IMG 1597La decisione dopo gli incontri con i rappresentanti di Regione e Prefettura. Appelli al Governo di rivedere il percorso di riorganizzazione istituzionale
(ASI) Perugia- Solidarietà e vicinanza ai dipendenti della Provincia che in queste ore stanno vivendo la drammatica situazione di un presente costellato di incertezze riguardo al loro posto di lavoro e forte preoccupazione per la sostenibilità economica di servizi essenziali quali la manutenzione di strade, scuole e ambiente, è stata espressa dal presidente della Provincia di Perugia, Nando Mismetti nel corso del sit-in del personale che prima ha occupato la sala del Consiglio provinciale e poi si è mobilitato verso i palazzi della Regione e della Prefettura.

"Se in queste ore il Parlamento non metterà in atto interventi legislativi che definiscano in maniera chiara funzioni e coperture finanziarie – ha dichiarato Mismetti – salterà l'intero sistema, in quanto avrà conseguenze di estrema gravità anche su Regione e Comuni". Da qui l'appello di Mismetti al Parlamento che con il voto di fiducia posto dal Governo, proprio in queste ore sta per approvare la Legge di Stabilità. "Assicurate funzioni e coperture economiche – ha detto ancora il Presidente – la legge 56 potrebbe invece diventare una risorsa per la collettività in quanto le alte professionalità della Provincia potranno essere poste a servizio dei Comuni. Dal canto nostro abbiamo già iniziato con interessanti risultati a mettere a disposizione dei Comuni, soprattutto dei medio piccoli, il nostro ufficio stampa, la stazione appaltante e la Polizia provinciale. Un'esperienza che si sta rivelando molto positiva e che può essere replicata in ogni altro ambito di competenza dei Comuni. Non mi stancherò mai di dire che la Provincia di Perugia ha un patrimonio di risorse umane difficilmente riscontrabile in altre realtà e che va difeso. Un patrimonio della collettività sul quale le scelte che il Governo nazionale metterà in campo potranno fare la differenza tra il miglioramento dei servizi al cittadino o il loro drammatico collasso". "Una situazione che avrà conseguenze enormi – è il parere della Rsu della Provincia -. A pagare saranno solo i lavoratori e i cittadini. Infatti questo Governo ha deciso di mandare a casa i lavoratori delle Province e di tagliare i servizi. Da queste decisioni sono infatti compromessi il riscaldamento, i servizi telefonici e la manutenzione degli edifici scolastici con conseguenze dirette anche sulla sicurezza della stesse. E' compromessa inoltre la manutenzione della viabilità provinciale e regionale, i servizi di vigilanza e di emergenza con conseguenze sulla sicurezza stradale. E' compromessa la manutenzione dei corsi d'acqua e la vigilanza ambientale, così come l'attività dei centri dell'impiego. Sono messi a rischio il controllo e la gestione del territorio che nella nostra regione è ad alto rischio idraulico, sismico e con un importante dissesto idrogeologico". Questa la posizione dei lavoratori che proseguiranno le azioni di lotta per la difesa dei loro posti di lavoro e dei servizi. Durante l'incontro in Regione, la presidente Catiuscia Marini ha informato i presenti sullo stato dell'arte della difficile situazione che stanno vivendo in attesa di vedere nero su bianco il testo del maxiemendamento in discussione in queste ore cruciali in Parlamento. "Una cosa è certa – ha detto la Marini –: il riordino non si può gestire in una settimana, ma occorre un tempo congruo che permetta di gestire al meglio questa fase, tenendo conto dei meriti e delle professionalità. Il tutto non coinvolge solamente i dipendenti della Provincia, ma deve tenere conto degli altri enti per avere un riassetto generale. Anche la Regione - ha continuato – deve confrontarsi con i tagli che si preannunciano di 4 miliardi. Ed è grazie al lavoro che stiamo svolgendo che molte situazioni difficili sotto il profilo finanziario si sono per il momento risolte. Pensiamo a molti Comuni che rischiavano il dissesto senza un nostro aiuto o al trasporto pubblico locale che può essere conservato grazie alle politiche di sostegno". Anche sul piano del turn over la Marini è stata molto chiara. "Negli ultimi anni in Regione non è stata assunta nemmeno una unità e da qui ai prossimi anni lo stesso dovrà avvenire anche nelle altre amministrazioni. Ci aspettiamo che si liberino dei posti per l'applicazione della pre Fornero in modo da liberare 400/500 unità". La governatrice è stata poi molto critica sull'impalcatura della Delrio, "ma essendo legge dobbiamo rispettarla e non possiamo fare finta che non vi sia. È tuttavia sbagliato pensare che tutto deve ricadere sulle Regioni perché da sole non ce la possono materialmente fare, occorre l'aiuto del Governo nazionale". Una delegazione dei dipendenti della Provincia è quindi stata ricevuta dal Capo di Gabinetto della Prefettura di Perugia Salvatore Grillo che non ha nascosto preoccupazione per le ripercussioni che tale situazione potrà avere sul "Piano neve o ghiaccio", visto il periodo invernale. "Mi auguro che intervengano modifiche a quanto sembra delinearsi – ha aggiunto -. Mi auguro che si arrivi in tempi rapidi ad un punto di mediazione con il Governo sul quale, sono certo, gli organi competenti sono già a lavoro". Rsu e organizzazioni sindacali hanno assunto la decisione di occupare in maniera permanente la sala del Consiglio provinciale. "Una protesta – fanno presente - che sta coinvolgendo tutte le Province italiane e che proseguirà fino a quando non si avranno quei chiarimenti indispensabili per affrontare il futuro con serenità".


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