presentazione Umbria jazz 2026 PH Roberto Cifareli 260504 4923 Ph Roberto CifarelliUMBRIA JAZZ 26, PROGRAMMA STELLARE E UN OCCHIO ALLA STORIA: 100 ANNI FA NASCEVANO DARIO FO (SUO IL MANIFESTO), MILES DAVIS E JOHN COLTRANE

11 giorni di festival

13 giorni di Clinics della Berklee School of Music con oltre 200 iscritti e 11 docenti del prestigioso college bostoniano.

275 Eventi di cui più della metà gratuiti

Circa 400 Ore di musica

Più di 80 Band con oltre 500 musicisti e 15 stage

Oltre 1500 addetti ai lavori.

Sono numeri importanti che restituiscono con immediatezza le dimensioni di uno dei più grandi festival italiani ed europei, al tempo stesso fenomeno culturale e turistico. Sono attesi oltre quarantamila spettatori paganti e altre decine di migliaia al giorno per i concerti gratuiti o semplicemente per respirare l’aria di un evento che conserva intatto il suo appeal. Anzi, Umbria Jazz continua ancora a crescere, a dispetto dei 53 anni di vita.

Quello che i numeri non dicono è la qualità della musica, che in questa edizione tocca uno dei suoi picchi più alti con il suo mix di star del rock e della canzone, di tradizione e avanguardia, di artisti famosi e giovani emergenti, di artisti di culto da ascoltare in religioso silenzio e scatenati intrattenitori con cui ballare e divertirsi. E naturalmente di jazz, perché, al di là delle divagazioni trai i generi, resta sempre e comunque il jazz il cuore e la storia di Umbria Jazz. La sua identità culturale è quella di una manifestazione inclusiva in cui tutti possono trovare la “loro” musica, o magari scoprirla tale tra le pieghe del programma. È anche questo il motivo per cui più della metà degli oltre 270 eventi sono gratuiti, il che inevitabilmente rimanda con la memoria agli albori del festival, negli anni 70’, quando Umbria Jazz con i suoi concerti/raduni nelle più belle piazze dell’Umbria ruppe tutti gli schemi della fruizione della musica e divenne un caso mondiale. A prescindere dal fatto che la musica sia a pagamento o gratuita, il filo rosso che lega tutte le proposte del programma, alcune in esclusiva italiana, è la qualità. Umbria Jazz cerca sempre di prendere il meglio del mercato della musica, e anche nelle scelte più “popolari” si pone l’obiettivo di fare cultura.

La formula, definita e consolidata con i successi di molte stagioni, non cambia: musica a tutte le ore nel centro storico, con i quattordici palchi all’aperto e al chiuso, vuol dire creare per dieci giorni (più l’anteprima) un villaggio globale in cui tutti possono ritagliarsi il proprio approccio ai generi musicali preferiti.

È proprio a partire dalle location che si delinea la proposta artistica del festival.

L’Arena Santa Giuliana è il main stage, e ospita i concerti in prima serata di maggiore richiamo di pubblico.

Il teatro Morlacchi è lo spazio dedicato al jazz, il paradiso dei puristi.

La Sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria è il prezioso contenitore delle proposte più raccolte, di stampo quasi cameristico.

Gli spettacoli gratuiti in Pazza IV novembre e nei Giardini Carducci sono quelli con i generi più popolari, ma sono anche il legame con l’Umbria Jazz delle origini, itinerante e gratuita.

La Terrazza del Mercato Coperto con la sua spettacolare vista sulla Perugia storica e’ dedicata allo Swing tricolore, il jazz tradizionale declinato all’italiana fin dai tempi della radio, che coniuga freschezza e ironia.

Seguire il filo dei concerti attraverso il centro storico di Perugia significa anche percorrere un affascinante itinerario turistico tra piazze, musei, monumenti civili e religiosi, teatri, strade regali che si aprono a panorami mozzafiato, e vicoli affollati da gente a ogni ora del giorno e della notte. Il binomio cultura/turismo è da sempre la chiave di volta di un fenomeno che poggia proprio sul mix del fascino della musica e la bellezza della città. È da qui che nasce l’alchimia di un festival con una immagine fortissima, praticamente unica nel suo genere.

Umbria Jazz richiede ogni anno un grande sforzo organizzativo. Il numero di chi lavora nei dieci giorni del festival, a vario titolo, rende abbastanza bene le dimensioni di questo sforzo. Sono più di 1500 tra tecnici, facchini, autisti, biglietteria, personale di sala, uffici, produzione, Clinics, catering, medici e Croce Rossa, Vigli del fuoco, merchandising, volontari della protezione civile, sicurezza, allestimenti, guardie giurate, addetti a media e radio, UJ4KIDS. Più l’indotto dei fornitori e non contando forze dell’ordine, addetti all’igiene urbana, Enel, agenzie di servizi etc.

È un aspetto certamente non secondario per rendere l’esperienza del festival la più confortevole possibile. Anno dopo anno si affinano “dettagli”, che però tali non sono perché fanno di un concerto, e più in generale della fruizione della manifestazione, un piacevole soggiorno.

IL CENTENARIO DI MILES E TRANE

Il 1926 è stato un anno importante perché ha visto la nascita di Miles Davis (6 maggio, Alton, Illinois) e John Coltrane (23 settembre, Hamlet, North Carolina). A cento anni di distanza è incalcolabile l’influenza che questi due artisti hanno avuto sulla musica del Novecento, e non solo del jazz.

La celebrazione di questo anniversario è ben presente nel cartellone di Umbria Jazz. TERENCE BLANCHARD/RAVI COLTRANE - “Miles Davis and John Coltrane Centennial” è il tema della band condotta dal trombettista di New Orleans e dal figlio di Coltrane, Ravi, anche lui sassofonista. KIND OF MILES è il lavoro teatrale di musica e racconti portato in scena per due date da Paolo Fresu. “Coltrane Centenary" è la dedica di THE HOUSE QUINTET (PIERO ODORICI, DANIELE SCANNAPIECO) che conclude ogni giorno (meglio, ogni notte) il programma del festival.

“JAMES P. JOHNSON and JOHN COLTRANE” è il tema del progetto piano solo di Ethan Iverson nella Galleria Nazionale dell’Umbria.

THE HOUSE QUINTET “COLTRANE CENTENARY"

Una antica consuetudine di Umbria Jazz è la jam session ‘Round Midnight come conclusione in bellezza di una giornata di musica. Si comincia dopo la mezzanotte e si va avanti finché c’è voglia di suonare. Il suo cuore è una “resident band”, un quintetto ormai rodato da qualche stagione, sia a Perugia che a Orvieto, al quale tutti i musicisti possono unirsi. La guidano Piero Odorici e Daniele Scannapieco, due sassofonisti di ispirazione bop che sono da tempo tra i migliori esponenti del jazz italiano e molto stimati a livello internazionale. Con loro suonano Art Hirahara al pianoforte, Aldo Zunino al contrabbasso e Joe Santoro alla batteria.

JAZZ FOOD & WINE

Musica e cucina hanno trovato in Umbria Jazz una felice coesistenza. Sono diversi gli spazi, all’aperto e al chiuso, dove è possibile mangiare e ascoltare buona musica. I grandi spazi all’aperto sono l’arena Santa Giuliana, prima dell’inizio dei concerti, dove è in funzione un ristorante e degli stand gastronomici take away; i giardini Carducci e la Terrazza del Mercato Coperto.

I locali al chiuso sono: La Bottega del vino, enoteca nel cuore dell'acropoli, dove si può pranzare e prendere l'aperitivo.

Nei due weekend, solo a pranzo, musica e jazz lunch alla Taverna, ristorante da sempre frequentato anche dagli artisti.

Aperitivo con musica tutti i giorni, ore 18:30, all’Hotel Priori Secret Garden.

Aperitivo e sushi umbro alle 18:30 e poi cena alla Rosetta Hotel Perugia (ore 20:30 e 22)

COLLEGE BAND A UMBRIA JAZZ

Come accade da anni sul palco di Umbria Jazz salgono big band di istituzioni scolastiche di vario grado, dai college universitari agli istituti superiori. Americani ma non solo; quest’anno, anche italiane e olandesi.

È una sezione importante della musica in piazza, non solo per il messaggio che veicolano ma anche e soprattutto perché queste orchestre suonano, in una dimensione di dilettantismo colto, buona musica e perché spesso nelle loro sezioni crescono i jazzman professionisti di domani. Queste le orchestre dell’edizione 2026:

·     Orchestra Giovanile Regionale Umbria, Italia;

·     Drake University Jazz, Des Moines, Iowa

·     Appalachian State University Jazz, Boone, North Carolina;

·     Philadelphia Jazz Orchestra, Philadelphia, Pennsylvania;

·     Jazzschool Advanced Workshop, Berkley California;

·     Utrecht Student Jazz Band, Utrech, Paesi Bassi;

·     Dekoor Close Harmony, Utrecht, Paesi Bassi.

ALLA SCOPERTA DI NUOVI TALENTI GRAZIE A CONAD

L'attenzione che Umbria Jazz rivolge ai giovani è testimoniata anche dal CONAD JAZZ CONTEST, riservato alle band emergenti e giunto con crescente successo alla tredicesima edizione.

Con la speranza di scoprire e la voglia di supportare il jazz di domani.

In tre pomeriggi ai giardini Carducci si esibiranno le dieci band finaliste, nove selezionate da una giuria tecnica ed una direttamente dal pubblico in rete. I partecipanti al concorso dovranno avere una età tra 18 e 28 anni. A esibizioni concluse, una giuria artistica presieduta da Stefano Bragatto, direttore di Radio Monte Carlo, e composta da musicisti ed esperti, si esprimerà per individuare i vincitori, che avranno un premio in denaro e una serie di supporti nella fase iniziale della carriera. Al primo classificato andrà un assegno di 5.000 euro, un tour tra l’estate 2026 e l’estate 2027 con esibizioni live su altri palchi prestigiosi del jazz in tutta la penisola. Dall’edizione 2025 è in vigore un accordo con Universal Music Italia per la distribuzione in digitale dell’EP (extended play) del vincitore assoluto su tutte le piattaforme di musica in streaming.

STUDIARE JAZZ A PERUGIA CON IL BERKLEE COLLEGE OF MUSIC DI BOSTON: È IL QUARANTUNESIMO ANNO

Parallelamente al festival si svolgono le Clinics del Berklee College of Music di Boston dal 30 giugno al 12 luglio presso la sede della scuola San Paolo di Viale Roma. I corsi offrono agli iscritti, oltre duecento che vengono a Perugia da tutto il mondo, la possibilità di perfezionarsi con un metodo didattico tra i più prestigiosi al mondo. Viene concentrato in 12 giorni un fitto programma, completo di sessioni teoriche e pratiche, rivolto a giovani musicisti e stilato dai docenti di una istituzione leader mondiale nella formazione musicale. Innumerevoli sono i grandi artisti passati all’inizio della carriera per le sue aule. Anche molti musicisti italiani che ora suonano da celebrati professionisti sui palchi di Umbria Jazz hanno frequentato anni fa i corsi del College bostoniano.

La presenza degli studenti (le iscrizioni sono tuttora in corso) contribuisce anche a creare quella atmosfera di villaggio della musica che è così caratteristica del centro storico durante Umbria Jazz.

Ancora prima che inizino i concerti Perugia comincia infatti a respirare l’aria del festival. Il segnale lo danno i ragazzi che di prima mattina con i loro strumenti in spalla vanno a scuola alle Clinics del Berklee.

Il College offre ai migliori allievi borse di studio per perfezionarsi nella sede di Boston.

Nell'ambito della rinnovata sponsorship, UniCredit sostiene in concreto il percorso di crescita di tre giovani musicisti, accompagnandoli in questa straordinaria esperienza formativa. Novità di quest’anno è il progetto “The Jazz Bridge @glance”; alcuni tra i migliori studenti delle Clinics si esibiranno al “Lugano Piano” dal 21 al 23 agosto. Il progetto "Umbria Jazz Next Gen" offre così la possibilità di uno sbocco  professionale concreto ai talenti selezionati durante i corsi di Perugia.

JAZZ IN CONSERVATORIO

Non solo le Clinics del Berklee. Umbria Jazz apre il suo programma al Conservatorio Francesco Morlacchi per promuovere il jazz ai più alti livelli di educazione musicale. In questo contesto si svolgeranno tre concerti pomeridiani di band formate da alunni e docenti dei corsi di jazz (ma anche di musica classica) della prestigiosa istituzione perugina.

Sede dei concerti, 6-8 luglio, è l'Auditorium del Conservatorio.

UJ4KIDS: LA MUSICA PER GIOCARE E PER CRESCERE

UJ4KIDS è una riuscita sintesi di gioco, cultura, creatività, socialità per bambini e ragazzi (e le loro famiglie). Arrivata all'ottavo anno di vita, ha conquistato, anche grazie al suo successo, un posto ormai imprescindibile nella architettura complessiva di Umbria Jazz.

UJ4KIDS è un festival nel festival, dedicato ai più giovani che ne sono i veri protagonisti. È una striscia quotidiana con un intenso programma di attività laboratoriali, eventi artistici multidisciplinari con al centro il concetto di suono e improvvisazione. Lo scopo è stimolare la creatività e migliorare le capacità comunicative. La Fondazione Umbria Jazz negli anni scorsi ha avviato una stretta collaborazione con Enti Locali, Istituzioni Scolastiche pubbliche e Scuole di Musica private del territorio con l’obiettivo di rendere più familiare il jazz ad ogni fascia di età e favorire la promozione di una cultura musicale.

UJ4KIDS si pone quindi come un’attività di servizio e di riferimento per Istituti pubblici ad indirizzo musicale, scuole di musica e associazioni di settore, ma anche per educatori, famiglie, pediatri, musicisti.

Il suo intento è rendere bambini e ragazzi non semplici fruitori ma protagonisti attivi di eventi musicali, facendo conoscere attraverso momenti di spettacolo e divulgazione i risultati di un lavoro che anche in Umbria si fa da anni.

La manifestazione si svolge nell'area dei giardini del Santa Giuliana.

BLINDFOLD TEST DI ASHLEY KAHN A TERENCE BLANCHARD E RAVI COLTRANE IN COLLABORAZIONE CON DOWNBEAT

Ashley Kahn, critico musicale, giornalista e scrittore, una delle grandi “penne” della letteratura jazz contemporanea, sottoporrà Terence Blanchard E Ravi Coltrane a un Blindfold Test. Il test, a ingresso gratuito, si svolgerà lunedì 6 luglio alle ore 10 alla Sala dei Notari ed è una esclusiva italiana, come tutti i Blindfold Test che si svolgeranno in Italia.

Il Blindfold Test, ovvero un test “alla cieca”, fu inventato più di 60 anni fa da Leonard Feather per DownBeat, la storica rivista americana.

Si fanno ascoltare dei brani a dei musicisti che devono indovinare l’esecutore. Che si indovini oppure no, dall’ascolto nasce uno scambio di vedute che si traduce molto spesso in un vero e proprio breve approfondimento sulla musica e sull’artista. Non una sorta di quiz televisivo, dunque, ma un ragionato esame di un musicista, un genere musicale, un brano.

Per un appassionato di jazz è una stimolante occasione di conoscenza, anche per il livello di chi conduce il test e dell’artista coinvolto.

L’ANTEPRIMA CON CNA - SUL PALCO SERENA BRANCALE

In collaborazione con CNA - Confederazione Nazionale Artigianato, Umbria Jazz presenta un concerto anteprima giovedì, ore 21.30, in piazza IV Novembre. Sul palco salirà Serena Brancale, polistrumentista, performer e compositrice barese, che unisce la passione per il soul, il R&B e il jazz. Diventata popolare per le sue apparizioni sanremesi, anche nell’edizione 2026, Serena ha frequentato le rassegne e i jazz club più rinomati al mondo, ed oggi è considerata il fiore all’occhiello della musica nu-soul/Jazz italiana all’estero. Al suo attivo tre album in studio ed un live.

ARRIVA LA PERUGIA JAZZ MARATHON

Il 4 luglio lo sport incontra il ritmo di Umbria Jazz. Nasce la prima edizione della Perugia Jazz Half Marathon: 21,097 km di pura energia lungo le sponde del Tevere, da Ponte Pattoli a Ponte San Giovanni. Non sarà una semplice gara, ma un’esperienza multisensoriale dove il running si fonde con le performance jazz dal vivo lungo il percorso. Un evento unico, immerso nel verde e nell'ombra della natura umbra, per celebrare l'estate e il legame profondo tra musica e territorio.

Radio Monte Carlo è la radio ufficiale del Festival.

I MUSICISTI DI UMBRIA JAZZ 26

ARENA SANTA GIULIANA

Cominciamo da tre grandi protagonisti della canzone e del rock: STING in versione minimale, ovvero in trio chitarra, basso e batteria (non ricorda qualcosa?) che rilegge i grandi successi di una carriera leggendaria; ZUCCHERO con il suo profumo di blues declinato nelle tradizioni padane, ed ELVIS COSTELLO con The Imposters ed un repertorio sconfinato. Su tutto, il carisma di uno tra i cento più grandi artisti di ogni tempo, secondo Rolling Stone. Per lui aprirà JUDITH OWEN, popolare narratrice e attrice inglese, ma soprattutto cantante e songwriter che spazia tra teatro musicale, jazz, pop, rock, classica.

Serata progressive con il PERIGEO, storica sigla del jazz rock italiano, presente alla prima edizione di Umbria Jazz, nel 1973, ed ora per l’ultima volta insieme sul palco, ed il quartetto BEAT, che ripropone la produzione dei King Crimson degli anni 80. Il quartetto è una vera super band con due ex KC, ADRIAN BELEW e TONY LEVIN, il virtuoso della chitarra STEVE VAI e l'esplosivo batterista dei Tool DANNY CAREY

Esclusiva italiana anche per la sinergia SNARKY PUPPY/ METROPOLE ORKEST. L’orchestra olandese è al suo esordio italiano: un vero evento. Sarà anche un primato: mai così tanti musicisti sul palco di Umbria Jazz. Soprattutto, una serata di musica sofisticata quanto godibile, oltre ogni paletto di genere.

Serata brasiliana (per Umbria Jazz è una consuetudine) con GILBERTO GIL che sarà preceduto dalla band GILSONS, ovvero i suoi figli e nipoti, nonché eredi musicali nel segno di un Samba venato di sfumature afro.

All’arena non manca il jazz: il guru CHARLES LLOYD, forse il più carismatico tra i jazzman contemporanei, nella formula del quartetto; il sestetto di TERENCE BLANCHARD e RAVI COLTRANE in omaggio al centenario di Miles Davis e John Coltrane; una super band italiana guidata da STEFANO BOLLANI e comprendente tra gli altri Enrico Rava, Paolo Fresu, Roberto Gatto…

Altra esclusiva italiana per LAURIE ANDERSON, tra le figure più rappresentative e rispettate dell’avanguardia artistica contemporanea, in scena con i Sexmob nel progetto Republic of Love. Il più classico blues sarà sul palco dell’arena con il prodigio della chitarra CHRISTONE KINGFISH INGRAM, mentre, unica data italiana, ritorna JON BATISTE, un figlio prediletto di New Orleans, che è oggi una star la cui carriera Umbria Jazz ha seguito fin dall’inizio. La prima volta fu ospite di Umbria Jazz Winter #17, ben 17 anni fa. Sarà preceduto da una curiosa famiglia votata alla tradizione del gospel, Annie and the Caldwells.

TEATRO MORLACCHI, ovvero il jazz senza se e senza ma, con una sottolineatura per due strumenti molto amati dal pubblico, il pianoforte e la chitarra.

I pianisti:

FRED HERSCH, un musicista/icona come pochi altri. La definizione, spesso abusata, di artista di culto descrive perfettamente lo status di Fred Hersch sulla scena del jazz contemporaneo. Il suo trio con Drew Gress e Peter Erskine è semplicemente stellare.

GONZALO RUBALCABA con i suoi compagni Steve Potter, Larry Grenadier e Eric Harland: il titolo della band, First Meeting, racconta più o meno esattamente la storia che c’è dietro, ovvero il primo incontro tra i quattro musicisti in questa formazione. Musicisti che per l’occasione mettono da parte i loro progetti e impegni da leader e uniscono le forze in una estemporanea band fondata sull’ improvvisazione e sulla reciproca sintonia.

KENNY BARRON: soprattutto il trio permette di apprezzarne fraseggio, suono, senso del tempo, invenzione melodica nonché la smisurata cultura jazzistica. Il trio in questa occasione ospita Ekep Nkwelle, rivelazione della vocalità jazz, richiamando una formula con la quale sono state scritte pagine importanti della storia del jazz.

JASON MORAN: Al suo esordio si disse che era un predestinato. Oggi è un artista totale nella sua modernità ma nello stesso tempo profondamente impegnato a valorizzare la cultura e la storia del popolo afroamericano.

I chitarristi:

BILL FRISELL: Senza dubbio uno dei più importanti e carismatici chitarristi della generazione venuta dopo Jim Hall. La band con cui torna a Umbria Jazz è formata da Greg Tardy al sax tenore e clarinetto, Thomas Morgan al contrabbasso e Rudy Royston alla batteria.

PETER BERNSTEIN: il suo stile garbato, moderno, perfetto per un mainstream raffinato e musicalmente “colto”, la fluida improvvisazione nella tradizione post-bop, il controllo sull'armonia ed il bel suono ne hanno fatto un performer molto stimato e richiesto.

HAMILTON DE HOLANDA: non è proprio un chitarrista ma suona in modo stupefacente il bandolim, un mandolino normalmente a otto corde, al quale l’artista brasiliano ne ha aggiunte però altre due conferendogli quindi una voce più profonda. Di fatto ha proiettato questo strumento tipico della tradizione brasiliana in una nuova dimensione contemporanea.

PAOLO FRESU - KIND OF MILES: Paolo Fresu, trombettista; Paolo Fresu, voce narrante. Il primo lo conoscete molto bene; il secondo molto meno. Entrambi sono i protagonisti di Kind of Miles, spettacolo teatrale e concerto nello stesso tempo. Nell’anno del centenario della nascita di Miles Davis, Fresu riflette, racconta, evoca quella che resta una delle figure fondamentali della musica del Novecento.

STEVE COLEMAN & FIVE ELEMENTS: Compositore, sassofonista, band leader, produttore: Steve Coleman è in ognuno di questi ruoli un protagonista del jazz più creativo degli ultimi quarant’anni, e i Five Elements sono la principale formula con la quale ha sviluppato il suo percorso artistico.

CECILE MCLORIN SALVANT: La sua musica, come vocalista e come compositrice, fonde suoni che attraversano più generazioni e culture, insinuandosi tra vaudeville, jazz, blues, storytelling. Una straordinaria tecnica vocale si coniuga con una sicura presenza scenica, per disegnare l’identikit di una artista a tutto tondo.

GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA - SALA PODIANI

Una rassegna nella raccolta rassegna in Galleria è uno straordinario ciclo di solo performance: cinque artisti accompagnati solo dal silenzio del Museo:

ETHAN IVERSON, intellettuale del pianoforte, già fondatore di The Bad Plus, presenta un progetto che parte da James P. Johnson, leggendario pianista agli albori del jazz, e arriva a John Coltrane.

MARK TURNER, sassofonista, rispettato dalla critica e amato dal pubblico, non concede nulla al facile consenso ma suona una musica che parla dell’uomo e dell’artista con onestà e perfino con semplicità. Una sorta di autoritratto senza narcisismo.

KURT ROSENWINKEL: uno dei chitarristi (ma è anche didatta, compositore, multistrumentista e band leader) più innovativi tra quelli emersi negli ultimi 30 anni. La fluidità del fraseggio, la ricchezza armonica, l’unicità del suono fanno di lui un artista di culto della scena della chitarra.

GIANNI COSCIA: poeta della fisarmonica, alessandrino novantacinquenne, già avvocato, una sorta di colto artigiano del suono che nella sua lunga vita ha coltivato molti amori musicali, dalla tradizione popolare del nord dell’Italia al jazz, dalla canzone ai ritmi latini e che ora si racconta in un dialogo amoroso con il suo strumento.

THOMAS MORGAN: Una performance di solo contrabbasso non è molto comune, anche perché sono pochi i contrabbassisti che possono permetterselo. Certamente uno di questi è Thomas Morgan, che negli ultimi venticinque anni è stato uno dei bassisti più on demand della scena del jazz. Oltre al contrabbasso, c’è anche WOODS, uno strumento a corda virtuale che Morgan ha progettato in Super Collider, un ambiente software open source per la sintesi audio in tempo reale e la composizione algoritmica. WOODS evoca il suono di strumenti a corda pizzicati come il liuto, le arpe dell'Africa occidentale, il cimbalom ungherese, la marimba.

IMMANUEL WILKINS: Un sassofonista e leader dalla grande personalità e capace di portare la sua musica in una dimensione spirituale e perfino estatica. Dal vivo, con il suo quartetto, Wilkins aggiunge un feeling trascinante che crea una forte empatia con il pubblico. Il mondo del jazz aspettava da tempo un musicista come Immanuel Wilkins.

FRANCESCO BEARZATTI/ GIOVANNI GUIDI: Dalla comune appartenenza alle band di giovani talenti guidate da Enrico Rava, alle numerose partnership a nome dell’uno o dell’altro. Il sassofonista Francesco Bearzatti ed il pianista Giovanni Guidi tornano a Umbria Jazz, dopo numerose partecipazioni con le più svariate formule, nella asciutta dimensione del duo: un dialogo tra due artisti che si conoscono bene ed anche una sintesi di esperienze.

DJP TRIO: un trio senza pianoforte che coniuga interplay e libertà formale e che poggia, come richiede questa formula affascinante quanto difficile, su una naturale intesa e grandi abilità strumentali. Dario Deidda, basso elettrico; Jorge Rossy, batteria e vibrafono; Pietro Tonolo, sassofoni e flauto, sono esponenti di spicco del jazz europeo che abbiamo già trovato in molti progetti da leader o in altrettanto importanti collaborazioni.

GABRIELE MIRABASSI: Perugino, clarinettista diplomato al Conservatorio Francesco Morlacchi, ha spaziato a lungo tra jazz e musica classica contemporanea. In questo articolato percorso ha incrociato il suo clarinetto con personaggi come Richard Galliano, Enrico Pieranunzi, Stefano Battaglia, Steve Swallow, John Taylor, Stefano Bollani (sul versante jazz) e come John Cage, Andrea Lucchesini, Mario Brunello (su quello classico).

Due trii pianistici: uno è quello di KRIS DAVIS, oggi più attiva che mai, anche grazie ad un eclettismo che le permette di spaziare tra generi e formule diverse. Kris Davis è una delle personalità più interessanti tra quelle emerse sulla scena del jazz negli anni duemila. Oggi la pianista canadese, da una ventina d’anni di base a New York, è molto stimata soprattutto nei circuiti del jazz e della musica più innovativa.

L’altro è il trio di AARON PARKS, per il cui disco di esordio la Blue Note ha scritto: “La musica ha viaggiato attraverso nuove frontiere sonore e ritmiche con le suggestive composizioni originali di Parks intrise di un dramma cinematografico che ha tratto ispirazione da artisti della levatura di Wayne Shorter, Radiohead, Bjork, Meshell Ndegeocello e altri”.

BRANDEE YOUNGER, arpista, è il nuovo nome di riferimento per questo magnifico strumento. Oggi la Younger ha già una solida carriera alle spalle, avendo esordito nel 2011 con un EP dal titolo Prelude. Da allora ha lavorato come leader del suo quartetto, ha collaborato con artisti come Ravi Coltrane, Pharoah Sanders, Jack DeJohnette, Charlie Haden, Lauryn Hill, John Legend, Makaya McCraven, la Big Band di Christian McBride. Ha anche suonato in orchestre di musica classica e svolto attività di docente

JOEL ROSS GOOD VIBES: È l’ultimo, in ordine di tempo, prodigio del vibrafono. Ross però non va inquadrato soltanto nelle fila degli specialisti dello strumento ma nel contesto più generale dei nuovi jazzman leader/compositori. I suoi ultimi due album Blue Note sono “Nublues” e “Gospel Music”, ovvero le radici della musica americana rilette attraverso il senso dell’innovazione. Che è poi uno dei tratti distintivi della personalità artistica di Ross.

FREE CONCERTS

FUNK OFF. Sono da tanti anni la cartolina musicale di Umbria Jazz Il loro palco sono le vie dell’acropoli perugina che percorrono tutti i giorni portandosi dietro il pubblico. La marching band di New Orleans è stata da loro rivitalizzata con robuste iniezioni di funk: ne esce una musica spettacolare e coinvolgente.

Blues e soul sono i generi americani per eccellenza, e dagli Stati Uniti arrivano: JONTÉ MAYON, originaria di New Orleans, che ha cominciato a cantare in pubblico quando aveva solo quattro anni. Veniva da una famiglia di musicisti, e la sua educazione ha seguito quelli che sono i normali percorsi di una giovane cantante della Crescent City: gospel, soul, blues, R&B; ANTHONY PAULE SOUL ORCHESTRA band di base a San Francisco e formata da autentici specialisti del Soul, tutti con all'attivo collaborazioni prestigiose a partire dal leader, Anthony Paule, chitarrista e songwriter; MITCH WOODS, che in America è considerato uno dei migliori interpreti moderni di generi tradizionali come blues, rock & roll, boogie, jive. In questi generi è pluripremiato come pianista, cantante e band leader; ALLAN HARRIS, che con Harlem After Dark: An Uptown Jazz Party presenta un vibrante tributo e nello stesso tempo un atto d’amore per l’età d'oro di Harlem, quando il quartiere, tra dance hall, teatri, jazz club, era il cuore della vita notturna di New York e soprattutto il centro della cultura afroamericana.

RAY GELATO & THE GIANTS: Con il suo swing ironico che sa d’altri tempi Ray Gelato, cantante e sassofonista, è diventato, edizione dopo edizione, uno dei beniamini del pubblico di Umbria Jazz

Londinese figlio di un militare americano di stanza in Gran Bretagna, il giovane Ray è cresciuto ascoltando da un lato le canzoni di Frank Sinatra e Dean Martin, dall'altro rock & roll e jive.

NICO GORI: Un musicista di grande talento e di altrettanto grande esperienza, Nico Gori. Difficile, infatti, se si pensa al clarinetto, che il primo nome che viene in mente, nel panorama del jazz italiano, non sia quello del musicista fiorentino.

TRIBUNAL MIST JAZZ BAND nasce a Napoli nel 1991 ed è composta da una ventina di elementi tra musicisti-professionisti di area giuridica e professionisti-musicisti, tutti uniti dalla pura passione per la musica ed in particolare per il jazz.

ACCORDI DISACCORDI: La loro musica è un crossover che miscela influenze gipsy jazz, melodie mediterranee e ritmi latini con l'energia del rock. Le live performance alternano sonorità acustiche dal gusto cinematografico, storytelling e attitudini virtuosistiche. Accordi Disaccordi arricchisce le proprie esibizioni con un uso sapiente di sonorità elettroniche ed elettriche che aggiungono profondità e modernità alla sua estetica sonora.

CONOSCI MIA CUGINA? è il nome ironico e impertinente, tratto da una vecchia canzone, di una band nata nel 2015 e da allora attiva a livello nazionale. La sua mission è di rivitalizzare il repertorio del cosiddetto swing italiano degli anni ’30, ’40 e ’50 del secolo scorso.

SUGARPIE & THE CANDYMEN: Il quintetto si è formato nel 2008 tra Cremona e Piacenza, ed il suo marchio di fabbrica fin dall’inizio è stato rimodellare i classici del rock e pop in uno stile retrò che evoca il jazz manouche, l’era dello swing ed il primo rock and roll, con arrangiamenti vocali e strumentali allo stesso tempo virtuosistici e ricchi di humor.

BRASSENSE: Il nome del gruppo unisce due parole: brass, ovvero un tradizionale quintetto di ottoni, e sense, che suggerisce un nuovo senso da dare a questa classica formula. Dal vivo sanno creare un clima trascinante coniugato con una grande qualità esecutiva.

THOMAS KAHN, cantante dalla biografia non banale, ha avuto in dono un timbro di voce e doti di interprete tali da far scrivere alla rivista Rolling Stone di essere di fronte al “Piccolo principe del soul moderno”. E nel soul Thomas Kahn dice di ritrovare i valori di comunicazione, sensibilità, calore e soprattutto i racconti della vita reale. Negli ultimi anni si è costruito una reputazione in Francia aprendo gli show di importanti artisti nei grandi locali della musica come l’Olympia e il Bataclan.

Sono in cartellone anche quattro band che fanno capo alle Clinics della Berklee School of music, di cui una dedicata al gospel. Ne fanno parte insegnanti e alcuni degli allievi migliori dei corsi.

L’ANNIVERSARIO DI DARIO

DA UN SUO LAVORO IL MANIFESTO DI UMBRIA JAZZ 26

Umbria Jazz partecipa alle celebrazioni dei cento anni dalla nascita di Dario Fo scegliendo per il manifesto ufficiale dell’edizione 2026 un dipinto (tecnica mista su tela) del 2013 del Premio Nobel. Vitalità, festa, leggerezza, movimento e musica trovano nell’opera una sintesi perfetta e fanno de "La danza degli zanni", questo il titolo, una rappresentazione ideale di quella che Umbria Jazz riconosce come la sua identità.

Un bozzetto dell’opera fu usato per la lezione spettacolo di Dario Fo intitolata "Giotto non Giotto" e rappresenta San Francesco che danza e fa festa dopo la sua liberazione. Il riferimento è presumibilmente legato alla vicenda della guerra tra Assisi e Perugia che vide Francesco soldato, poi catturato e imprigionato dai perugini.

Lo Zanni del titolo, Giovanni nel dialetto veneto, è la più antica maschera della Commedia dell’Arte: il proletario sfruttato e dileggiato che reagisce al potere con l’arma dell’ironia e dello sberleffo.

L’immagine è stata concessa dalla Fondazione Fo Rame.

LE CANZONI DI DARIO FO - JACOPO FO E ENRICO INTRA AL TEATRO PAVONE

“Le canzoni di Dario Fo” è uno spettacolo, ideato da Jacopo Fo in esclusiva per Umbria Jazz, in programma l’11 luglio al Teatro Pavone, ad ingresso gratuito, per far conoscere aneddoti e genesi di alcune delle canzoni del padre, anche quelle meno note. La canzone ha sempre avuto per Dario Fo un ruolo centrale: non ornamento, ma struttura portante. Le sue canzoni sono satiriche e liriche, comiche e militanti, radicate nella tradizione medievale e pienamente contemporanee. Come nel jazz, vivono nell'improvvisazione, nella variazione, nel dialogo con il pubblico e con il tempo.

Nello spettacolo avviene anche l’incontro con la musica e i ricordi di Enrico Intra, uno dei maestri del jazz italiano nonché amico di sempre di Dario Fo.

Questo omaggio porta in scena la musica come dimensione essenziale dell'opera di Fo: le canzoni giullaresche, le ballate politiche, le melodie popolari che hanno accompagnato decenni di teatro, di lotta e di risata.

Musica dal vivo e racconto si intrecciano sul palco in un dialogo che è insieme memoria, celebrazione e scoperta. Enrico Intra porta la sua visione jazzistica nel cuore delle canzoni di Fo, reinventandole con la libertà improvvisativa che le accomuna alla tradizione giullaresca; Jacopo Fo apre al pubblico le finestre della sua memoria familiare e artistica, restituendo l'umanità di un padre straordinario e la vitalità di un mondo creativo irripetibile.

ENRICO INTRA

Nato a Milano nel 1935, Enrico Intra è tra i fondatori del jazz italiano contemporaneo. Pianista, compositore, arrangiatore e direttore artistico del leggendario Capolinea di Milano, ha attraversato settant'anni di musica con inesauribile curiosità creativa, spaziando dal jazz alla musica da camera, dal teatro musicale alla composizione sinfonica.

Autore di colonne sonore, direttore di grandi orchestre e collaboratore di alcuni dei più grandi nomi della musica italiana e internazionale, Intra porta in questo omaggio tutta la ricchezza della sua esperienza, nel segno dell'incontro tra jazz e teatro che ha sempre attraversato la sua arte.


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