ara16(UNWEB) Perugia. Si sono svolte nel corso della mattinata del 4 novembre a Perugia le tradizionali celebrazioni ufficiali per la Giornata delle Forze Armate e Festa dell’Unità Nazionale.

Alla solenne cerimonia presso l’Ara Pacis di via Masi hanno partecipato il prefetto di Perugia Armando Gradone, il questore Giuseppe Bellassai, l’on. Emma Pavanelli e, per il Comune di Perugia il sindaco Andrea Romizi, l’assessore alla sicurezza Luca Merli, la vice presidente del Consiglio Roberta Ricci, la consigliera Maria Cristina Morbello, la comandante della polizia locale Nicoletta Caponi. In rappresentanza della Regione Umbria sono intervenuti il presidente dell’Assemblea Legislativa Marco Squarta e l’assessore Michele Fioroni, mentre per la Provincia di Perugia la presidente Stefania Proietti. Presenti rappresentanze delle forze armate e delle forze dell’ordine, le associazioni combattentistiche e d’arme e gli studenti di alcune scuole perugine.

La cerimonia ha preso il via con l’ingresso dei gonfaloni della Regione Umbria, della Provincia di Perugia e del Comune di Perugia, a cui è seguito il picchetto d’onore interforze al Prefetto in qualità di rappresentante del Governo. Dopo l’alzabandiera sulle note dell’inno d’Italia è stata data lettura ai messaggi pervenuti per l’occasione dal Presidente della Repubblica e dal Ministro della Difesa.

In quello del presidente Sergio Mattarella si sottolinea che “celebriamo oggi il Giorno dell’Unità Nazionale e, in questa giornata, rendiamo onore alle Forze Armate che, con la loro dedizione e il loro contributo, hanno consentito all’Italia di divenire uno Stato unito, libero e democratico. Il 4 novembre ci richiama, con rinnovata commozione, le tante vite spezzate durante gli aspri combattimenti della Prima Guerra Mondiale, un conflitto che lacerò e devastò l’Europa intera. Fu una grande prova per i tanti che, provenienti da ogni angolo del Paese, affratellati sotto il Tricolore, con coraggio ed eroismo portarono a compimento il sogno risorgimentale, ricongiungendo Trento e Trieste alla Nazione. Alle donne e agli uomini in armi, sono affidate, ancora oggi, la nostra sicurezza, la salvaguardia delle nostre istituzioni, della pace, della libertà, operando, su mandato del Parlamento e del Governo, anche in terre lontane dilaniate da terribili conflitti per recare, sotto le bandiere della Comunità internazionale, stabilità e rispetto dei diritti umani. La pace è un valore da coltivare e preservare e, più che mai, l’odierna aggressione scatenata dalla Federazione Russa contro l’Ucraina, ci chiama alla responsabilità di testimoniare concretamente le nostre convinzioni, sottolineando la necessità di presidiare, con i nostri alleati, i principi su cui si fonda la cooperazione internazionale. Soldati, marinai, avieri, carabinieri, finanzieri e personale civile della difesa, la Repubblica vi è grata per la vostra abnegazione e per l’impegno profuso. Un particolare pensiero va a quanti sono impegnati all’estero, dall’Europa all’Africa centrale e settentrionale, dall’Asia al Medio Oriente e nel Mar Mediterraneo, e a quanti operano sul territorio nazionale, in concorso con le forze di polizia. Con questi sentimenti rivolgo a voi tutti e alle vostre famiglie un caloroso saluto. Viva le Forze armate, viva l’Italia!».

Nel suo messaggio il ministro della Difesa On. Guido Crosetto si è rivolto a “donne e uomini della Difesa” è per me una particolare emozione – ha detto -rivolgermi a Voi in questa data, in cui l’Unità Nazionale e le Forze Armate hanno modo di essere onorate nel medesimo giorno. La scelta repubblicana di celebrare il Giorno dell’Unità Nazionale assieme alla Giornata delle Forze Armate rappresenta il legame indissolubile tra le Forze Armate e il percorso unitario abbracciato dal nostro popolo che, forte della propria identità culturale, maturò infine un’idea politica esplicita, coronata con il Risorgimento, dove il desiderio di riunire la Nazione in uno Stato sovrano poté realizzarsi anche e soprattutto grazie al sacrificio e alla dedizione dei cittadini in armi. Le Forze Armate furono protagoniste di quell’eroico percorso portato a compimento con la vittoria del 4 novembre, così come lo sono oggi, in continuità con quegli ideali, ma fortificati dai valori della Costituzione repubblicana, a costante presidio della nostra sovranità, della nostra sicurezza e della nostra libertà. Le nazioni sono infatti comunità che richiedono, da un lato, la cura dei principi che uniscono, della storia che accomuna, e dall’altro la volontà quotidiana di ribadire quel patto di unità, di mutua solidarietà. Le Forze Armate italiane sono, senza alcun dubbio, un attore importante di entrambe queste dimensioni. E anche da questo dipende, io credo, l’affetto che gli italiani Vi riservano. Non è tutto: il 4 Novembre è una ricorrenza che celebra la fine di un conflitto, e dunque la pace. Anche in questo ambito il ruolo delle Forze Armate è di primaria importanza: sulla Vostra efficienza e capacità di deterrenza si fonda, infatti, un avvenire di concordia. Occorre ricordarlo, soprattutto in un contesto internazionale caratterizzato da minacce irresponsabili e continuative alla pace tra le nazioni; come ad esempio la drammatica e illegittima aggressione all’Ucraina, cui stiamo cercando, come Paese e al fianco dei nostri Alleati, di rispondere, con ogni sforzo, per giungere a una cessazione del conflitto che tuteli i diritti inderogabili dell’aggredito. La libertà non è, infatti, un bene voluttuario, cui si possa rinunciare. È l’aspirazione dei popoli, di tutti i popoli, è sancita dalla dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite ed è inoltre elemento costitutivo della nostra identità occidentale. Desidero rivolgere un pensiero commosso ai militari italiani Caduti per la Patria, in ogni luogo ed in ogni tempo, ed esprimere la mia gratitudine a chi, ogni giorno, impegna le proprie energie per onorare la loro memoria e difendere i principi in cui crediamo. Grazie quindi a Voi, custodi silenziosi e attenti della nostra libertà. Viva la Difesa! Viva l’Italia!”.


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