Lisistrata ph Serena SerraniMercoledì 4 marzo ore 21 – Politeama Clarici

Lisistrata è una delle più celebri commedie dell’antichità ma sorprendentemente attuale per la sua forza satirica e il suo importante messaggio: "Donne di tutto il mondo, unitevi!"

 

(UNWEB) La Stagione teatrale 25/26 di Foligno prosegue mercoledì 4 marzo alle 21 al Politeama Clarici con Lisistrata di Aristofane, interpretata da Lella Costa. Con lei sul palco gli attori Marco Brinzi, Francesco Migliaccio, Stefano Orlandi, Pilar Perez Aspa, Giorgia Senesi, Irene Serini. L'adattamento del testo è a cura di Emanuele Aldrovandi e Serena Sinigaglia, la regia è di Serena Sinigaglia; una produzione INDA e Teatro Carcano.

Lisistrata si regge su un presupposto terribilmente serio e grave, qualcosa che affligge l'umanità da sempre e che pare essere da sempre inarrestabile: la guerra. Lisistrata stessa sembra scritta come un’eroina della tragedia. Altro che commedia. Un Atene dove non ci sono più uomini, perché tutti al fronte. Un mondo che si sta sgretolando e intanto politici e tecnocrati di Atene e di Sparta che non sanno, non possono, non vogliono risolvere la situazione. Ci ricorda qualcosa? La grande commedia è sempre una provocazione, scandalo che scuote le coscienze. È l'assurdo che si fa segno di ribellione, di visioni altre, magari poco probabili ma forse possibili. Lo sciopero del sesso da parte delle donne può essere una soluzione per fermare la guerra? Per rilanciare la vita e l'amore? Oggi più di ieri questa esilarante e perfetta commedia ci parla. Il suo antico richiamo risuona potente: "Donne di tutto il mondo, unitevi! Perché non ci provate? Magari è la volta buona che ci riuscite!"

Dalle note di regia – “Lisistrata è la commedia classica che più di ogni altra leva la sua voce contro la guerra, mostrandone il lato folle, assurdo, ridicolo (se solo non fosse tutto così dannatamente vero, nonché attuale). Aristofane lega l'esistenza stessa della guerra al mal governo. Un buon governo non fà la guerra. Punto. La metafora di un telaio dove i fili sono tutti ingarbugliati e annodati invece di essere distesi e pronti per la tessitura racchiude la visione politica di Lisistrata e denuncia l'incapacità e le gravissime responsabilità di coloro che gestiscono il potere. Ma non è tutto. Aristofane lega l'istinto naturale bellicoso dell'uomo all'istinto sessuale. L'intuizione è geniale quanto disarmante, ricorda slogan del secolo scorso: "Fate l'amore, non fate la guerra". (…) Lisistrata ci appare quasi come una figura "tragica", capace di ispirare e condurre un popolo verso la ragione e la dialettica. "Colei che scioglie gli eserciti" si arma semplicemente di buon senso, mostrando quanto siamo patetici nella nostra foga di possedere e distruggere. Quanto alla forma, per me è irrinunciabile il coro. Penso che se risolvi il coro nelle tragedie e nelle commedie attiche, hai risolto lo spettacolo. Il coro è l'elemento che caratterizza e distingue quelle scritture da tutte le successive, l'irrinunciabile elemento politico. E noi, donne e uomini contemporanei, sembriamo aver smarrito quel senso di coralità che sta alla base di una società civile e soprattutto del principio democratico. Dunque, al coro non voglio e non posso rinunciare. (…) Con Emanuele Aldrovandi abbiamo lavorato all'adattamento del testo, alternando momenti di narrazione pura a momenti dove l'azione prende il sopravvento. In assoluto rispetto del testo originale, limitandoci a integrarlo di qualche cenno storico e partendo da una nuova premessa. Abbiamo immaginato che, dal giorno glorioso della presa dell'Acropoli e della pace ottenuta, Lisistrata avesse deciso e proposto di celebrare quell'impresa straordinaria e di tornare a raccontarla finché la guerra non fosse totalmente scomparsa dal mondo. Un atto di militanza, una liturgia di pace. Sono passati 2500 anni. E siamo ancora qui, circondati da guerre e da violenze di ogni genere. La voce di Lisistrata deve dunque continuare a emergere dal frastuono delle armi e di politici inetti, portando in primo piano il luminoso faro del rispetto e dell'amore tra gli uomini.”

 

Info e biglietti

Botteghino Telefonico Regionale del TSU 075 57542222, tutti i giorni feriali dalle 17 alle 20; è possibile prenotare dopo l'ultima recita dello spettacolo precedente.

Botteghino Politeama Clarici via Garibaldi, 147 Tel. 0742 352232 dal martedì al sabato dalle 17.30 

La vendita online è disponibile sul sito www.teatrostabile.umbria.it

 


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