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Politica

Rapporto economico-sociale 2026 di AUR, presidente Proietti: "L'Umbria tiene e accelera su soluzioni strutturali"

Di Redazione Umbria Notizie Web 26 Maggio 2026 – 19:10 3 min di lettura

1 25(UNWEB) – Perugia,  – "Il Rapporto economico-sociale dell'Agenzia Umbria Ricerche ci restituisce un quadro serio e preciso dell'Umbria che stiamo attraversando: una fotografia nella quale dobbiamo saper leggere luci e ombre, i segnali di tenuta economica e sociale ma anche le criticità sulle quali intervenire con soluzioni strutturali". Così la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, intervenendo alla presentazione del Rapporto economico-sociale 2026 di Agenzia Umbria Ricerche, alla presenza della presidente dell'Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, del vicepresidente della Giunta regionale, Tommaso Bori, dell'amministratore unico di AUR, Marco Damiani, e dei rappresentanti del mondo istituzionale, economico e sociale regionale.

Il Rapporto, dal titolo "Umbria in movimento: dinamiche e traiettorie in trasformazione", restituisce l'immagine di una regione attraversata da cambiamenti profondi, con fragilità ma anche con elementi di resilienza. L'economia umbra, pur scontando un divario accumulato negli anni rispetto alla media nazionale, negli ultimi esercizi è tornata a crescere a ritmi prossimi all'1 per cento annuo. Restano centrali i nodi della produttività, dei livelli retributivi, della qualità del lavoro e della capacità di trasformare investimenti, conoscenza e capitale umano in sviluppo stabile.

Tra i dati più significativi figurano la crescita dell'occupazione, arrivata nel 2025 a 377.800 unità, con un aumento dell'1,3 per cento su base annua, e il rafforzamento della partecipazione femminile. Permangono tuttavia divari di genere, criticità salariali, forme contrattuali meno stabili e fenomeni di sovraistruzione. Il Rapporto evidenzia inoltre la necessità di rafforzare il collegamento tra formazione, innovazione e domanda qualificata di lavoro.

"Dobbiamo insistere su una regione Umbria che cammini unita, non divisa tra centri e periferie, ma capace di riconoscersi come regione multicentrica, dove le aree interne non sono un margine ma possono diventare fattori principali di sviluppo" ha sottolineato Proietti. La presidente ha richiamato anche il dato del turismo, che nel 2025 ha raggiunto circa 7,9 milioni di presenze e oltre 3 milioni di arrivi, toccando i livelli più elevati mai registrati in Umbria. "Il turismo ha raggiunto i massimi storici, ma non basta: l'economia dell'Umbria passa anche per manifattura, industria, innovazione e qualità del lavoro. Il fattore ZES può fare la differenza, insieme a semplificazione, riforme e investimenti su welfare, sociale e sanità".

La presidente dell'Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, ha evidenziato il valore della ricerca come strumento indispensabile per orientare le scelte pubbliche. "È importante sapere dove vogliamo andare, ma è altrettanto importante sapere da dove partiamo e dove siamo ora. Vogliamo costruire una società umbra più equa, più giusta, più inclusiva e più accogliente, nella quale nessuno venga lasciato indietro. Per farlo servono informazioni, conoscenza e strumenti di analisi: il patrimonio che Agenzia Umbria Ricerche mette a disposizione delle istituzioni e della comunità regionale".

L'amministratore unico di AUR, Marco Damiani, ha spiegato che il Rapporto 2026 nasce con l'obiettivo di offrire "strumenti di conoscenza preliminari all'azione di governo e alla programmazione politica". Damiani ha ricordato che la pubblicazione è stata anticipata rispetto agli anni precedenti proprio per rendere disponibili i dati in tempo utile per i prossimi passaggi di programmazione regionale. "È un Rapporto che prova a superare la lettura puramente congiunturale e propone un'analisi strutturale di medio-lungo periodo. Un lavoro completo e leggero: completo perché affronta tredici contenuti articolati in tre sezioni, leggero perché prova a rendere accessibile la complessità".

Il documento analizza dinamiche economiche, prospettive socio-culturali e panorami umbri, con approfondimenti su macroeconomia, mercato del lavoro, imprese, export, turismo, demografia, welfare, aree interne, innovazione, università e condizione occupazionale dei laureati. Ne emerge una regione con una base industriale significativa, un sistema universitario dinamico, un turismo in forte crescita e una coesione sociale ancora solida, ma chiamata a rafforzare produttività, innovazione, integrazione socio-sanitaria e qualità dell'occupazione.

"Il valore di questo Rapporto – ha concluso Damiani – sta nella capacità di leggere insieme criticità e punti di forza. L'Umbria produce conoscenza, capitale umano e coesione, ma deve rafforzare la capacità di trasformare queste risorse in valore economico, innovazione, lavoro qualificato e sviluppo".

Nota della Redazione

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