di lavoro del PD di Perugia, l’Assessora alle politiche sociali e pari opportunità Costanza Spera, il Capogruppo PD in Consiglio Comunale Lorenzo Ermenegildi Zurlo, la consigliera Francesca Pasquino, il Segretario dei Giovani Democratici di Perugia Simone Emili, Alessandra Fasulo di Giacomo, componente dei Giovani Democratici.
“Con questa adesione – ha dichiarato Lorenzo Ermenegildi Zurlo – ci assumiamo la responsabilità di avviare un percorso concreto che possa migliorare la qualità della vita urbana delle donne. Lo facciamo partendo da proposte chiare: accesso garantito ai servizi per le vittime di violenza, tutela dei figli, tolleranza zero verso la pubblicità sessista, attenzione alla sicurezza negli spazi pubblici e l’introduzione di programmi educativi nelle scuole”.
Elemento centrale della campagna sarà il lancio di un questionario rivolto a tutte le donne, indipendentemente dall’età, per raccogliere percezioni ed esperienze legate all’insicurezza nei luoghi pubblici e nei contesti di socialità.
“Abbiamo bisogno di dati reali per costruire politiche efficaci – ha sottolineato l’ideatrice del questionario Alessandra Fasulo di Giacomo appartenente ai Giovani Democratici –. Vogliamo dare spazio alla voce delle donne, perché solo ascoltando le loro esperienze potremo proporre interventi realmente utili. È un primo passo per permettere alle donne di riappropriarsi dei propri spazi nella città”.
L’Assessora Costanza Spera ha rimarcato l’importanza del metodo scelto per questa iniziativa: “Sottoporre alle donne un questionario significa riconoscere il loro punto di vista come fondamentale. Non basta fare buone politiche: bisogna farle ascoltando chi vive quotidianamente i territori. Il concetto di città sicura per le donne è sinonimo di città viva, accogliente, abitabile da tutte e tutti. Le strade illuminate, le occasioni di socialità, la presenza di cultura e relazioni sono elementi chiave di una comunità che si prende cura. E questa iniziativa si inserisce in una progettualità già avviata dall’amministrazione: dai tavoli di partecipazione inaugurati l’8 marzo al potenziamento dei consultori, passando per la ridefinizione dei servizi con attenzione anche alle dipendenti comunali”.
Anche il Segretario dei Giovani Democratici di Perugia, Simone Emili, ha evidenziato il valore strategico dell’iniziativa:
“Il questionario e l’ordine del giorno depositato rappresentano il nostro modo di intendere la politica: ascolto, partecipazione, proposta. Vogliamo contribuire a una visione della città che includa le esigenze delle giovani generazioni. Costruire politiche intergenerazionali significa anche questo: rendere i giovani protagonisti del cambiamento”.
A chiudere la conferenza è stata Sara Bistocchi, membro del PD di Perugia, che ha sottolineato il legame tra questione di genere e questione generazionale:
“Abbiamo bisogno di luoghi a Perugia che siano davvero sicuri per le donne – ha dichiarato con forza Sara Bistocchi – Donne che vanno al lavoro, a scuola, a fare la spesa, devono potersi muovere liberamente, senza paura. E la sicurezza passa da scelte politiche concrete, anche quelle che sembrano semplici, come l’illuminazione pubblica. Non è una questione solo tecnica o di decoro urbano: è una scelta politica, è un segnale sociale”.
La presidente ha voluto sottolineare anche l’importanza del metodo partecipativo scelto per questa iniziativa:
“Il modo in cui si fanno le cose è importante tanto quanto le cose stesse. Sottoporre un questionario alle donne significa ascoltarle davvero, e riconoscere che ogni esperienza ha valore. Una donna che vive in periferia ha bisogni diversi rispetto a chi vive in centro. E solo includendo queste voci possiamo costruire politiche giuste ed efficaci”.
Bistocchi ha poi rivolto un plauso ai Giovani Democratici per aver preso in carico questa sfida:
“Sono felice che siano proprio loro a portare avanti questa campagna, perché le questioni di genere e quelle generazionali sono strettamente legate. La politica deve dare il buon esempio. Non basta una leadership femminile, serve una leadership femminista. Lo dice spesso anche Elly Schlein: non basta che sia una donna a guidare, serve che quella guida sia orientata a tutelare diritti, bisogni e desideri delle donne. E questa iniziativa va esattamente in quella direzione”.
Infine, ha ricordato come molte battaglie legate ai diritti delle donne, da lei promosse durante il suo mandato da consigliera comunale nella giunta Romizi, siano state spesso respinte o ignorate, ma ha ribadito che:
“Ogni atto che va a migliorare la qualità della vita delle donne è un passo verso una società più civile, più giusta e più equa. Bocciare iniziative di questo tipo è sempre un’occasione persa per tutta la comunità”.
Perugia si prepara così ad avviare un percorso di ascolto e partecipazione, dando alle donne uno strumento per esprimersi e contribuire attivamente alla costruzione di una città più equa, più sicura e più giusta.