Aggressioni capostazione, FIT CISL e FAST si mobilitano: questa mattina sit in davanti alla Stazione di Ponte San Giovanni
(UNWEB) ll crescente ripetersi di episodi di violenza nei confronti del personale ferroviario ha indotto le principali sigle sindacali a mobilitarsi per contrastarli nella maniera più efficace possibile.
Sotto la lente di ingrandimento sono le aggressioni avvenute nei giorni scorsi avvenute alla stazione di Ponte San Giovanni nei riguardi di tre capostazione e così la FIT CISL Umbria e il FAST Ferrovie hanno organizzato, proprio all'esterno di questa location situata alla periferia perugina, un sit in di protesta, che si è svolto nella massima compostezza e senza creare alcuna turbativa in fatto di ordine pubblico.
Le finalità di questa iniziativa sono state illustrate da Fabio Ciancabilla, segretario regionale FIT CISL Umbria: "Vorrei sottolineare che non passa settimana in cui non ci vengano segnalati episodi di questo tipo, sia nei confronti di autisti, capotreno, capostazione e personale front office assistenza. E' una situazione insostenibile, l'abbiamo segnalata più volte. Abbiamo inoltre fatto proposte all'azienda, soprattutto in riferimento a quanto accaduto in questa stazione, ovvero installare delle porte di sfondamento. Ma fondamentalmente chiediamo, al di là degli interventi strutturali, provvedimenti di carattere politico, cioè l'apertura di un tavolo istituzionale con prefettura, organizzazioni sindacali, azienda e Regione che possa individuare un percorso per accogliere le nostre proposte ed intervenire con risorse economiche per quanto riguarda la competenza regionale di questo fenomeno".
Ecco in cosa consiste questa azione di protesta: "Da domenica a venerdì prossimo stabiliremo un presidio con colleghi di ogni estrazione che rimarranno qui dalle 21 alle 23:30 per mostrare vicinanza alle vittime non solo di Ponte San Giovanni, ma di tutta l'Umbria. Anche i rappresentanti istituzionali possono accorrere per capire le motivazioni della loro preoccupazione riguardo la sicurezza".
Una ferma condanna arriva anche da parte di Christian Mancinelli, segretario provinciale FAST Umbria: "Tutti i giorni i ferrovieri sono sotto stress, pressioni, minacce. In questo modo la serenità necessaria per svolgere un lavoro già pesante di per sé con queste temperature climatiche. Questa è l'ennesima goccia che fa traboccare il vaso che porta ad evidenziare problematiche. Siamo abbandonati dalle forze dell'ordine. Speriamo che venga edificata questa struttura in Umbria; faccio il macchinista e anche i capotreni subiscono questo tipo di azioni e arrivare anche al personale di stazione sarebbe il colmo".
Sulle modalità di contrasto al fenomeno: "Noi viaggiamo da soli con il capotreno e potrebbe servire l'appoggio delle squadre volanti o delle forze dell'ordine o ancora della struttura security che speriamo arrivi in Umbria. Ciò potrebbe far sì che lo stesso capotreno non si senta solo. Siamo arrivati al punto che il personale di stazione sia stato aggredito quindi una certa protezione sarebbe importante".
Per quanto riguarda infine le finalità della manifestazione Mancinelli si accoda a Ciancabilla: "Rappresenta un gesto di solidarietà perché ogni giorno abbiamo queste problematiche. Speriamo che sia l'opinione pubblica, la Regione e la Questura prendano atto del fatto che serve un supporto al personale che lavora. Ne vale la loro serenità e tranquillità".
Enrico Fanelli - Umbria Notizie Web
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