fisu3(UNWEB) Perugia. Il Forum italiano per la sicurezza urbana (Fisu), associazione di oltre 50 città, unioni di comuni e Regioni, ha celebrato i 25 anni dalla sua fondazione con il convegno “Polarizzazione sociale e sicurezza urbana” presso la Sala Notari del Palazzo dei Priori a Perugia, in collaborazione con Università degli studi, Comune di Perugia e Regione Umbria e alla presenza di numerosi esponenti delle forze dell’ordine e della polizia locale.

A spiegare il significato della giornata, il coordinatore nazionale Fisu, Gian Guido Nobili: “Quest’anno celebriamo un importante traguardo della sezione nazionale del Forum europeo a sua volta nato nel 1987 sotto l’egida del Consiglio d’Europa. Il Fisu è la sola realtà che mette insieme città e Regioni per creare una rete a sostegno delle politiche di prevenzione della criminalità e del disordine urbano. Abbiamo scelto la città di Perugia perché si tratta di un partner storico e, soprattutto, perché ha saputo sviluppare una grande capacità di fare rete con la Regione e l’università per dare vita a politiche si sicurezza coerenti”.
L’amministrazione comunale, attraverso l’assessorato alla sicurezza, ha portato i suoi saluti ricordando l’assemblea generale Fisu del mattino, momento che ha confermato l’esistenza di buone sinergie e la volontà di un confronto costante fra enti di diversi territori, tutti elementi considerati necessari per fornire risposte sempre migliori soprattutto sul fronte della prevenzione.
Il presidente Fisu ha ricordato che gli amministratori non vogliono in alcun modo sostituirsi alle forze dell’ordine, ma offrire il loro contributo nella progettazione delle città, nel leggere i mutamenti della società e nel far partecipare i cittadini. Un pensiero in linea con quello espresso dal prefetto di Perugia, Armando Gradone, secondo il quale “ormai sappiamo che è impossibile parlare di ordine e sicurezza pubblica senza sentire la voce del territorio attraverso i suoi organi di rappresentanza, quindi anche con il coinvolgimento diretto e continuo dei sindaci”.
Partendo dal volume “Polarizzazione sociale e sicurezza urbana. Una ricerca in Umbria”, curato dal professore Stefano Anastasia per Carocci editore (2021) e realizzato nell’ambito del progetto Bridge, finanziato dalla Commissione europea e promosso dal Forum Europeo per la sicurezza urbana insieme a Regione Umbria e ad altri partner nazionali e transnazionali, si è quindi svolto un confronto tra esperti sulle dinamiche che caratterizzano la nostra società, il valore e l’importanza della sicurezza integrata, la co-produzione di sicurezza. Sotto la lente, i processi di polarizzazione che stanno interessando le democrazie pluralistiche e che, radicalizzando la conflittualità tra gruppi sociali, possono metterle in pericolo. Secondo il Fisu, appare ragionevole, per mitigare il rischio di fratture sociali, ma anche allo scopo di ridurre il divario tra classe politica e cittadini, rafforzare il dialogo e promuovere politiche inclusive, lavorare sulla co-produzione di sicurezza, sull’integrazione di competenze tra i diversi soggetti istituzionali.
Ad animare il dibattito, con la moderazione di Nobili, sono stati Anastasia e Maria Caterina Federici dell’Università di Perugia, Giovanni Moro dell’Università La Sapienza di Roma, Carlo Alberto Romano dell’Università di Brescia.
“Siamo partiti dal concetto di pensiero a somma zero – ha spiegato il professore Anastasia parlando della ricerca – che tende a bloccarci nella situazione in cui siamo perché vede solo la possibilità di conservare risorse per sé, la propria rete familiare e il proprio gruppo evitando sottrazioni”. La ricerca, che si è avvalsa della somministrazione di 254 questionari, ha preso in considerazione quattro possibili forme di polarizzazione sociale, con un particolare focus sul tema dei migranti. Il libro mette anche a confronto sul piano nazionale e umbro l’andamento dei principali reati con la percezione di in/sicurezza della cittadinanza rilevata con diverse metodologie. Ne emerge un quadro dove le preoccupazioni dei cittadini non sembrano rispecchiare i dati oggettivi rilevati e appaiono invece più legate a temi e problemi trattati dai media.

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