Salvatore Burrai in pillole. Perugia tappa importante per la mia carriera. Vincere qui avrebbe un altro sapore.
Salvatore Burrai in pillole. Perugia tappa importante per la mia carriera. Vincere qui avrebbe un altro sapore.
A Perugia per sposare un progetto affascinante
Non ho avuto nessuna difficoltà a scendere in serie C. La mia scelta è stata facilitata dalla voglia di fare bene che ho visto nella società, nel presidente e nel direttore. Sono orgoglioso di essere a Perugia, in una piazza cosi importante. Dopo cinque anni che giocavo a Pordenone, ho parlato con mi sta vicino e ho deciso di venire qui per sposare un progetto bello e affascinante. Se il mister mi ha voluto e la società mi ha fatto un contratto triennale, cosa non da tutti i giorni, vuol dire che c’è stima nei miei confronti e questo mi ha convinto a venire.
Perugia tappa tra le più importanti della mia carriera.
Perugia, per la sua tradizione e importanza nel calcio italiano, è una delle due tappe più importanti della mia carriera. Spero di vincere qui, perché fare bene a Perugia ha un peso e un sapore particolare.
Una retrocessione inattesa
In passato non ci sono state vere possibilità di venire a Perugia, solo qualche abboccamento che però non si è mai trasformato in nulla di concreto. La partita contro il Perugia della stagione scorsa non l’ho giocata, comunque non avrei mai pensato che una squadra è una rosa come quella potessero retrocedere: è stato un esito del tutto inatteso.
Mister Caserta lo conosco
Con mister Caserta ho giocato insieme alla Juve Stabia, con lui avevo un bel rapporto. Mi era capitato già a Pordenone di avere come allenatore un mio ex compagno, Tonucci. È un’esperienza molto positiva.
Palla a terra, ma grinta e intensità.
Come caratteristica ho quella che mi piace giocare a calcio palla a terra, ma non disgiunta dalla voglia di lottare, battagliare, come è accaduto con il Pordenone negli ultimi anni, dove la squadra aveva una marcata propensione alla grinta, all’intensità e alla riconquista della palla.
Allenatori in campo e compattezza del gruppo
Io dovrò essere una specie di allenatore in campo? Si io sono uno che parla con i compagni durante il gioco, ma ci vogliono più giocatori che aiutano il mister in mezzo al campo. Solo così si possono fare prestazioni importanti e creare il gruppo che serve, specie in questa serie C che è un campionato di lotta e battaglia. Occorre restare umili e compatti, rispettare i compagni, la società e gli avversari. E dimostrare che si gioca per la maglia e per la città.
Perugia squadra da battere
Vengo da anni in cui ho vinto molto e personalmente mi aspetto una grande stagione. E anche il Perugia sarà la squadra da battere in serie C, per cui sarà importante lavorare sodo e in silenzio, con umiltà, cercando di portare dalla nostra parte le situazioni e i punti,,partita per partita.
Daniele Orlandi - Agenzia Stampa Italia
Umbria Notizie Web precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Il giornale è a disposizione degli interessati per pubblicare comunicati o repliche. Invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati e a consultare più fonti.
