Assessore Fabio Barcaioli(UNWEB) – Perugia,  - "Agiremo con tenacia per scongiurare il dimensionamento scolastico imposto dal Ministero, che depaupera il territorio, spezza le comunità e ignora del tutto gli studenti e le studentesse - spiega l'assessore all'Istruzione della Regione Umbria, Fabio Barcaioli - Sulla scia di tutte le azioni già intraprese, oggi abbiamo inviato al ministero dell'Istruzione una richiesta di "modifica in autotutela", primo passo legale del ricorso al Tar, pronto non appena il decreto sarà ufficializzato. L'Umbria non resterà a guardare mentre viene ancora una volta penalizzata. Basta soprusi: difenderemo scuole, studenti e territori con tutte le armi che la legge ci mette a disposizione".

Il decreto interministeriale del 30 giugno 2025 assegna all'Umbria 130 dirigenti per l'anno scolastico 2026/2027, lo stesso numero già stabilito in passato. A tutte le altre regioni è stato riconosciuto un incremento medio dell'1,6%, negato invece all'Umbria, senza alcuna spiegazione. Secondo i conteggi elaborati dagli uffici regionali e allegati alla missiva, anche la nostra regione avrebbe diritto ad almeno due unità in più.

Nei giorni scorsi si è svolto un incontro tecnico con il Ministero, ma nonostante le richieste della Regione non sono stati forniti chiarimenti sui criteri di calcolo adottati. "Il confronto non è stato soddisfacente - osserva Barcaioli - le spiegazioni che attendevamo non sono arrivate. Restano in piedi tutte le criticità, a partire dalla disparità di trattamento che subiamo rispetto ad altre regioni in condizioni analoghe". E ancora: "Questa esclusione è un segnale pericoloso per i nostri territori. Le scuole sono presìdi fondamentali, tengono vive le comunità, sostengono le famiglie e garantiscono ai ragazzi pari opportunità e inclusione".

La Regione ha chiesto al ministero dell'Istruzione una modifica immediata del decreto o, in alternativa, chiarimenti puntuali sui criteri adottati. In mancanza di risposte, si riserva di impugnare l'atto davanti al Tribunale amministrativo. La direzione intrapresa dal Ministero appare ancora più sbagliata alla luce dei ripetuti pronunciamenti dei giudici amministrativi: l'ennesima sentenza del Tar Lazio ha infatti annullato il piano regionale di dimensionamento, confermando l'inadeguatezza dei criteri applicati.

"Anche se a volte sembra di combattere contro i mulini a vento, non ci arrenderemo - conclude Barcaioli - Difendere la scuola significa difendere il futuro dei nostri giovani e dell'intera Umbria".


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